• Letteratura Capracottese

La Fonte dei Pioppi e il mistero della croce campestre



Forse per ricordare qualche parente caduto durante la Grande Guerra, un secolo fa fu posizionata una croce metallica in un terreno adiacente la strada sterrata (oggi via Mainarde) che conduceva al Santuario di Santa Maria di Loreto.

Nel 1950, con la costruzione ad opera dell'U.N.R.R.A. (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) dei fabbricati in località Pioppi, a una distanza di circa 100 metri dal relativo boschetto, adiacente la strada sterrata e all'interno di quello stesso terreno, fu messa in opera anche una fonte usata prevalentemente per l'abbeveraggio degli animali. Tuttavia venne utilizzata anche dai tanti passanti che, con commenti di ogni genere, attaccavano bottone coi contadini, dediti al duro lavoro dei campi e poco inclini ad ascoltare inutili consigli.

Ogni tre anni quella fontana ha assistito alla marea di gente accorsa da ogni dove per presenziare alla festa della Madonna di Loreto, con i suoi cavalli agghindati, e ha dissetato quella gente attraverso la sua fresca acqua.

Via Mainarde tantissimi anni fa.

Immobile nel tempo e nello spazio, il pilone dei Pioppi ha vissuto in perfetta simbiosi coi pioppi, nel circostante tessuto agricolo e urbano, insieme han subito la pioggia, il sole cocente e i metri di neve. Han visto le stagioni passare. Periodicamente, la fonte ha ricevuto le carezze dei "batuffoli di lana" che svolazzano nell'aria primaverile e in estate assaporato l'odore dei tigli.

A proposito dei piumini volanti (detti "pappi") confermo che, a differenza di quanto si possa credere, non si tratta di polline (e difatti non causano allergia), bensì di un prodotto del pioppo, un albero che cresce velocemente fino a raggiungere in poco tempo i 30 metri d'altezza e che viene annoverato tra le cosiddette "piante mangia smog".

Negli anni '60-'70 anche Capracotta cominciò a subire gli effetti dello smog, forse a causa delle tante automobili circolanti, e così i pioppi furono di aiuto alla comunità. Ma quando, in seguito allo spopolamento, il traffico diminuì drasticamente, quegli alberi entrarono in apprensione e cominciarono a sentirsi come le foglie nel mese di settembre. Terrorizzate dal vento che inesorabilmente le lascia cadere a terra una ad una, le foglie ingiallite, ormai prive di vita, avvertirono la propria inutilità.


La misteriosa croce campestre, nei cui pressi venne installato il pilone.

Fatto sta che di quei pioppi si fece piazza pulita. Qualche anno dopo fu rimossa anche la Fonte dei Pioppi: alberi e fontane svanirono nel nulla come tanti anni prima era misteriosamente sparita quella croce campestre...


Filippo Di Tella