• Letteratura Capracottese

Il presidente Saragat riceve i sindaci italiani


Tre momenti del ricevimento offerto dal pres. Saragat ai sindaci e ai presidenti di provincia.

Roma, Palazzo del Quirinale, domenica 6 giugno 1965. Le regole del cerimoniale erano chiare. Tutti in abito scuro, i sindaci con fascia tricolore.

Alle 17:00 iniziò infatti il ricevimento offerto dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat (1898-1988) in onore dei sindaci e dei presidenti delle amministrazioni provinciali. Gli invitati entrarono a piedi dal portone principale. Le sole vetture con contrassegno verde e con autista di servizio sostarono alla Vetrata (lo studio del presidente) per la discesa degli ospiti, proseguendo poi lungo il lato nord del cortile d'onore verso la cosiddetta Lunga Manica per raggiungere il parcheggio nel cortile delle scuderie. Accolti dai cerimonieri della Presidenza della Repubblica, gli invitati vennero accompagnati in giardino. Il servizio di disciplina delle macchine e il servizio d'onore furono disimpegnati da corazzieri in grande uniforme.

Alle 17:45 giunsero al Palazzo del Quirinale, scendendo dalle vetture dinanzi alla Vetrata, i presidenti del Senato e della Camera, il presidente del Consiglio dei Ministri, il presidente della Corte costituzionale, il vicepresidente del Consiglio dei ministri ed il ministro dell'Interno. Ricevuti dai cerimonieri della Presidenza, vennero accompagnati nella sala di rappresentanza alla Vetrata, dove attesero l'arrivo di Saragat. In precedenza erano giunti alla Vetrata i membri del Governo che, accompagnati dai cerimonieri, si erano recati nei giardini, nel settore antistante la Terrazza, per attendere l'arrivo del Presidente.

Saragat e una delegazione di sindaci.

Alle 18:00 il presidente della Repubblica giunse alla Vetrata e fece il suo ingresso nella sala di rappresentanza dove si incontrò con le autorità convenute. Quindi, preceduto da cerimonieri e corazzieri, nonché dai presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio dei Ministri, della Corte costituzionale, dal ministro dell'Interno, dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, dal consigliere diplomatico, dal consigliere militare, dal vicesegretario generale, Giuseppe Saragat attraversò la Terrazza per guadagnare il settore prospiciente i giardini. All'apparire del presidente della Repubblica la banda, sistemata sulla terrazza - dove poi eseguì un concerto - intonò l'inno nazionale. Il Presidente, unitamente alle altre personalità, percorse i viali per incontrare gli ospiti e riceverne l'omaggio. Successivamente, dopo aver aperto il buffet, prese posto sulla terrazza del padiglione dov'erano collocati tavoli e poltrone riservati. Altri tavoli erano disposti sui prati del giardino.

È quello il momento in cui si avvicendarono al tavolo del presidente della Repubblica le maggiori autorità, i presidenti di provincia e i sindaci, tra cui quello di Capracotta, Carmine Di Ianni (1933-2003), che in quell'occasione aveva indossato per la prima e unica volta la fascia tricolore, restio com'era a qualsiasi espressione di protagonismo.

Alle 19:15 il presidente della Repubblica lasciò il giardino per far ritorno alla Palazzina, accompagnato come all'arrivo. Successivamente sfollarono gli ospiti, le cui autovetture, chiamate con l'altoparlante, affluirono al cortile d'onore, lasciando quindi il Palazzo del Quirinale da Porta Giardini.


Francesco Mendozzi