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Voglia matta di nuciéglie


Fiera capracottese di inizio '900.

Nel lontano 1962 avevo 7 anni, la mia era una famiglia contadina che viveva della vendita del latte e di qualche vitello, tenendo presente che all'epoca non avevamo più di 6-8 capi di bestiame. In poche parole, in casa mia giravano pochi soldi, anzi pochissimi, perché appena si vendeva un vitello si doveva saldare il debito fatto alla Cooperativa o da Giorgetto per gli alimentari, dal macellaio e nei vari altri negozi: gli acquisti a quei tempi si facevano tutti a debito, con la lebrètta (aveva la copertina nera).

Arrivò il giorno di san Giovanni, ricordo benissimo che c'erano in quel periodo i Mondiali di calcio del Cile '62 che noi bambini andavamo a guardare allo Sci Club. In quel giorno, oltre ai festeggiamenti religiosi, arrivarono i barroccini dei nucellieàre con noccioline, lupini e quant'altro.

Mi venne una voglia matta di mangiare le noccioline, per cui andai a chiedere i soldi a mia mamma Elisa. Costavano 100 lire. Quella povera donna non aveva nemmeno 5 lire, re pòrtazecchìne era completamente vuoto. Io cominciai a fare capricci, a piangere, a gettarmi a terra, tanta era la voglia de re nuciéglie. La misi letteralmente "in croce" la mia mamma, tant'è che cominciò a rovistare nei cassetti finché non trovò una banconota 100 lire fuori corso, e forse nemmeno lei sapeva che lo era.

Tutto contento corsi in piazza, già pregustando i miei nuciéglie. Andai dal nucellàre chiedendo una busta de nuciéglie e dandogli le 100 lire; egli si accorse che erano fuori corso e mi disse:

Uaglió, passa da arrète ca te diénghe re nuciéglie...

Mi affibbiò ne zambatóne nel sedere che me lo ricordo ancora oggi. Piangente e umiliato da quel gesto, tornai a casa, rimuginandoci su per parecchio tempo.

E ancora adesso ripenso alla mia infanzia vissuta in ristrettezze, a come gli adulti trattavano i bambini. C'era parecchia ignoranza e poca sensibilità verso di essi da parte di alcuni adulti, anche di quelli che avrebbero dovuto essere gli educatori: i maestri, insomma, non sempre si dimostravano tali.


Michele Sozio

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