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"Coccia di bronzo" si racconta (I)


Alfonso Monaco
Coccia di bronzo con la moglie e il nipote Alessandro.

È la prima volta che Alice e Alessandro vengono a stare in vacanza, per una settimana si spera, con i nonni (io e mia moglie Gabriella) a Capracotta: sono pieni di entusiasmo e curiosità.

Siamo partiti da Pescara: lungo il viaggio in autostrada racconto loro quando ho visto per la prima volta il mare.

La narrazione avviene in terza persona, dove il personaggio si chiama "Coccia di bronzo", ché spiego durante i ricordi.

Comincia il racconto.

Aveva undici anni, era il giorno di san Luigi Gonzaga, il 21 giugno. Insieme a suo padre Enrico andava dai frati minori conventuali, alla parrocchia di S. Antonio di Pescara per trascorrere dieci giorni di colonia estiva e decidere sul suo futuro o meglio sulla sua vocazione religiosa, se diventare missionario, figlio di san Francesco.

Non aveva mai visto il mare da vicino.

Salirono sul treno sulla Sangritana alla stazione di S. Angelo del Pesco e, dopo aver attraversato i vari paesi nella Valle del Sangro e la città di Lanciano, giunsero a San Vito Chietino.

Dai tornanti del paese verso la marina si vedeva una distesa verde sotto il loro sguardo che ondeggiava al vento.

– Mamma mia, – disse il ragazzo rivolto al padre – beato il padrone di tutto questo grano; chissà quanti mietitori ci vogliono per raccoglierlo!

– Fessacchiotto, – precisò il padre – questo è il mare: il colore verde è dato dalle alghe!

La nipotina Alice guarda sbalordita e sussurra:

– Veramente nonno?

– Sì – rispondo. – Sono poi diventato un caro amico del mare, ci vivo vicino da oltre quarant'anni. Sapete infatti che io e la nonna Gabriella stiamo a San Salvo, un paese che ha un bel mare con una spiaggia ampia e piacevole.

Alessandro si associa dicendo:

– Anch'io amo il mare! So nuotare e vado anche in piscina.


Alfonso Monaco

 

Fonte: A. Monaco, "Coccia di bronzo" si racconta. Alcuni ricordi capracottesi, San Salvo 2016.

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