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Le sacre olimpiadi di Capracotta


La festa della Madonna di Loreto del 1990.

"Voria": che bel nome, caratteristico, di questo vento impetuoso e gelido del Nord-Est. Il vento è il simbolo con cui il cristiano rappresenta lo Spirito Santo.

Il culto mariano a Capracotta è dovuto alla presenza di una antica statua bizantina dell'Alto Medioevo appartenente, forse, a qualche antica abbazia benedettina del luogo. Oggi la statua è senza il suo Bambino rubato alcuni anni fa, ed è sostituito con un altro Bambino di una statua di una Madonna del secolo XVI, ad opera di don Geremia Carugno, parroco del tempo.

Il titolo della Madonna di Loreto alla statua fu dato, forse, quando si costruì la prima chiesa in onore della Madonna.

L'attuale chiesa è del 1600, la prima di cui esistono ancora oggi tracce è di incerta data la sua costruzione.

Questo piccolo Santuario dei nostri monti costituisce un pilastro su cui hanno giocato la loro esistenza terrena per la vita eterna tutti gli abitanti del paese, anche quelli che per motivi di esistenza hanno dovuto lasciare questo lembo prestigioso dell'Alto Molise. Quel «Rivederci all'8 settembre», quando ci si incontra per il mondo, tra noi di Capracotta, è un augurio di gioia e di speranza. Ci rivediamo insieme con la nostra Madre.

Tutta la vita del Capracottese è ritmata dalla presenza della Madonna e soprattutto dal ciclo triennale della sua festa; sono le sacre olimpiadi di Capracotta per ricordare in modo più solenne la sua presenza tra noi. Grandi funzioni in chiesa e tre solenni processioni, due accompagnate da cavalli bardati a festa, a suon di musica.

La gente accompagna non una statua ma quasi una persona viva. È la Madonna che esce dalla sua Chiesa fuori dal paese e per tre giorni cammina benedicendo per le strade del paese.

Sono grato per l’onore di aver potuto dire una parola sulla Madonna a cui devo tutto, la mia vita, l'essere figlio di Don Bosco, l'essere sacerdote da 60 anni, ordinato il 4 luglio 1948 a Torino nella Basilica di Maria Ausiliatrice.


Alfredo De Renzis

 

Fonte: A. De Renzis, Le sacre olimpiadi di Capracotta, in «Voria», II:4, Capracotta, settembre 2008.

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