Storia dell'organo (XII)
- Letteratura Capracottese
- 26 set
- Tempo di lettura: 6 min

Ci sono giorni in cui, spuntata dal nulla,
la mia infanzia mi sale veloce sulle spalle,
mi stringe i capelli brizzolati fra le manine
e sorridendo mi dice:
«Non è cambiato nulla. Io e te non ci lasceremo mai».
[F. Caramagna]
L'uomo ha la assurda capacità di mandare "in vacca" tutto quello che di buono riesce a creare, e così avviene per il web, dove gran parte di quello che gira si riduce ad un cumulo di stupidaggini e di immondizia contrabbandata per cultura: un tempo patrimonio effimero delle frequentazioni da osteria, come ebbe a dire Umberto Eco. Tuttavia la potenza comunicativa e divulgativa messa a disposizione, come mai avvenuto prima, ci consente di acquisire oggi informazioni e documenti che giacevano sepolti o dimenticati in archivi, musei o realtà locali, così anche pure notizie recentissime e ancora poco diffuse. Non da ultimo spartiti e gemme musicali che fanno la gioia anche degli organisti e adatte alla attività liturgica e concertistica.
Così, se speravate di esservi salvati dalle curiosità sul mondo dell'organo, vi devo dare una brutta notizia: rassegnatevi, c'è ancora altra carne sul fuoco... o, quantomeno, dopo la gnuóglia, facciamoci una bella scarpetta!
Abbiamo visto come in molte occasioni l'organo fosse considerato anche come strumento ludico, e qualche volta con lo scopo di funzionare anche in piccoli ambienti. Pertanto, erano necessari strumenti non solo di ridotte dimensioni ma anche leggeri per poter essere trasportati facilmente. Purtroppo, la lega metallica o lo stesso legno con cui venivano e vengono costruite le canne hanno un peso consistente e organi anche con uno o due registri non sono molto facili da spostare o trasportare. Ecco allora che l'inventiva prese il sopravvento mediante l'adozione di canne costruite con strati sovrapposti di cartone laminato. Sappiamo che una idea simile era stata concepita e disegnata dallo stesso Leonardo da Vinci e un inventario dei beni in possesso di Lorenzo de' Medici, redatto nel 1492, riporta un «orghano de carta impastata». Siamo anche in possesso di una lettera con la quale Isabella d'Este (1474-1539), marchesa di Mantova, richiede al suo corrispondente da Venezia, Lorenzo Gosnago da Pavia, la costruzione di uno strumento da appartamento con canne di cartone, il cui suono era allora ritenuto «tanto celestiale da commuovere anche gli dei». Curiosamente Lorenzo Gosnago era un conoscente di Leonardo da Vinci e di sua fattura, datato 1494, nel Museo Corrier a Venezia è conservato l'unico organo con le canne di cartone giunto fino a noi. Attualmente è ridotto al silenzio poiché parte della dotazione fonica è andata perduta ma le canne di mostra e tutto il somiere con la consolle, arricchite da incisioni in greco e latino, sono in perfetto stato di conservazione.
Ma se riusciamo ad ascoltare le voci provenienti dal passato, possiamo prevedere le note di un organo che si produrranno nel futuro! John Cage (1912-1992), musicista e teorico musicale, scrisse nel 1985 un brano per pianoforte della durata variabile dai 20 ai 70 minuti poi trascritto per organo nel 1987. Tuttavia, incuriosito da come l'organo potesse tenere estremamente a lungo qualsiasi nota, nel 1997 un comitato di musicisti elaborò una evoluzione di tale sonata con il progetto Organ²/ASLSP (il più lento possibile). A tale scopo, dopo la costruzione di un apposito organo, oltreché estremamente resistente e protetto da una campana di vetro per attutire il suono continuo, all'interno della Chiesa di S. Burchardt ad Halberstadt, in Germania, il 5 settembre 2001 l'avventura è iniziata con l'esecuzione della durata prevista di 639 anni e che si concluderà il 5 settembre 2640! La sonata è cominciata con una pausa di circa un anno e mezzo e che ha introdotto un primo accordo il 5 luglio 2003 a cui ha fatto seguito un nuovo accordo il 5 luglio 2005. Mediamente, un cambio di nota ogni uno o due anni. All'interno della chiesa un calendario segnala le date dei successivi cambi di nota. Dei pesanti sacchi di sabbia appesi ai pedali (in funzione di tasti) li tengono premuti garantendo la durata del suono. Lo studio, legato al concetto di estrema lentezza in musica, tende anche alla esplorazione delle attese di vita di un organo. In altre sedi, molti organisti si sono invece dedicati ad una esecuzione umana e dal vivo del brano: il record mondiale attualmente è detenuto da Francesco Pio Gennarelli con una performance durata 25 ore con partenza alle 14:10 del 4 maggio 2025 nella Middlesex University, in Inghilterra. Il video integrale è disponibile su YouTube.
