• Letteratura Capracottese

Lettera a Giuseppe Gerosa


Don Costantino Carnevale (1913-2017) e la lettera inviata a Giuseppe Gerosa Brichetto.

Capracotta, 18 febbraio 1945.

Carissimo Gerosa, solo ieri ho ricevuto la vostra lettera scritta in data sette gennaio. Qui a causa dell'abbondante eccezionale neve di quest'anno (molti escono ancora dalle finestre...) siamo rimasti una cinquantina di giorni senza posta: inutile quindi scusarmi se non mi son fatto subito vivo.

Vi ringrazio degli auguri e con me vi ringraziano gli altri di famiglia specie papà e mamma, che sovente mi domandano di voi, di cui hanno ricevuto in un solo incontro ottima impressione conservandovi molta riconoscenza e grande simpatia.

Man mano che leggevo la storia del riconoscimento della causa di servizio passavo dalla meraviglia e dal dispetto al piacere per una simile conclusione... Eppure a Roma avevo ricevuto la netta sensazione del riconoscimento - penso sia stato l'ispettorato, a cui doveva ancora esser passata la pratica a bocciarlo. A tal riguardo vi ringrazio assai assai; sarei tanto lieto se potessi anch'io rendervi qualche servizio...

Come state? Nessuna notizia da casa? A proposito, una sera - verso la metà di dicembre - sentii alla radio che un certo Gerosa Giacomo dava - mi sembra da Chiasso - sue buone notizie. È forse un vostro parente?

La licenza mi è scaduta dal 27 u.s. e non posso ancora muovermi a causa della neve: spero tra qualche giorno recarmi a Campobasso: vi terrò informato sul mio carteggio sui miei movimenti: ma, chi sa se incontrerò ancora un altro fratello maggiore come il cap. Gerosa...

Vi ricordo sempre come ricordo con grande affetto gli altri ufficiali coi quali ho vissuto per tanti giorni, pur se militare, una vera vita di famiglia.

Vi saluto tutti, uno per uno, non escludendo i miei cari soldati. Quando celebro ogni mattino la S. Messa vi ricordo tutti a Gesù, voi e le vostre famiglie, perché Egli vi aiuti, vi assista, vi protegga, esaudisca ogni desiderio del vostro cuore.

Notizie sulla mia salute? Sto benino. Ogni tanto però qualche dolore all'intestino, anche prima di Natale, non so se ve l'ho scritto, ho sofferto per una decina di giorni, dolori più forti, che non a ieri.

Ho grande desiderio di rivedervi!... Pazienza. Con la vostra ho ricevuto scritti dal capo di Stato Maggiore, da Polese, Grassi, Bernalta, Pelagatti, vari cappellani ecc... Mi è sorto, col piacere di essere ricordato da tanti amici, qualche pensiero di nostalgia... Dalla radio ho appreso la presenza di truppe italiane nel settore tenuto dall'8ª Armata... Badate a voi... vi sono sempre vicino col pensiero affettuoso e più che tutto con la preghiera. Rocca e Movalli come stanno? E Neri? E il farmacista? E Della Beffa e gli altri?

Salutate tutti, ufficiali e soldati, nominatemi. A Nello scrivo da parte. Dimenticavo di ringraziarvi per quanto avete scritto a mio riguardo al mio superiore a Roma: resto realmente confuso per tante prove di benevolenza.

Vi abbraccio.


P. S.: Sto ascoltando la radiocronaca di quanto si è svolto oggi - giornata del patriota e del combattente: Montelungo celebrata come giorno di rinascita e di gloria per l'Italia (Casati). Apprendo anche che P.A.R. il Luogotenente è tra voi... datemi notizie...


Costantino Carnevale

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