• Letteratura Capracottese

Le ossa di Gregorio e Cesarea


La lapide di Gregorio Campanelli.

Don Elio Venditti ha ritrovato un'antica lapide nei magazzini della Chiesa Madre e l'ha posta ai piedi dell'altare di Sant'Anna. L'epigrafe recita così:


D.O.M.

HIC OSSA

D. GREGORII CAMPANELLI CUM EIUS UXORE

D. CÆSAREA MOSCA

QUI HOC SACELLUM PROPRIIS ÆRIBUS

A FUNDAMENTIS

EXCITAVIT

FRATRES CARISSIMI ORATE PRO EORUM ANIMABUS


Sebbene vi sia un singolare utilizzo dell'ablativo di anima (animabus, invece di animis), la traduzione è piuttosto facile, per cui si ottiene: «A Dio, il più grande. Qui [sono] le ossa di don Gregorio Campanelli, con sua moglie donna Cesarea Mosca, che a proprie spese innalzò dalle fondamenta questo tempietto. Fratelli carissimi, pregate per le loro anime». Gregorio Campanelli, fratello dell'allora arciprete don Liborio, fu infatti un benefattore della Congregazione della Visitazione e, al contempo, della Chiesa Madre, visto che, «trovandosi diruto l'antico fabbricato» dell'oratorio, lo riedificò a proprie spese e il 26 luglio 1778 lo donò alla confraternita stessa, forse spinto dal fatto che molti anni prima questa aveva alienato in favore di suo padre Agostino il vecchio oratorio dedicato a san Vincenzo, sul sito dove oggi sta probabilmente l'omonima chiesa di giuspatronato, eretta nel 1783.

La Chiesa di S. Maria della Carità a Napoli.

La soprascritta lapide fu realizzata nel 1802 - anno di morte di Gregorio - e ricorda che i coniugi Campanelli furono tumulati all'interno della ex Congrega, a cui aggiungo che la confraternita di appartenenza venne obbligata a «un funerale anniversario». Gregorio e Cesarea vissero infatti da benestanti ma non ebbero figli, per cui si prodigarono in opere pie e civili, come l'istituzione di un monte frumentario per i capracottesi più indigenti, col quale si concedeva «una data quantità di grano nel mese di Settembre di ciascun anno, coll'obbligo della restituzione nell'Agosto dell'anno seguente coll'aumento di due misure per ogni tomolo».

Don Liborio Campanelli, invece, fratello minore di Gregorio, fu parroco di Capracotta dal 1774 al 1795 e, a tal proposito, segnalo che è sepolto nella Chiesa di S. Maria della Carità a Napoli, che ancor oggi ospita la parrocchia di S. Liborio. Egli, difatti, morì a Napoli perché vi si era recato per curarsi da una grave malattia, di cui restò però fatalmente vittima.


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • G. Campanelli, Cenno biografico della famiglia Campanelli di Capracotta. Brevi nozioni di questo paesetto, Guttemberg, S. Maria Capua Vetere 1877;

  • A. N. Conti, Memoria per la laicale Confraternita della Visitazione e della Morte eretta in Capracotta, Festa, Napoli 1859;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016.

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