Pubblicato "La meraviglia è sempre nuova" di Flora Di Rienzo
- Letteratura Capracottese
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Giovedì 7 maggio 2026 è stato pubblicato "La meraviglia è sempre nuova", la seconda raccolta ufficiale delle poesie di Flora Di Rienzo, ex insegnante capracottese classe 1951. L'opera è disponibile sui maggiori portali di vendita online, da Amazon a Feltrinelli, da Libreria Universitaria a Mondadori Store, da IBS a Libraccio, da Librerie.coop a Unilibro, fino al sito dell'editore: Youcanprint. Di seguito la prefazione a "La meraviglia è sempre nuova".
La poesia nasce spesso da un gesto semplice e antico: fermarsi a guardare. Non nel senso rapido e distratto dello sguardo quotidiano, ma in quello più raro dell'attenzione, quando la realtà viene osservata con una disponibilità più profonda, quasi in ascolto. In questo spazio prendono forma i testi raccolti in queste pagine.
Le poesie di Flora Di Rienzo sembrano infatti nascere da una disposizione dello sguardo che potremmo definire contemplativa: uno stare nel mondo che non pretende di dominarlo o spiegarlo, ma di accoglierlo.
Fin dalle prime liriche emerge con chiarezza una dimensione che attraversa l'intera raccolta: il rapporto con la natura. Alberi, vento, neve, pioggia, animali, stagioni - elementi che appartengono alla trama più concreta del paesaggio - diventano qui figure di una relazione continua tra l'essere umano e il mondo che lo circonda. Non si tratta di un paesaggio puramente descrittivo, né di un repertorio simbolico costruito secondo schemi tradizionali. Piuttosto, la natura appare come una presenza viva, capace di generare pensiero e sentimento.
La poesia di Flora Di Rienzo si colloca in quella linea della tradizione lirica che riconosce nella realtà naturale un luogo di rivelazione discreta. Non nel senso solenne o visionario che talvolta ha caratterizzato la poesia del paesaggio, ma in una forma più intima e quotidiana: quella che nasce dall'osservazione paziente delle cose semplici. Un albero mosso dal vento, la luce della neve, la pioggia che modifica il ritmo di un giorno, l'incontro inatteso con un animale: sono momenti minimi, apparentemente marginali, ma proprio per questo carichi di una verità silenziosa.
In queste poesie la natura non viene trasformata in allegoria né ridotta a semplice scenario, ma fedele alla propria concretezza, avvia un movimento più profondo, che conduce verso una dimensione interiore: il paesaggio esterno diventa progressivamente uno specchio del paesaggio dell'anima.
È uno dei tratti più delicati della scrittura di Flora Di Rienzo: la capacità di stabilire una corrispondenza naturale tra il mondo visibile e l'esperienza interiore. Il vento che attraversa i rami, la neve che illumina il paesaggio, la quiete della sera non sono soltanto immagini della realtà, ma momenti in cui il pensiero trova una forma. La poesia nasce allora in quella soglia sottile in cui la percezione del mondo e il movimento dell'animo si incontrano.
Questa qualità dello sguardo si riflette anche nella lingua. I testi di questa raccolta sono costruiti con una misura sobria, lontana da ogni compiacimento retorico. Le parole restano vicine all'esperienza concreta; le immagini emergono con naturalezza, senza forzature. È una scrittura che sembra privilegiare la trasparenza: come se il compito del verso fosse quello di lasciare apparire le cose nella loro evidenza più semplice.
In questa scelta di essenzialità si può riconoscere una poetica nella quale il verso di Flora Di Rienzo non cerca l'effetto spettacolare né la complessità artificiosa; piuttosto, affida la propria forza alla densità dell'osservazione e alla sincerità dello sguardo diventando così un luogo di raccoglimento, una breve sospensione nel flusso dell'esperienza.
Molte liriche della raccolta sembrano nascere proprio da queste sospensioni: piccoli momenti in cui la realtà viene colta nel suo manifestarsi. Un gesto della natura, un incontro inatteso, un mutamento di luce. Il lettore è invitato a sostare in queste immagini, a lasciarsi accompagnare da un ritmo che non ha nulla di precipitato. La poesia richiede tempo, e queste pagine sembrano restituire proprio la dimensione del tempo lento.
Accanto alla presenza del paesaggio naturale, emerge progressivamente una dimensione più riflessiva. Alcuni testi si muovono attorno ai temi della memoria, delle partenze, dei passaggi della vita. Anche in questi casi, tuttavia, la riflessione non assume mai toni dichiarativi, rimane piuttosto intrecciata alle immagini della realtà, come se il pensiero trovasse la propria forma attraverso il contatto con le cose.
Questa modalità espressiva ricorda che la poesia non è soltanto un linguaggio, ma anche un modo di abitare il mondo. Le liriche di Flora Di Rienzo suggeriscono una particolare forma di attenzione, di discrezione, di rispetto per la presenza delle cose. In un tempo spesso dominato dalla velocità e dalla sovrabbondanza di parole, questa scrittura appare quasi come un invito alla misura.
Il lettore che attraverserà queste pagine potrà riconoscere, tra i versi, una trama di presenze: alberi mossi dal vento, neve che ritorna nella memoria, animali che appaiono come figure di una vita semplice e silenziosa, momenti della giornata in cui il pensiero si raccoglie. È un mondo fatto di dettagli minimi, ma proprio per questo capace di generare una risonanza profonda.
In fondo, la poesia nasce spesso da una domanda implicita: come restituire senso alle cose che ci circondano? La risposta che queste pagine sembrano suggerire è affidata alla qualità dello sguardo. Guardare con attenzione significa riconoscere che ogni elemento della realtà porta con sé una forma di significato, anche quando appare umile o quotidiano.
Per questo motivo la poesia di Flora Di Rienzo possiede una qualità che potremmo definire etica oltre che estetica. Essa invita a riconoscere il valore delle presenze che abitano il nostro paesaggio quotidiano: la natura, gli animali, le stagioni, il ritmo lento delle trasformazioni. In questo riconoscimento si apre uno spazio di relazione tra l'essere umano e il mondo.
È proprio in questa relazione che prende forma il cuore della raccolta. Le poesie non pretendono di offrire risposte, né di costruire sistemi di pensiero. Piuttosto, suggeriscono un atteggiamento, quello di chi sa fermarsi, osservare, ascoltare. In questa attitudine si manifesta una forma di sapienza discreta, che appartiene alla tradizione più profonda della poesia lirica.
Così il lettore è invitato a entrare in un paesaggio fatto di silenzi, di luci naturali, di piccoli incontri. Un paesaggio che non è soltanto esterno, ma anche interiore. Tra questi due spazi - il mondo visibile e il mondo dell'anima - la poesia costruisce un ponte sottile.
Ed è forse proprio questo il dono più prezioso che queste pagine offrono: ricordarci che il mondo continua a parlare a chi sa ascoltarlo.
Angela Caruso


