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Il miracolo di Castel del Giudice


L'albergo diffuso di Borgotufi a Castel del Giudice.

Sull'onda di quello che sapevo (era il 2012) sommariamente di Castel del Giudice ma che al convegno "Molise futuro/prossimo" avevo scoperto in dettaglio, mi organizzo per una visita al paese.

Da Campobasso passo per Staffoli e poi per Capracotta, percorrendo una strada che attraversa un territorio bello e ordinato. Già prima di Castel del Giudice costeggio gli impianti di mele che conferiscono al paesaggio un aspetto moderno e produttivo; arrivo al Municipio, la piazza è piccola come quelle dei paesi piccoli. Lino Gentile arriva dopo qualche minuto e subito dopo faccio la conoscenza del sindaco, Giuseppe Cavaliere.

Mi invitano a sedere nell'aula consiliare posta al piano terreno dello stabile municipale per una ricognizione all'ingrosso di quello che visiterò minuziosamente nel corso della mattinata. Partiamo dai riconoscimenti; Legambiente, in collaborazione con l'ANCI e con Symbola, nel 2009 ha attribuito a Castel del Giudice il premio "Futuro Italiano" per l'innovazione territoriale, nel corso dell'incontro intitolato "Piccoli comuni, territori di qualità" che ha avuto luogo alla Fiera di Milano. In quella circostanza Alessandra Bonfanti ed Ermete Realacci, rappresentanti di primo piano dell'associazione a livello nazionale, stabilirono con il comune molisano una relazione che ancora dura.

Gentile e Cavaliere, a turno e con sperimentato ritmo sinergico, mi illustrano una per una e con maggiore articolazione le iniziative che hanno in corso, collocandole consapevolmente all'interno dello scenario sociopolitico regionale.

Il decisivo salto di qualità, nello sviluppo di questa suggestiva vicenda, c'è stato nel 2000, con Gentile al suo primo anno di sindacatura, quando conosce Ermanno D'Andrea, un imprenditore come ce ne sono sempre meno in quest'Italia allo stremo. D'Andrea è originario di Capracotta ed è figlio di Marino che l'8 settembre del '43, dopo l'armistizio Badoglio, quando i tedeschi si ritirarono lasciando sul terreno attrezzatura e materiale bellico, smontando quello che aveva trovato nel suo paese costruì una macchina per sfacciare e alesare i metalli. Si trasferì prima a Roma e poi negli anni Cinquanta a Milano dove, nel 1951, mise a punto la sua invenzione.

La D'Andrea, con Ermanno, perfeziona la sua dotazione tecnologica, fino a diventare leader mondiale nel settore degli accessori per macchine utensili. Nel 2000 inaugura la sede principale di Lainate e subito dopo, nel 2002, quella di Castel del Giudice che entra immediatamente in produzione occupando 25 giovani del luogo e dei comuni viciniori.

Ermanno D'Andrea è animato da motivazioni etiche che mette alla base della sua cultura imprenditoriale; con i proventi dela sua attività ha finanziato progetti di solidarietà per la costruzione di pozzi d'acqua e di ospedali in Guinea. L'incontro con Gentile innesca il virtuoso processo di entusiasmante governance locale ancora in corso.


Antonio Ruggieri

Fonte: A. Ruggieri, Per un Molise glocale. Modelli di rigenerazione territoriale, in D. Grignoli e N. Bortoletto, Dal locale al globale e ritorno. Nuovi paradigmi e nuovi modelli di azione, Angeli, Milano 2019.

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