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Poca neve sulle Alpi, oltre un metro sugli Appennini



In queste ore l'apertura di tutti i TG è dedicata alla violenta bufera di neve che ha interessato il centro-sud Italiano.

Le foto ci mostrano gli oltre due metri in alcune zone del Centro Italia (Capracotta, foto 1) e paesaggi iconici come i trulli di Alberobello imbiancati (foto 3).

A questa coltre bianca si contrappone la leggera sploverata a Zermatt, ai piedi del Cervinio (foto 2) e il paesaggio totalmente senza neve a San Martino di Castrozza nelle Dolomiti occidentali (foto 4).

Proviamo quindi a chiarire alcuni punti che, agli occhi di chi non segue la meteorologia in maniera approfondita, possono sembrare paradossali, rispondendo ad alcune domande che immaginiamo vi stiate facendo.

 

È normale vedere le Alpi poco innevate e l'Appennino sotto due metri di neve?

Non è normale, ma nemmeno così inconsueto.

Ricordiamo, a questo proposito, il febbraio 2012 quando una dinamica simile ha sortito i medesimi effetti.

Questa diversità è frutto di specifiche condizioni di circolazione dell'atmosfera che saranno argomento del successivo punto di questo speciale.

Un interessante studio proposto qualche anno fa da Massimiliano Fazzini ci mostra alcuni dati medi di nevosità in alcune zone italiane.

Sebbene sia estremamente difficile riuscire a comparare dati per stazioni a diversa altitudine, possiamo notare dalla tabella come il Monte Scuro sulla Sila in Calabria a 1.714 m.s.l.m., abbia una nevosità media annua nel periodo 1981-2004 di 275 cm., quasi identica a quella di S. Martino di Castrozza 1.460 m.s.l.m. con 284 cm. annui, simile a Arabba (Dolomiti Centrali 1.608 m.s.l.m.) con 353 cm. o Rochemolles (Alpi Cozie 1.989 m.s.l.m.) con 355 cm.

Inoltre parimenti rilevante risulta il dato di Campobasso (807 m.s.l.m.) 71 cm. annuali, e Capracotta (1.421 m.s.l.m.), in Molise, sempre citata dagli amanti della neve nel Centro-Sud Italia, che risulta, da rilevazioni di Meteonetwork, essere di ben 508 cm. annui.

Al netto dell'anomala differenza di nevosità tra Alpi e Appennini di questo inizio inverno 2016-2017, c'è quindi da sfatare il mito che le Alpi siano molto più nevose degli Appennini, alla luce soprattutto dell'altitudine media minore e della localizzazione più meridionale.


Capracotta nel gennaio 2017.
 

Perché l'Italia può avere innevamenti così diversi a poche centinaia di km. di distanza?

Semplicemente perchè l'Italia è un paese estremamente complesso dal punto di vista orografico, e uno spostamento di poche centinaia di chilometri di una perturbazione determina effetti completamente opposti.

Le montagne, infatti, sono delle barriere invalicabili per le piogge. Infatti:

  • se una perturbazione (come nel caso di questi giorni) si trova sullo Ionio, Adriatico, Centro Italia o Mar Egeo, le zone occidentali tirreniche rimangono sottovento rispetto alla catena Alpina Ligure o Appenninica. Non saranno quindi riscontrabili precipitazioni a ovest della catena appenninica o a sud di quella Alpina;

  • se una perturbazione è posizionata sul Mar Ligure o il Tirreno Meridionale, le zone Adriatiche parimenti si troveranno esposte a venti secchi che inibiscono le precipitazioni, rimanendo quindi sottovento. Saranno invece le zone Tirreniche a vedere precipitazioni, nevose in caso di freddo intenso. In gergo questa configurazione viene chiamata "Rodanata" poichè il freddo scende dalla valle del Rodano;

  • se una perturbazione è in arrivo dal Nord Atlantico-Mare del Nord e segue di poche ore-giorni un'intensa fase fredda e secca da est, può determinare neve da "addolcimento" su cuscino freddo su tutto il nord. È, per gli amanti della neve, la situazione più propizia per la neve su Genova e Savona; Questa configurazione genera precipitazioni in tutta Italia ma con temperature molto più alte al centro-sud rendendo impossibile la neve nelle zone appenniniche se non a quote alte.

 

Le previsioni vedono neve anche al Nord Ovest nei prossimi giorni?

Abbiamo appena capito che per nevicare nelle zone Tirreniche ci vuole molto freddo e una perturbazione Nord Atlantica o Mediterranea che arriva da nord-ovest subito dopo un'intensa fase di freddo da est.

Se quindi, nel momento in cui scriviamo, dovesse attivarsi una perturbazione con queste caratteristiche, ecco che ci sarebbero le condizioni per un'intensa nevicata nelle zone più fredde della Liguria costiera.

Gli aggiornamenti vedono per martedì lo sviluppo di una debolissima bassa pressione sul Tirreno occidentale, a ovest della Corsica. Ad ora non riteniamo che questa perturbazione mediterranea riesca a generare perturbazioni così intense da provocare nevicate in Liguria e su tutto il Nord Ovest. Inoltre risulta impossibile l'attivazione di successive perturbazioni atlantiche poichè l'Anticiclone delle Azzorre sulla Spagna sbarra la strada alle correnti umide occidentali.

Quindi difficilmente vedremo neve rilevante al Nord Ovest, e questo inizio inverno, come nel 2012, sarà almeno fino ad ora, ricordato come un altro episodio storico per l'Appennino Orientale.


Stefano Massini

 

Fonte: https://www.meteolanterna.net/, 7 gennaio 2017.

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