• Letteratura Capracottese

La morte del Senatore Falconi



Nicola Falconi

Il 28 dicembre del 1916 fu l'ultimo giorno della vita corporea dell'elettissimo molisano, Senatore Nicola Falconi. Alle ore 6 pom. di quel giorno, munito dei conforti religiosi, dopo 29 giorni di malattia. Egli chiuse, serenamente, per sempre gli occhi alla luce. Aveva da pochi giorni compiuti 82 anni.

Di Lui, che volle scendere nella tomba del piccolo cimitero del paese natìo senza pompa, senza fiori, tranquillamente, silenziosamente, modestamente, com'era vissuto, noi non tesseremo, oggi, una necrologia altisonante, con abbellimenti e fronzoli rettorici: stonerebbe con l'indole, con la natura stessa dell'Uomo che tutti piangiamo; il quale visse operando e beneficando senza mai richiamare l'attenzione degli altri attorno a sé, senza menare mai scalpore, disdegnando che si facesse romore sul suo nome o sull'opera sua, ispirata sempre dalla più squisita bontà umana, che fu la più notevole caratteristica di quell'animo così grande e così modesto.

Basterà dunque di Nicola Falconi ricordare, in sintesi epigrafica, come in conciso “stato di servizio militare”, le date più importanti della sua vita attiva e feconda, di cui lsacia alla generazione presente e a quelle che verranno un esempio luminoso e incancellabile.

Nicola Falconi nacque in Capracotta il 6 dicembre 1834 dall'avv. Bernardo e da Carmela Conti. Fu educato dallo zio Monsignor Giandomenico Falconi, Vescovo di Acquaviva ed Altamura, in quel Seminario, che era diventato allora, per opera specialmente di Monsignor Falconi, uno dei migliori istituti del Regno.

Entrò in magistratura nel 1855, quando era Avvocato Generale presso la Corte Suprema di Napoli l'altro suo zio, Stanislao Falconi, uno dei più illustri magistrati dell'ex Regno di Napoli.

Nominato Giudice a Benevento nel 1861 fu, dopo poco tempo, promosso Procuratore del Re in Melfi, donde passò successivamente a Taranto, Chieti e Catanzaro, lasciando dovunque di sé il più grato ricordo per l'integrità, la bontà d'animo, l'operosità nel rendere giustizia.

Nel 1872 ottenne il passaggio nella magistratura giudicante e fu nominato Consigliere di Appello in Aquila.

Si presentò candidato al collegio politico di Agnone nel 1875, ma fu eletto nel 1876, e d'allora in poi, per ben 33 anni, cioè fino al 1909 rappresentò ininterrottamente il collegio di Agnone, rieletto sempre plebiscitariamente.

Fu membro della Giunta del Bilancio e di altre importanti Commissioni. Nel 1909 fu assunto all'ufficio di Sotto Segretario di Stato per la Giustizia, ministro Bonasi.

Fu nominato Senatore il 4 aprile 1909.

Nella magistratura, dopo di essere stato per molti anni presidente di Corte di Assise, e di aver diretto con zelo, con equanimità e con acume molti dibattimenti, fra cui uno importantissimo contro un brigante di Calabria, fu promosso Consigliere di Cassazione e poi Presidente di Sezione della Corte di Appello di Roma. Promosso poi dal Guardasigilli Orlando a Primo Presidente della Corte d'Appello di Genova rinunziò alla promozione.

Occupò per molti anni il posto di Giudice nel Tribunale Supremo di Guerra e Marina.

Fu collocato a riposo, pei limiti di età, in novembre del 1909, col titolo e grado onorifico di Presidente di Corte di Cassazione.

Dal 1872 Nicola Falconi fu, per oltre 40 anni, Consigliere Prov.le di Campobasso, pel Mandamento di Capracotta, e per più decenni Presidente del Consiglio Prov.le. E si rese veramente e per più aspetti benemerito della provincia, in particolar modo promovendo, con alacrità e con perfetta cognizione dei bisogni locali la costruzione delle strade provinciali e provvedendo alla buona manutenzione delle strade comunali col facilitarne la provincializzazione.

Negli ultimi anni era Presidente del Consiglio di Amministrazione del Fondo pel Culto, Presidente della Commissione per la diffusione dell'Istruzione nel Mezzogiorno, e Membro della Commissione per i soccorsi ai danneggiati politici. Ed in tutti questi altissimi ufficii egli portò, fino agli ultimi giorni, il contributo di una operosità instancabile, giovanile, di una intelligenza chiara, pronta [...] veramente raro e di una bontà d'animo eccezionale.

Questo - in rapida sintesi - lo "stato di servizio" dell'uomo eminente che il Molise ha perduto, del decano dei nostri uomini politici, e che sarà lungamente benedetto e rimpianto.

Noi c'inchiniamo reverenti dinanzi alla sua tomba, e deponiamo, commossi, il simbolico fiore della memoria.

Fonte: La morte del Senatore Falconi, in «La Provincia di Campobasso», Campobasso, 30 dicembre 1916.

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