• Letteratura Capracottese

Il bosco e la scure


Biglietto di presentazione della duchessa di Capracotta.

Pubblicato da me per le nozze del Duca di Capracotta con la Duchessina Rivera.


Vanne, Apologo mio, deh vanne pure

al Parlamento di qualunque regno.

V'era in un bosco un'affilata scure,

ma priva del suo manico di legno,

e sentia che senz'esso, in caso urgente,

la forza del suo taglio era impotente.


Ella sapea che in quella gran foresta

era l'oggetto men significante,

ma pur segreta ambizïon funesta

avea di dominar tutte le piante;

e poi che dubbia un tal pensier la tenne,

diabolico concetto alfin le venne.


Con mascherata furberia volpina,

e in tuon di supplichevole lusinga,

cangia la ferrea voce in argentina

ed agli alberi fa solenne arringa,

e prona dice: – A voi del bosco nostro

venerabili padri, a voi mi prostro.


La Provvidenza in mezzo a voi mi trasse,

né sì tagliente fui temprata invano:

io vi difenderò da chi tentasse

levar su voi la temeraria mano:

dal ciel qui caddi, il ciel qui mi spediva,

come l'ancil famoso, al Tebro in riva.


Oh qual possente aïta or io vi reco,

piante robuste, eccelse e venerande!

Ma brama il ciel che concorriate meco

della vostra salute all'opra grande.

Quel che da voi, per sì grand'uopo, invoco