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Dott. Croce Cav. Conti e Agostino Conti


Capracottesi in fermento (foto: G. Paglione).

Fra lo schianto di una distinta ed amata famiglia, fra le sincere e spontanee manifestazioni di dolore dell'intero paese, così largamente rappresentato a queste pietose ed imponenti esequie, si è fatalmente schiusa una tomba per raccogliere la preziosa esistenza del Cav. Dott. Croce Conti!

Parlare minutamente di lui, di questo impareggiabile padre di famiglia, di questo avveduto e distinto professionista, di questo integerrimo cittadino e pubblico amministratore, sarebbe addirittura opera vana, perché ogni elogio renderebbe sbiadite le diverse epoche della sua vita intemerata. Il paese, senza eccezione, aveva per lui un culto del rispetto; i conoscenti si sentivano avanti la sua simpatica ed affabile persona compresi da un sentimento di profonda venerazione!

Nato in Capracotta nel 1823, compì lodevolmente gli studi, e nel 1849 conseguì la laurea in medicina nella R. Università di Napoli. Il suo svegliato ingegno e le vaste cognizioni professionali gli conferivano il dritto di stabilirsi in una città, dove avrebbe potuto affermare il suo valore, ed addivenire una vera illustrazione della scienza. Ma la sua eccessiva modestia gli fece preferire il paese natio, come per mettere a vantaggio di esso i tesori del suo sapere, e pareggiare i savi fratelli per accrescere il lustro della sua cara famiglia.

E per la famiglia egli fu simbolo di pace e di attività, imperocché consacrò tutto sé stesso al miglioramento civile ed economico, curandone l'educazione e l'istruzione, massime dell'unico gioiello del suo cuore, del bravo figlio Guglielmo, nel quale con indicibile affetto vedeva rispecchiate le nobili qualità dell'animo suo. Lo abbiamo visto, cedendo alle preghiere degli amici, ed anche delle Superiori Autorità, occupare in diverse volte - senza ombra di ambizione - le più importanti ed onorifiche cariche del paese, quelle di Sindaco, di Conciliatore, di Presidente della Congregazione di Carità e di altre Commissioni, e dovunque egli ha portato la serietà e la rettitudine del suo animo, la lucidezza della sua mente, la moralità della sua coscienza.

Lo abbiamo veduto nei tempi difficili della rivoluzione, pieno di patriottismo e di prudenza, contribuire con l'opera e col consiglio al trionfo della libertà. Ed è meritevole di essere ricordata la lunga esposizione scritta che egli fece al Consiglio Comunale nel 1852, assumendo la prima volta le funzioni di Sindaco sotto l'attuale regime costituzionale, la quale esposizione contiene un esatto programma d'amministrazione, le cui norme rivelano i suoi alti proponimenti per dare vita nuova e prospera alla azienda comunale, che molto si avvantaggiò del suo indirizzo.

Come medico e come cittadino, inutile affermarlo, è la figura più cara e popolare che esista. Chi non ricorda di essere stato da lui amorevolmente curato e confortato, e quanti non vennero con disinteresse aiutati e consigliati?

Nel 1889, quale benemerito della salute pubblica, fu insignito dell'onoreficenza di Cavaliere della Corona d'Italia, ed io che dal rimpianto Sindaco del tempo, cav. Cesare Conti, ebbi il gradito incarico di comunicare al decorato la Sovrana concessione, riportai della sua rara modestia un incancellabile ricordo!

Con la scomparsa del Cav. Croce Conti, viene a mancare al paese un altro dei pochi superstiti di una generazione di onesti ed intelligenti che dettero alle famiglie il savio indirizzo del lavoro e del dovere, che ebbero di mira il progresso e la civiltà, e che furono esempio di quell'amore e di quella fratellanza che - fra la marea delle facili discordie - sono l'orgoglio di Capracotta! Le loro invidiabili condizioni economiche ne sono l'adeguato compenso!