Altra curiosità la possiamo trovare osservando l'organo della Cattedrale di Notre Dame a Losanna, in Svizzera. Nel 1996 le autorità cantonali avevano deciso la sostituzione del vecchio strumento e nel 1998 l'incarico per la costruzione fu affidato alla bottega dell'americano C. B. Fisk (Massachusetts), primo statunitense a lavorare in Europa, mentre il disegno architettonico fu commissionato all'italiano Giorgetto Giugiaro: primo strumento al mondo ad essere concepito da un designer. Nel 2003, con il costo di 5 milioni di franchi, fu inaugurato il nuovo poderoso strumento di oltre settemila canne, comandato da una consolle elettronica in navata e da una consolle meccanica in cantoria. Dovendo riunire in sé le caratteristiche di tutti gli strumenti europei e per renderlo adatto alla interpretazione di qualsiasi brano di ogni epoca, si preferì un organaro non europeo e che, a detta dei committenti, inevitabilmente avrebbe impresso lo stile costruttivo delle proprie origini e della propria scuola, inoltre il tocco estetico, esclusivamente originale, affidato ad un designer celebre nel settore automobilistico, avrebbe dato lustro alla struttura. 150mila le ore degli esperti dedicate alla progettazione con un cantiere costituito da esperti di almeno mezza dozzina di paesi. Lascio a voi, sia addetti ai lavori che profani, giudicare se tante anime e caratteristiche artistico-storiche possano efficacemente convergere in una sola: eclettismo e versatilità o identità storica, filologia o praticità divulgativa, bellezza artistica o ostentazione? In ogni caso un unicum emozionante.
Ma adesso vedremo che l'organo è come i jeans: sta bene con tutto...
A differenza dei nostri climi dove alla chiusura di una chiesa, e purtroppo spesso anche se rimane aperta, gli strumenti cadono di frequente nell'abbandono e nel degrado, nel migliore dei casi, o demoliti e vandalizzati, nel peggiore, in altre latitudini se ne tenta comunque un recupero ed una valorizzazione.
Nel Regno Unito è sorto un movimento: il Pin Up for Pipe Organs, dedito al ripristino di questi strumenti, e sono tanti, crudelmente condannati al silenzio. Vengono pertanto acquisiti, smontati e ricostruiti in sedi dove possano nuovamente far ascoltare la propria voce. Ad esempio nella stazione ferroviaria di London Bridge un organo in stile vittoriano del 1880 fa risuonare le sue 250 canne distribuite su un manuale ed una pedaliera di 30 note.
Ma gli organi nelle stazioni non sono affatto rari e comunque legati, come spesso abbiamo visto e dalla notte dei tempi, ad una funzione simbolica e commemorativa: a Leopoli, in Ucraina, un organo della chiesa riformata, devastato dai bombardamenti, è stato ricostruito nella stazione ferroviaria utilizzando, per integrare le parti mancanti, le lamiere ed i rottami dei missili russi caduti sulla città: risuona ogni pomeriggio in concerti dedicati ai reduci, ai feriti di guerra e ai cittadini.
Uno strumento progettato per la Stazione Centrale di Milano come testimone della incredibile passione italiana per l'organo è infatti rimasto solo sulla carta...
In Oriente - per la precisione a Taiwan, nella stazione di Kaohsiung - uno strumento automatico a pianta circolare di fattura ungherese, dotato di 4 registri reali e tredici combinazioni sonore fa ascoltare la sua voce ai passeggeri in attesa nel salone centrale. Suonabile anche da consolle, è dotato anche di elementi caratteristici come una canna da locomotiva, un tamburo taiwanese, una marimba ed un gong: opera n° 179 della Pécsi Orgonaépítő Manufaktúra, anno 2025.
Restando in Oriente, ma passando dallo sferragliare dei treni alla pace silenziosa della contemplazione, restiamo sbigottiti apprendendo che nel tempio buddista Sin di Tsukiji Hongwanji di Kyoto un organo Walcker, donato dalla Società di Promozione del Buddismo Bukkjo Dendro Kjokai nel 1970, troneggia nella sala di preghiera principale.
Torniamo negli U.S.A.: con le sue 28.762 canne distribuite su 465 registri, sei manuali e pedaliera ed il peso di 287 tonnellate, l'organo Wanameker sorge nella sala centrale a sette piani dei magazzini Macy's a Philadelphia. Originariamente costruito per l'Esposizione universale di St. Louis del 1904, con la configurazione sinfonica americana e quindi in stile orchestrale, raggiunse un costo talmente esorbitante da mettere in crisi finanziaria uno dei suoi fondatori. Successivamente destinato al Kansas City Convention Center fu causa del fallimento della Los Angeles Art Company cui era affidata la gestione. Rimasto in magazzino fino al 1909 fu acquisito dalla Wanamaker per il suo enorme centro commerciale divenuto poi Macy's. Furono necessari 13 vagoni ferroviari per portarlo a destinazione e in tale occasione subì il primo dei tanti ampliamenti effettuati nel corso degli oltre 100 anni della sua esistenza, fatta di concerti giornalieri ed audizioni speciali spesso presentando sinfonie trascritte o composte ad hoc. L'attuale maestoso prospetto dorato risale all'aggiornamento del 2019. Al momento i magazzini Macy's hanno cessato le attività ed il destino di questo mastodonte è incerto ma essendo protetto come monumento storico nazionale non può essere smontato trasferito.
Per sentire l'assoluto,
mi basta una musica d'organo,
l'odore di incenso
e un tramonto da ammirare...
[F. Caramagna]
E non finisce qui...
Francesco Di Nardo

