• Letteratura Capracottese

Il ricordo



Questa è una storia che parla di amicizia.

Non tra due esseri umani o tra due animali e neanche tra due piante.

I protagonisti di questa vicenda sono la scuola e il cinema di un paesino, Capracotta.

A Capracotta la vita scorreva tranquilla.

La gente si alzava, andava al lavoro o a scuola, insomma la solita routine.

Tra tutto questo affaccendarsi, si affaccendavano anche gli edifici di questo paese.

La scuola era proprio fiera di se stessa.

Era un'antica, bellissima e signorile costruzione e sapeva di esserlo.

Tra le sue mura, tutti i giorni, da almeno cento anni, pulsava la cultura.

Quello però che stava più a cuore alla scuola, che si chiamava Agnese, erano i rapporti umani che nascevano e si sviluppavano al suo interno.

Aveva visto amori nascere, finire, aveva visto persone piangere e ridere e durante gli esami, sentiva anche lei le emozioni e la tensione degli studenti.

Aveva visto professori andare in pensione e giovani professori venire assunti.

Aveva assorbito praticamente parte dello spirito vitale di tutte le persone che avevano trascorso una parte della loro vita al suo interno.

Era il ritratto della saggezza.

Anche il suo amico, Amilcare, il cinema, era veramente fiero della sua vita.

Certo, era più recente come costruzione ma aveva vissuto bellissime esperienze anche lui.

Nella penombra della sua sala, le persone vivevano intense emozioni, tanto che il suo cuore era carico di tenerezza e di amore.

La notte, quando Agnese e Amilcare avevano finito di lavorare, si incontravano nel silenzio del paese.

Amilcare raccontava bellissimi films ad Agnese che si divertiva tantissimo nel vederlo mimare le scene.

Lei gli raccontava storie antiche o lo portava con l'immaginazione in luoghi geografici fantastici o ancora gli raccontava bellissime poesie.

Amilcare osservava con dolcezza Agnese e si rendeva sempre più conto che la sua amica stava invecchiando.

Le crepe nelle sue mura erano sempre più profonde e grosse e anche se gli uomini la curavano, tra poco tempo l'avrebbe persa.

Qualche mese dopo, infatti, la scuola venne abbattuta in una fredda mattinata di novembre.

Amilcare pianse, ma continuò a proiettare films, anche allegri, poiché il mondo non si era fermato.

Tempo dopo arrivò al suo interno una nuova pellicola, un bellissimo film girato proprio lì, a Capracotta.

Quella sera, tutto il paese era al cinema per vederlo.

Amilcare assisteva alla proiezione con la solita tristezza quando apparve sullo schermo Agnese in tutto il suo splendore.

Fu allora che sentì due bambini dire:

– Hai visto, è la nostra scuola, com'è bella! Non la dimenticheremo mai! Mamma guarda la scuola dove sei andata anche tu! Com'è bella!


Teresa Odette

Fonte: http://blog.libero.it/laviaggiatrice/, 30 maggio 2011.

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