Forse questi fuggevoli cenni, esposti con parola disadorna pari al vivo dolore dell'animo mio, malamente compendiano il tuo passato sereno e glorioso; ma ti conforta che ad esso saranno costantemente e religiosamente uniti i più sacri e pietosi ricordi della tua riconoscente e desolata famiglia, ed il nostro imperituro rimpianto; il rimpianto della gratitudine più sincera ed affettuosa pel tuo nome onorato e benedetto!...

 

Erano passati appena 7 giorni dalla perdita del rimpianto Dott. Cav. Croce Conti, e non ancora cominciavano a dileguarsi le intense impressioni di angoscia lasciate dalla triste sventura, che la morte inesorabile tornò a visitare quella casa di dolore e di raccoglimento, strappando, la sera del 15 aprile, al più sacro e riconoscente affetto del figlio, Dottor Giovanni e degli afflitti parenti la non meno cara esistenza del signor Agostino Conti, nell'età di 81 anni.

Fatalità di destino! Due fratelli che in vita si divisero le gioie ed i disinganni, e di cui nessuna causa mondana poté mai rallentare i saldi legami della loro invidiabile concordia, anche in morte vollero presto ricongiungersi nel bacio del Signore!

La famiglia rimase sopraffatta da immane sgomento, il paese rattristato e commosso dall'inaspettato e lugubre evento!

Il Sig. Conti ebbe dalla natura il dono eccezionale di un'intelligenza superiore; e, dopo gli studi, si dedicò all'industria armentizia, nella quale il senno e l'attività gli furono fonte di meritate ricchezze. Amò la famiglia quanto se stesso, e potette con ragione essere soddisfatto dei frutti dell'educazione e dell'istruzione, che a preferenza ebbe la diligente premura d'impartirle.

Uomo di proverbiale probità e di onestà scrupolosa, fu di carattere fermo e di cuore espansivo e generoso. Temprato ai disagi della vita ed alle domestiche sventure, trionfò su di esse, perché ebbe la costanza nei propositi, la sicurezza nelle azioni, la virtù della rassegnazione. Fece parte di ogni comitato che ebbe di mira l'unità italiana, che caldeggiò non senza serî pericoli. Fu capitano della Guardia Nazionale, e rappresentò nel 1867 il mandamento di Capracotta come Consigliere Provinciale. Fra i molteplici suoi affari, ebbe tempo di occuparsi efficacemente anche delle locali amministrazioni pubbliche, in cui stette quasi sempre ora come Sindaco ed ora come assessore e consigliere. Nell'ultimo sindacato del 1888 e 1889 vanno ricordate due opere igieniche di eminente utilità da lui iniziate e compiute, cioè la sospirata costruzione delle fontane, che dettero al paese acque salubri ed abbondanti, e l'ampliamento del cimitero con zone coverte, rispondenti alle esigenze del nostro clima. Come Presidente della Congregazione di Carità, seppe resistere energicamente alle pretese del Fondo Culto per conservare all'Ente il pingue patrimonio di circa lire trecentomila, e della beneficenza ebbe con gli altri componenti il nobile concetto di istituire nel 1872 un ginnasio, che segnò pel Comune un grande passo nella via del progresso, e del quale la gioventù studiosa, che ancora trova ad avvantaggiarsene, deve essergli assai riconoscente. Nel 1877 l'Amministrazione da lui presieduta approvò la fondazione del nostro fiorente Asilo Infantile, che completa la beneficenza, esplicandola lodevolmente anche nelle forme educative.

Capracotta, che sa apprezzare le virtù dei suoi figli, ha reso, il lunedì santo, con imponente concorso di autorità, di associazioni e di persone di ogni condizione, solenni i funerali celebrati al benemerito don Agostino, il cui nome modesto nella storia cittadina avrà dritto al doveroso rispetto di quanti hanno a cuore il lavoro e la rettitudine, la famiglia e la patria!


Costantino Castiglione

 

Fonte: C. Castiglione, Sotto i cipressi, in «Il Cittadino Agnonese», I:8, Agnone, 3 maggio 1900.

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