Il palazzo vescovile di Acquaviva delle Fonti

Il palazzo prelatizio, comunemente chiamato palazzo vescovile, è un edificio religioso di Acquaviva delle Fonti, sito in piazza dei Martiri 1799 a fianco della Contrattedrale di Sant'Eustachio. Fu voluto dal monsignor Giovanni Domenico Giuseppe Falcone, prelato ordinario nullius di Altamura e Acquaviva delle Fonti.
Monsignor Falcone non era contento delle piccole abitazioni messe a disposizione dei prelati, come il palazzo Vitali, il quale crollò parzialmente nel 1859. Egli voleva un palazzo che dovesse riprendere lo stile della Reggia di Caserta. La progettazione fu affidata, quindi, all'architetto Luigi Castellucci, appartenente alla scuola di Luigi Vanvitelli, architetto della Reggia. Inizialmente, il palazzo doveva sorgere dove attualmente è presente il teatro comunale Luciani. Tuttavia, il giorno antecedente alla posa della prima pietra vi fu una frana e morì un operaio. Tale evento fu creduto come un cattivo presagio. Il Vescovo scelse di cambiare collocazione. L'edificio fu costruito a ridosso della Contrattedrale, con la quale è collegato tramite due porte (nel lato sud). Anno di costruzione: 1853.
Il prospetto principale è diviso in due piani da un cornicione: il primo piano viene utilizzato come sagrestia, ufficio del parroco e per attività ricreative; il secondo piano, accessibile tramite una scala interna, era adibita ad abitazione del prelato nei giorni in cui risiedeva in città. È un palazzo in stile neoclassico, su di esso indubbiamente sono saliti tanti vescovi. In seguito, la vecchia sede episcopale di Altamura, anch'essa con chiesa palatina già dal 1248, fu unita alla Chiesa di Acquaviva. Quindi, con una bolla del papa Pio IX, nel 1848, precisamente il 17 agosto, la Chiesa di Acquaviva delle Fonti. conservando il titolo nullius, fu unita a quella di Altamura con sede ad Altamura. La bolla pontificia inizia con questa famosa frase in latino: «Si aliquando».
I vescovi, i vari vicari e arcipreti che ebbero poi anche titoli di vescovi furono molti. Tra i vescovi importanti vi è Cesare Labertini, importate perché riuscì a sostenere il lavoro per abbellire le cappelle delle navate di sinistra e destra della Cattedrale (1505). Un altro grande vescovo fu Luigi Marcello Pellegrini, che fece abbellire una delle due cappelle delle navate della Cattedrale (1879). Un altro vescovo famoso fu Giandomenico Falcone, lo si vede ad Acquaviva delle Fonti già dal 1848, nominato a «furor di popolo» il 2 aprile e poi con la bolla pontificia di Pio IX.
Altro vescovo importante è Tommaso Cirielli di Acquaviva delle Fonti (1890), a cui è intestata una via e la scuola delle suore di Acquaviva. Protonotario apostolico era Giustiniano Persio, che partecipò ai moti del 1799 ed ebbe però una fine ingloriosa. Morì nelle carceri di Bari, proprio nei sotterranei del castello di Bari. Altro vescovo importante fu mons. Agostino Laera (al secolo Antonio), ordinato diacono il 22 settembre 1894, presbitero il 22 dicembre 1894 e vescovo il 24 luglio 1910, al quale è stata dedicata una via di Acquaviva.
Loredana Petruzzi
Fonte: https://www.facebook.com/, 23 novembre 2021.


