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Seimila lire che prendono il volo


Una famiglia capracottese della campagna.

Il rurale cinquantenne Giuseppe Marcovecchio fu Nobile, che risiede ordinariamente nella sua masseria a "Colle Toccio" la mattina del 19 settembre venne con i famigliari in Agnone per godersi la festa dell'Addolorata, che si celebra nella chiesa parrocchiale di S. Antonio.

Tornato nella masseria, il Marcovecchio ebbe a constatare che la sua abitazione era stata visitata dai ladri, i quali vi si erano intromessi forzando una finestra che è a metri 1,20 dal suolo, e che saliti al piano superiore, avevano scassinata la porta di uno stipetto che è nella camera da letto dello stesso Marcovecchio ed asportato un portafoglio custoditovi e che conteneva seimila lire, costituite da tre biglietti da £ 500 ciascuno e le rimanenti lire da biglietti di cento e di cinquanta.

Il dì seguente il derubato denunziò il furto al solerte comandante di questa stazione dei RR. Carabinieri, vice-brigadiere Salerno Gaetano, facendo cadere i suoi sospetti su certo Paglione Costantino di Giacomo e di Bambina Paglione di anni 42, da Capracotta, residente in contrada "Macchie" agro di questo paese, suo conoscente. Il Paglione, dichiarò Giuseppe Marcovecchio, in agosto scorso gli avrebbe richiesto circa mezzo quintale di grano offrendogli un prezzo irrisorio, da lui rifiutato. Il capracottese risentito del rifiuto, gli avrebbe detto: «ti farò mordere il gomito un giorno di questo».

Il vice-brigadiere Salerno fece un sopraluogo nella Masseria Marcovecchio, constatando che quanto costui aveva dichiarato corrispondeva a verità e poi all'abitazione del Paglione in contrada "Macchie", ove eseguì una perquisizione riuscita infruttuosa. Anche una perquisizione alla casa in Capracotta del sospettato, eseguita da quella Benemerita, ebbe risultato negativo.

Il vice-brigadiere Salerno fece anche delle abili domande alla moglie del Paglione, Del Castello Michelina, la quale dichiarò che il marito dal 13 settembre per alcuni giorni era stato a lavorare nei pressi di Capracotta e che il giorno 19 non era stato in Agnone.

Ma il bravo vice-brigadiere è invece riuscito ad assodare che il Paglione e la moglie il giorno 19 settembre furono in Agnone, come da dichiarazioni di persone che li avevano veduti o che erano state in loro compagnia.


Guglielmo Labanca

Fonte: G. Labanca, Agnone, in «Eco del Sannio», XLIV:9, Agnone, 27 ottobre 1937.

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