• Letteratura Capracottese

La festa della Madonna di Loreto a Capracotta


La processione della Madonna di Loreto del 9 settembre 1990 (foto: N. Mendozzi).

Il culto della Beata Vergine Maria di Loreto nasce ufficialmente nel 1294. Ma perché a Capracotta è venerata al punto da rappresentarne la festa più sentita? Per rispondere a questa domanda è bene tenere a mente tre ricorrenze liturgiche e altrettanti presupposti teologici.

Il primo evento da considerare è la Natività della Madonna, una festa liturgica ufficiale che ricorda la nascita di Maria e che si celebra l'8 settembre, giorno in cui - come tutti sanno - Capracotta festeggia la Vergine lauretana. Nella tradizione agricola e, se vogliamo, anche in alcuni culti italici, il ricordo della nascita di Maria coinciderebbe col termine dell'estate e dei raccolti. A Capracotta questo momento rappresentava grossomodo la partenza dei primi pastori verso le Puglie per l'annuale transumanza delle greggi.

La seconda ricorrenza da tenere a mente è quella del 15 agosto, giorno dell'Assunzione. La Madonna, infatti, non è mai morta. La teologia ufficiale impone che Maria abbia compiuto un lungo sonno (Dormizione), al termine del quale sia stata assunta in Cielo, al pari del Figlio. La principale chiesa di Capracotta - non è coincidenza - è dedicata proprio alla Madonna «Assumpta est in Cœlo». Fra l'8 settembre e il 15 agosto esiste un lasso temporale di circa un anno, il che lascia presupporre che l'anno contadino-pastorale cominciasse l'8 settembre per terminare il 15 agosto successivo.

Il terzo evento importante è ovviamente quello inerente il Santuario di Loreto, in provincia di Ancona, sorto là dove la mattina del 10 dicembre del 1294 comparve la dimora della Madonna. Leggenda vuole che nella notte gli angeli avessero trasportato la casa di Maria da Nazareth e «la depositarono in una selva, nel territorio di Recanati, dov'era padrona una gentildonna recanatese, chiamata Loreta», da cui prese il nome la chiesa: Santa Maria di Loreta. È probabile che i capracottesi abbiano anticipato la ricorrenza del 10 dicembre all'8 settembre per motivi eminentemente climatici.


Alcuni cavalli bardati in piazza R. Conti il 9 settembre 2017 (foto: A. Mendozzi).

Il più antico documento pubblico capracottese in cui si fa riferimento alla festa in onore della Madonna di Loreto e alla festa dell'Assunta è datato 11 aprile 1671:

Allì 15 d'Agosto ogn'anno l'Università celebra la festività dell'Assunta, ch'è il titolo della Chiesa Matrice e vi si lotta, corre a piedi et a cavallo palijs. A dì 8 di Settembre d'ogn'anno si fà la festa della Natività a spese della Chiesa, sotto il detto titulo di Loreto, e vi si lotta e corre a piedi, et a cavallo, come di sopra, facendovisi come una Fiera, essendone franchi quelli, che vanno à vendere li frutti, dal pagamento si fa al Grassiere, che in ogn'altro tempo è di 1 rotolo di ciasched'una specie di frutti, che vendono.

Emerge così che a Capracotta la festa della Madonna di Loreto fosse ben consolidata già nella seconda metà del XVII secolo e, soprattutto, che la cadenza era annuale, mentre oggi siamo abituati a pensarla con frequenza triennale, un'abitudine nata probabilmente a ridosso della Grande Guerra per la penuria di fondi e per la difficoltà oggettiva di richiamare i capracottesi emigrati oltreoceano in quegli anni. I documenti che possono chiarire la faccenda sono andati perduti quando i Tedeschi, nella loro furia devastatrice, distrussero nel novembre 1943 buona parte degli archivi cittadini. È altrettanto evidente che nel XVII secolo la festa della Madonna di Loreto si teneva in forme simili a quelle attuali, con palio di cavalli, giochi popolari e relativa fiera. Nel tempo i cavalli sono stati sostituiti dai muli - utili alle famiglie che lavoravano sul tratturo - a cui nel dopoguerra si sono aggiunti, per simpatia e comodità, «asini cocciuti e indifferenti [e] qualche ronzino».

