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Invito invernale


Torre di Capracotta
Piazza Municipio negli anni '30.

Vieni! Vieni! Un piacevole calore

spande la fiamma; fischî fuori il vento,

cada la neve pur, pioggia d'argento:

a Te daccanto vo' librar l'amore.


Avrò tre cose belle: il più bel fiore

de' vati - che immortale hanno l'accento -

Bacco, che tien lo spirito contento

e, sogno de' miei sogni, il tuo bel core.


Fra un bacio ed un bicchier, la Musa mia,

dal rigore invernale intorpidita,

evocherà l'accesa fantasia;


ond'io, riuniti i canti miei più belli,

mentre d'intorno a noi morta è la vita,

ghirlanda, li porrò sui tuoi capelli.


Oreste Conti

 

Fonte: O. Conti, Invito invernale, in «La Vampa», II:13, Lucera, 15 febbraio 1908.

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