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Maste Pasquale, lu Vardar'


Il bastaio Pasquale Monaco.

Fino agli inizi del 1900 a Frosolone le selle, i basti, le varde per gli asini, i muli, i cavalli non si costruivano. Eppure questi animali rappresentavano l'unico mezzo di trasporto allora esistente. Fu grazie ad oriundi di Capracotta che nel nostro paese si aprì una bottega di vardar'.

Il capostipite della famiglia dei bastai si chiamava Martire Monaco, sposato con Giacomina Monaco (tra loro non vi era alcun legame di parentela). Pensarono bene di trasferirsi a Frosolone - tra l'altro all'epoca ancora grosso paese di pastori transumanti e allevatori - e dalla loro unione nacquero 13 figli. I maschi, tranne Luciano che intraprese il mestiere di falegname, seguirono tutti le orme del padre: Michele (e a seguire il figlio Martire, detto Martuccio), Giovanni, Giuseppe, Antonio e Pasquale: Maste Pasquale. Avevano la prima bottega a piazza XX Settembre (la loggia de le Pezziènt') e Maste Pasquale invece si spostò più tardi a lu Distaccament'.

Nei miei ricordi rimane la figura di Maste Pasquale, un grande artista che faceva le varde adeguandole alla misura degli animali, e che fino alla vecchiaia fabbricava varde. Io ci andavo anche perché mio padre era il suo muratore di fiducia. Aveva un modo di parlare veloce e balbettante. Era stato cavaliere di Vittorio Veneto (Prima guerra mondiale) e durante la guerra rimase per parecchio tempo sepolto sotto una valanga di neve il che evidentemente gli aveva causato un leggero trauma.

Ricordo la sua velocità nel confezionare le varde, l'odore della pelle, della paglia che serviva per imbottire il basto e i pezzi di legno sagomati all'uopo pronti per essere fissati sul dorso della "vettura" di turno.

Maste Pasquale è stato l'ultimo vardar' frosolonese, l'ultimo di un mestiere che come tanti è stato sopraffatto dalla modernità e dalla velocità del tempo...


Mick Harrison

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