Si pensi che nel periodo di massima densità demografica, nel 1928, quando «fu celebrato il secondo centenario della consacrazione dell'eremo», parteciparono alla cavalcata oltre duecento cavalli «bardati con coperte di seta, trine, nastrini multicolori»: immaginate quale potesse essere il colpo d'occhio per un ignaro viaggiatore che si fosse ritrovato allora a Capracotta!

La statua lignea della Madonna di Loreto.

Concludo dicendo che la festa della Madonna di Loreto, protettrice volante di tutti i viaggiatori, a Capracotta è nata per benedire i suoi transumanti, la cui partenza per le Puglie era fissata proprio dinanzi al Santuario - con prima tappa alla Fonte dell'Orso - e si rispetta almeno dal 1634, data impressa sul basamento della statua lignea della Vergine, che leggenda vuole esser un albero sbozzato ma che in realtà è una scultura di grande pregio storico-artistico, simile alla Madonna del Canneto di Roccaravindola o alla Madonna del Piano di Molise, entrambe risalenti al XIV secolo, od anche alla cinquecentesca Madonna della Tenerezza di Toro.

È allora possibile che a Capracotta si venerasse la Madonna di Loreto ben prima del 1634? Probabilmente sì. La nostra misteriosa statua, il cui studio verrà presto approfondito da Sebastiano Trotta, è foriera di interrogativi e siamo ancora lontani dallo stabilire una qualche verità storica.


Ci sono cretini che hanno visto la Madonna

e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna.

Io sono un cretino che

la Madonna non l'ha vista mai.

Tutto consiste in questo,

vedere la Madonna o non vederla.

[C. Bene, "Nostra Signora dei Turchi", 1968]


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • Anonimo, La favola dei voli miracolosi della S. Casa di Loreto smentita dalla storia con fatti, citazioni e documenti inoppugnabili, Sodi, Firenze 1870;

  • C. Bene, Sono apparso alla Madonna, Bompiani, Milano 2005;

  • L. Campanelli, Il territorio di Capracotta. Note, memorie, spigolature, Tip. Antoniana, Ferentino 1931;

  • G. Carfagna, Note di vita capracottese, Capracotta 1977;

  • G. Carugno, Santa Maria di Loreto, da «Venerabile cappella» a «Santuario diocesano». Indagini, ipotesi, cronaca, San Giorgio, Agnone 1993;

  • A. Conti, La confraternita Santa Maria di Loreto, in «Voria», II:4, Capracotta, settembre 2008;

  • O. Conti, Letteratura popolare capracottese, Pierro, Napoli 1911;

  • S. Di Stefano, La ragion pastorale, over comento sù la Pramatica LXXIX de officio Procuratoris Cæsaris, libro I, Roselli, Napoli 1731;

  • M. Gioielli, La cultura musicale e le tradizioni orali dei pastori transumanti, in E. Petrocelli, La civiltà della transumanza. Storia, cultura e valorizzazione dei tratturi e del mondo pastorale in Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata, Iannone, Isernia 1998;

  • M. Gioielli, Madonne, santi e pastori. Culti e feste lungo i tratturi del Molise, Palladino, Campobasso 2000;

  • F. Grimaldi, La historia della Chiesa di Santa Maria de Loreto, Cassa di Risparmio di Loreto, Loreto 1993;

  • P. V. Martorelli, Teatro istorico della Santa Casa Nazarena della B. Vergine Maria e Sua ammirabile traslazione in Loreto, libro I, De Rossi, Roma 1732;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016;

  • E. Novi Chavarria e V. Cocozza, Comunità e territorio. Per una storia del Molise moderno attraverso gli apprezzi feudali (1593-1744), Palladino, Campobasso 2015;

  • L. Pietravalle, Novelle molisane, a cura di N. Pietravalle, Casa Molisana del Libro, Campobasso 1975.