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Così 4 milioni di italiani taroccano la villeggiatura


Panorama di Capracotta dalla Montesangrina (foto: P. Dell'Armi).

Fa impressione, ma soprattutto tristezza, apprendere (fonte: il mensile Focus) che in questo momento circa 4 milioni di italiani stanno fingendo di essere in vacanza in posti esclusivi, ma in realtà sono tappati in casa o - nella migliore delle ipotesi - stanno trascorrendo la villeggiatura in posti tanto modesti da vergognarsi di documentarli sulle proprie pagine Facebook.

Esempio: uno è in ferie a Capracotta (semi-ridente paesino montano in provincia di Isernia) ma sui social invia selfie dalla spiaggia di Villasimius (paradiso sardo per ricconi). Ma i furbetti dell'autoscatto possono fare ben altro: devi accontentarti di ballare in un dancing di paese? ok, ma puoi sempre mettere in rete un'immagine (costruita) che ti immortala davanti al Billionaire; il vip più famoso che hai conosciuto è Giggi il bagnino o Nando il barista? va beh, però sul web nessuno ti impedisce di photoshopparti con Fabrizio Corona (ammesso e non concesso che «Furbizio» sia meglio di Giggi o Nando); ogni giorno mangi pane e frittata sulla spiaggia libera? niente paura, le applicazioni in grado di teletrasportarti ai tavoli del ristorante Cracco sono abbondanti ed economiche (l'opposto cioè dei piatti serviti da Cracco); la tua unica conquista è stata la cameriera (o il cameriere) della pensione dove hai prenotato una vacanza «tutto compreso» (bevande escluse)? tranquillo, usando la app di cui sopra puoi farti baciare da Belen (se sei un lui) o da Iannone (se sei una lei), o viceversa se sessualmente sei di larghe vedute.

Insomma, il mondo dei bluffatori del Ferragosto a cinque stelle regala sempre e comunque orizzonti di infinito squallore infinito. Tutto perché «la verità ti fa male, lo so», come cantava Caterina Caselli, che - giustamente - non voleva essere giudicata da nessuno. Idem per i poveretti delle vacanze del «vorrei, ma non posso», decisi tuttavia a fare un «figurone» con gli amici.

In che modo? Trasformandosi in sfacciati turisti tecno-simulatori. Gente che alla fatidica domanda «Dove sei stato in ferie?», non si rassegna a rispondere con un realistico «Albergo Mariuccia, a Capracotta», ma preferisce millantare un fantasmagorico «Hotel Residence Cormoran, a Villasimius». Ma gli «amici», che sotto sotto sono carogne, ti chiederanno di tirare fuori le «prove». E qui nascono i problemi. Tutt'altro che insormontabili.

Per evitare di essere scoperti basta infatti procurarsi virtualmente il kit completo del villeggiante-falsario. Nulla di illegale e, per giunta, gratis. Garantito il trasferimento nel paradiso turistico, anche se ti trovi nell'inferno della località più sfigata del mondo.

A questo punto cerchiamo qualcosa delle app magiche a misura di (falsi) vip estivi. Roba ideale per Napalm51, il mitico «leone da tastiera» inventato da Crozza: uno che non abbandonerebbe la sua sedia di web-odiatore per nessuna sdraio al mondo. Lui, le ferie, non le prende. Al limite se le inventa. Come quei quattro milioni di connazionali, abituati a navigare su internet esclusivamente per far emergere il proprio ego. Insomma, un popolo di repressi che, per dare un senso al «se stesso estivo», millanta ferie da favola, utilizzando ad esempio l'applicazione Fake Gps «che modifica la vostra posizione su Google Maps, rendendola condivisibile sui social». Trucco ben noto ai tanti professionisti del ritocco col selfie scam che «consente di scaricare, come sfondo per gli autoscatti, scenari di rinomate località». Obiettivo: «Mettere in rete selfie di vacanze finte, spacciandole per vere». Con tanto di vip (inventati pure quelli) applicati con lo sputo del photoshop a fianco al vostro faccione inspiegabilmente sorridente.

Per concretizzare l'operazione rivolgetevi con fiducia all'apposito sito PhotoWithMe, che mette a disposizione una lunga serie di immagini di gente famosa in ogni settore dello scibile umano da inserire nell'autoscatto modello-celebrity. Il tutto da mixare con l'applicazione che consente di scaricare lo scenario preferito direttamente da Google Street View. Risultato? «Apparire (senza essere) in resort extralusso, ristoranti costosissimi, discoteche alla moda e spiagge da incanto».

«Chi vuole condividere scatti in località da sogno – spiegano gli esperti del settore – ha a disposizione una miriade di app che consentono di inserire lo sfondo panoramico che preferiamo sul nostro selfie. Le più utilizzate sono le app Fake Gps e Fake My Location che permette di raggiungere le località vacanziere più remote rimanendo stesi sul divano di casa». Il tocco di classe per disattivare i sospetti degli amici più diffidenti? «Falsificare anche la nostra posizione su Google Maps». E a quel punto anche i più incalliti malpensanti dovranno arrendersi all'«evidenza».

A operazione compiuta, avrete però il problema di non poter più uscire di casa per non rischiare di essere smascherati. E allora niente di meglio che rivedervi il film "Mari del Sud". Ricordiamo la trama: Alberto (Diego Abatantuono) è un consulente finanziario in procinto di andare in vacanza ai Tropici con la moglie e la figlia, quando scopre di non avere più un euro. Per non perdere la faccia davanti a colleghi e vicini di casa, insieme alla sua famiglia si chiude nella cantina della propria abitazione, facendo credere a tutti di essere partito. La necessità di non farsi trovare da nessuno, insieme alla possibilità di osservare le vite dei vicini in loro assenza, dà origine a numerose situazioni comiche all'interno del film.

Questo ciò che accade «all'interno del film»; all'interno della realtà, invece, c'è solo la certezza di ritrovarsi in una situazione patetica. Ma ognuno è libero di mortificarsi come vuole. Basta esserne coscienti.


Nino Materi

Fonte: N. Materi, Così 4 milioni di italiani taroccano la villeggiatura, in «Il Giornale», Milano, 23 luglio 2018.

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