RUGGIERO BONGHI

(Napoli, 20 marzo 1826 - Torre del Greco, 22 ottobre 1895)

Filologo, deputato del Regno d'Italia e ministro della Pubblica Istruzione

Il paese bisogna che si persuada, che, o mettendo esso stesso un pensiero serio, costante nello studio delle cose e degli uomini, riesce a formare un'assemblea cosiffatta, o non potrà incolpare che sé medesimo, se da un Governo, a cui esso nega l'istrumento necessario dell'operar bene, non ottiene i benefici che spera ed aspetta. Di me io non ho mai permesso il giudizio a me medesimo. Vado per quella che mi pare la via retta e migliore: e lascio agli altri scorrere sul conto mio tutti i gradi della lode e della censura a lor posta. Perciò non ho mai sollecitato l'onore della deputazione né ne ho mai ricusato l'onore, sin quando m'è rimasto qualche speranza di portarlo con utilità altrui. Il giorno dell'elezioni generali, se voi elettori d'Agnone, e di Capracotta, e di Carovilli; e di Bagnoli e di Trivento, crederete utile alla patria l'opera mia; o se lo crederanno altri, io non ricalcitrerò al mio debito, solo perché ho coscienza del poco mio valore.

  • R. Bonghi, Lettera di un elettore, Civelli, Firenze 1870, p. 18.

Dopo lunga esitazione, ho contentato quegli i quali si son mostrati tra voi amici miei; ed ho ottato per il vostro Collegio. Però, non l'ho fatto senza gran rincrescimento. Ho certo carissima Lucera, patria de' padri miei, e mi onoro grandemente di rappresentare il vostro Collegio; ma per rimanere con voi ho dovuto rinunciare al collegio di Agnone, al quale ho pur obbligo di tutto quello, che, poco o molto, io sono oggi, e che m'ha mostrato, senza nessuna speciale ragione che lo vincoli a me, una fede, un'affetto, una stima a tutta prova, e che nessuna mia risoluzione ha mai scosso. Io non ho dimenticato né dimenticherò mai, che abbandonato da Lucera e da Manfredonia nell'elezioni del 1865, e facilmente rassegnato oramai ad uscire dalla vita politica, vi sono stato ricondotto due anni dopo dal voto spontaneo, inaspettato degli elettori d'Agnone, di Trivento, di Bagnoli, di Capracotta, di Carovilli, di Pietrabbondante e degli altri comuni che compongono quel Collegio del Molise. Io non posso dimenticare né ho dimenticato l'accoglienza festiva e cordiale con cui vi sono stato salutato due mesi or sono, e l'onore che m'è stato fatto da parecchi di quei comuni d'ascrivermi alla loro cittadinanza. E a me certo non isfuggiva, come io ero assai più sicuro in un collegio nel quale era stato eletto sempre, e quest'ultima volta a voti pressoché unanimi, anziché in uno, di certo stretto a me da molti più legami, ma in cui più volte non era riuscito, e le due che vi sono stato eletto, mi son visto, contro ogni ragionevole aspettativa, duramente combattuto.

  • R. Bonghi, Lettera dell'on. Bonghi ministro della Pubblica Istruzione ai suoi elettori del collegio di Lucera, Bencini, Roma 1874, pp. 3-4.

Qualche manifestazione d'entusiasmo popolare s'è avuta talvolta solo per spirito campanilistico: quando ad esempio s'è trattato della elezione del deputato paesano Nicola Falconi, Tommaso Mosca. Al contrario quando Ruggiero Bonghi nel 67 venne a porre la propria candidatura al nostro collegio di Agnone fu accolto qui assai freddamente. Ho avuto sempre il sospetto che avesse voluto vendicarsene allorché scrisse: «ov'è poca acqua e punto fiori, ivi la civiltà è ancora lontana». Così freddamente furono accolti i candidati forestieri, da quando fu istituito lo scrutinio di lista (Fede, De Salvio, Veneziale ecc.).

  • L. Campanelli, Il territorio di Capracotta. Note, memorie, spigolature, Tip. Antoniana, Ferentino 1931, p. 166.

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