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Amore e gelosia (LI)



LI

Tra le due donne non passava neanche un filo d'aria: i due visi si erano accostati, azzicche azzicche, fin quasi a sfiorarsi, e gli occhi dell'una si fissavano negli occhi dell'altra, le mani nervosamente agitate lungo i fianchi, quasi pronte a e ghermirsi i capelli e farsi una di quelle strascinate con cui le donne hanno risolto spesso i loro motivi del contendere, per secoli, specialmente nei cortili e nelle comuni di una volta.

Ma non successe niente: l'educazione ricevuta e la classe sociale di appartenenza delle due ebbero il sopravvento sul desiderio, quasi una bramosia, con cui avrebbero voluto afferrarsi. Pian piano la rabbia si stemperò e impercettibilmente i due visi cominciarono ad allontanarsi dalla zona di pericolo.

La madre di Salvatore, con classe e stile, che Elisa nonostante tutto non poté fare a meno di ammirare, si diresse con calma verso la cucina, dove la macchinetta per il caffè aveva cominciato ad esalare un gradevole profumo e andava quindi rivoltata sottosopra per completare l'operazione, cosa che fece con grande abilità.

Elisa a sua volta si era stirata con le mani la gonna e si era sciolta i capelli lunghi e neri, apparendo agli occhi dell'anziana signora in tutta la sua bellezza.

“Madonna mia, chesta è accussì bella che facesse arrevutà 'e muorte dinte 'o tavute! perciò chillu figlie mie ha perze 'a capa! Si sta femmena figliasse, facesse criature belle cumme 'o sole! 'e nepute mie!”...

Questo passò per la testa all'anziana signora, che all'idea di avere nipoti belli attorno a sé stava quasi cominciando a squagliarsi, ma il corso dei suoi pensieri fu interrotto dalla voce di Elisa, stranamente calma e quasi melodiosa.

– Cara suocera... mammà... – esordì, con una punta di civetteria che diede fastidio all’altra – stavo pensando... ah, grazie per il caffè, – fece, mentre prendeva la tazza che la vecchia le porgeva, e con grazia se la portava alle labbra, – dunque... stavo pensando che... sì, questa serata e questa chiacchieratina tra di noi è stata davvero importante! – E giù un altro sorso di caffè, mentre si agitava flessuosa sulla sedia.

– Ora però che voi avete chiarito il vostro punto di vista... cara mammà, io per educazione devo chiarirvi il mio... lo meritate, siete così educata e gentile con me!

La donna anziana rizzò le orecchie e l'odio per quella smorfiosa ritornò subito a galla, affondando definitivamente l'immagine dei nipotini e le scene idilliache che ne erano conseguite. La guerra riprendeva:

– Ah... – fece la vecchia donna – e famme sentì... tu come la pensi?

– Ecco, mammà... vedete, è come una sfida, un bel duello tra noi due, una cosa tra femmine! Voi mi avete dato un consiglio: meglio che me ne torno a casa mia e mi sposo un bel nocerino pieno di soldi, magari più giovane anche di Salvatore, e mi faccio la mia bella vita di paese... e tutto sommato mica sarebbe una brutta vita! Ma... mammà c'è un piccolo problema, anzi ce n'era uno, ora sono due: il primo è che io voglio a Salvatore, l'ho voluto prima ancora di conoscerlo di persona, e niente, niente si può mettere tra me e lui! Ora poi c'è un altro problema: voi!

– Io? e che c'entro io?

– C'entrate, c'entrate, cara mamma, perché ora sono io ad esservi debitrice di un consiglio, per cui ve lo restituisco. – Si interruppe, posò la tazza ormai vuota sul tavolo e si alzò di nuovo in tutta la sua imponenza, notevole per quell'epoca: – Mammà, appreparatevi la mappatella, metteteci dentro le vostre cose e cercatevi una casarella a sola... Sono davvero dispiaciuta, credetemi, ma tra pochi mesi io mi sposo, mi piglio vostro figlio Salvatore e mi trasferisco qua, in questa casa... e quanto tempo voi pensate di poter resistere a vivere qua dentro insieme a me che sarò la signora Di Giacomo? quante ne potrete sopportare? perché ve ne farò di tutti i colori, e se vi lamenterete con la vostra creatura, quello non vi crederà, crederà a me che di notte dormirò accanto a lui, con la testa sopra un solo cuscino, azzicche azzicche!

Si mise a ridere la giovane, una risata sfottatoria che fece uscire dai gangheri la suocera, ma continuò a tacere, mentre Elisa continuava:

– Sì, sì... saranno giorni splendidi, giorni di amore, di abbracci, di baci in tutte le stanze... meglio che ve ne andate prima, ve lo risparmiate, sentite a me!

L'altra taceva e meditava...


Francesco Caso



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