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Appello a tutti i capracottesi in vista della festa patronale


La processione di san Sebastiano del 2018 (foto: A. Mendozzi).

La festa patronale di san Sebastiano si avvicina: si terrà domenica 17 luglio 2022.

La parrocchia di S. Maria in Cielo Assunta e gli uomini di buona volontà han fatto i salti mortali per organizzare ogni cosa nel modo più bello possibile, affinché questa festa rappresenti la rinascita della nazione capracottese dopo due anni difficili per tutti.

Ma, per esser tale, la festa ha bisogno che ogni capracottese partecipi con la presenza, con le spalle e col portafogli. La presenza è importante affinché ci si riconosca nel Santo, emblema dell'identità capracottese. Le spalle sono importanti perché vi sono almeno 8 statue lignee da portare in processione. Il portafogli è importante perché, come ogni evento che si rispetti, la festa ha un costo significativo.

I tempi odierni sono caratterizzati da uno scollamento - speriamo non definitivo - tra popolo e religione; persino i gloriosi comitati capracottesi, continuazione delle antiche confraternite, si stanno sciogliendo come neve al sole.

Tuttavia, partecipare alla festa patronale significa non soltanto venerare Dio, la Madonna e san Sebastiano (a cui si può anche non credere), ma onorare soprattutto gli antenati, persone senza le quali nemmeno ci saremmo. È questo uno degli aspetti più importanti della religione cattolica: ci lega alle generazioni passate per mezzo della divinità. La nostra è una religione che onora i morti, che li celebra, che li mostra apertamente, tanto che i migliori, quelli che han fatto vita perfettissima, sono venerati, beatificati, canonizzati, e i loro cadaveri esposti, ché la carne è niente in confronto all'anima.

Noi capracottesi portiamo in processione san Sebastiano, morto per mano dei Romani, perché in ogni tempo i martiri sono le vittime universali del fanatismo, dell'odio e dell'intolleranza. Se i valori della libertà, della pace e della tolleranza sono vostri, potete far vostra anche la devozione per san Sebastiano. Non siamo che l'eredità di quei Sebastiani, di quelle Carmele, dei Vincenzi, dei Giovanni, delle Chiare, degli Antonii e delle Marie che hanno abitato e onorato Capracotta nei secoli dei secoli.

Chi siamo noi per ribellarci a tutto ciò?

Siate presenti alla festa di San Sebastiano e partecipate secondo le vostre possibilità: è questo il mio appello.


Francesco Mendozzi

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