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La fontana dell'Emigrante e... le promesse non mantenute


La fontana dell'Emigranti e i ritagli di giornale sul Clipper.

All'entrata del paese, di fronte al Santuario della Madonnina, si nota la presenza di una modesta famiglia in bronzo che sta a rappresentare l'emigrazione capracottese, che dagli inizi del '900 ha falcidiato il numero dei residenti passando dalle circa 5.000 unità alle attuali 800.

L'opera è stata realizzata dallo scultore Antonio Di Campli e donata dagli emigrati capracottesi sparsi per il mondo su iniziativa di Joseph Paglione.

Per dimostrare in modo tangibile questo attaccamento il 7 settembre 2007 fu inaugurato il monumento, vivacizzato dalla presenza di giochi d'acqua e di luci e completamente pagato dagli emigranti, i cui nomi sono stampati su due stele che fanno compagnia ai tre soggetti rappresentati.

Tutti, anche se lontani dal luogo natio, hanno cercato e cercano di conservare i ricordi e i legami ancestrali che inevitabilmente riaffiorano nel profondo dei loro cuori.

Gli emigranti del Nord America, invece, all'inizio del novembre 1949 completarono la raccolta di 20.000 dollari per l'acquisto dello spazzaneve, noto come "Clipper", da donare alla comunità capracottese.

La raccolta fu avviata dal sindaco di Jersey City John V. Kenny con la supervisione del magistrato Edward P. Zampella, che nella riunione finale tenutasi l'11 novembre 1949 ebbe a dire che il sindaco di Capracotta, come segno di riconoscenza, avrebbe intitolato una piazza all'omologo americano e che il primo bambino che sarebbe nato dopo l'arrivo del Clipper si sarebbe chiamato proprio Kenny.

L'arrivo del Clipper a Capracotta fu salutato con grande enfasi e con tante manifestazioni di giubilo il giorno 18 gennaio 1950; purtroppo le due promesse non furono mantenute e, come dice il proverbio: passata la festa, gabbato lo Santo.


Filippo Di Tella

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