• Letteratura Capracottese

La dispettosa marachella della Strega Majella



La Strega Majella è proprio una birbantella sulla sua scopa va e un incantesimo fa.

Le piaceva fare i dispetti quando volava sopra i tetti.

E agli abitanti del piccolo paesino fece uno scherzo davvero birichino.



Nella piazza del paesino tutti si preparavano. Tre piccole Fatine: Emma, Sveva e Margherita

volavano e gridavano felici per la festa... prima della notizia funesta!

I cavalli della processione erano scomparsi in quella gran confusione.



Risuonò nel cielo settembrino solo un malefico risolino.

Con un gran cappello e una scopa volante la Strega Majella volteggiava trionfante!

"Ha trasformato i cavalli in ranocchi!" urlarono le Fatine non credendo ai loro occhi. Tutti corsero verso il laghetto tristi e sconsolati per questo dispetto.



"Come faremo senza i cavalli addobbati?"

si chiesero tutti davvero costernati.

"Principe Sebastiano faremo la festa?" chiesero gli anziani in preda ad un'ira funesta.

"Dobbiamo svegliare i due Giganti"

rispose il Principe indicando i monti. "Campo e Capraro aiutateci a rompere il sortilegio" gridò il Principe Sebastiano temendo il peggio.



Andarono da Campo in cerca di aiuto sicuri e certi del suo rifiuto. Ma Campo amava la festa settembrina, la sognava ogni mattina.

"La Strega troverò e i cavalli vi riporterò".



Andarono da Capraro in cerca di aiuto sicuri e certi del suo rifiuto. Ma come Campo anche Capraro amava la festa settembrina, ci pensava dalla sera alla mattina.

"Con Campo la Strega troveremo e insieme ai cavalli festeggeremo!”



La banda suonava, la gente festeggiava, nel paesino la processione avanzava.

Le tre Fatine dalla torre videro avvolti negli scialli non più brutti ranocchi ma solo meravigliosi cavalli. I Giganti avevano trionfato, la Strega Majella avevano scacciato!

Le tre Fatine finalmente si riposarono, i due Giganti si addormentarono.

Tutti finalmente festeggiarono.


Nessuno vide più la Strega Majella dispettosa, puzzolente e monella. La festa terminò e nel paesino la pace ritornò...


Emanuele Fusco

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