• Letteratura Capracottese

Il bosco: elemento naturale multifunzionale


Il bosco capracottese in autunno (foto: A. Mendozzi).

Il bosco è indispensabile all'uomo perché produce, ma sopratutto perché esiste e vive. La sua multifunzionalità rispecchia la sua identità, la molteplicità dei componenti e la biodiversità si risolvono nell'unità del suo insieme: l'unità nella diversità. Tutte le attività umane (la costruzione nei settori più diversi, l'arredamento, l'arte), la produzione di energia, la sicurezza del territorio, la salubrità dell'ambiente, l'armonia e la bellezza del paesaggio sono solo alcuni dei molteplici servizi erogati dal bosco. Un bosco, per essere considerato tale, deve avere un'estensione minima di 5.000 m², un'altezza media degli alberi di almeno 5 m., una percentuale di copertura del suolo di almeno il 20% nonché una larghezza minima di almeno 20 m.

Il bosco va ben oltre alla somma dei singoli alberi e non è solo un fornitore di legname. Esso rappresenta un habitat assai diversificato composto da alberi e arbusti, funghi e licheni. Oltre alla selvaggina molti altri animali vivono nei boschi. Questa diversità e le singole specie sono da preservare. Ma la foresta stessa svolge molte funzioni di protezione. Inoltre il bosco è per noi un luogo in cui passiamo il nostro tempo libero e ci rilassiamo. Le interrelazioni e i processi che coinvolgono le diverse componenti forestali sono il contesto all'interno del quale si cerca di fare in modo che il bosco possa svolgere le sue molteplici funzioni in modo ottimale.

La consapevolezza della molteplicità di funzioni, del bosco è fondamentale, per motivare il coinvolgimento più ampio nell'impegno alla sua tutela. Occorre essere consapevoli, tutti, che quella tutela non riguarda solo la difesa idrogeologica del territorio (la prima ad essere considerata dal legislatore italiano, dopo l'unificazione); ma altresì una funzione igienico-sanitaria essenziale per il miglioramento delle condizioni climatiche, la salubrità dell'aria e la riduzione dell'inquinamento. Inoltre quella tutela riguarda la conservazione della biodiversità, la soddisfazione del fabbisogno energetico, il rispetto del paesaggio, accanto alla produzione del legno e delle essenze sfruttabili.

Altrettanto importante è stata l'attenzione dedicata al rapporto tra il legno e la cultura, la civiltà, l'arredamento, l'arte, il design, la costruzione. Si è sempre parlato di età della pietra, del ferro, del rame e del bronzo, ma non di età del legno; ma solo perché, come è stato giustamente osservato è sempre stata e sempre sarà l'età del legno. Quest'ultimo è stato, è e sarà costantemente presente nella vita dell'uomo, a differenza di altri materiali, ed è espressione della vita stessa, perché il legno è in se vita e rinnovamento continuo; la presenza ricorrente del legno e del bosco nella cultura, nella tradizione, nell'esperienza umana a livello universale, è un dato troppo importante per essere trascurato.

Occorre una regolamentazione adeguata, per affrontare i problemi della competizione fra le industrie di riciclo del legno e il settore delle centrali a biomassa, sotto i diversi aspetti economici, tecnologici, ambientali e normativi; per incrementare le potenzialità di ampliamento dell'offerta di legno, con riferimento all'approvvigionamento di risorse legnose nell'ambito nazionale e internazionale; per riorganizzare il sistema forestale; per ottimizzare la gestione e l'utilizzo delle risorse legnose.

L'intervento antropico è un elemento fondamentale per la conservazione e la perpetuazione della risorsa foresta, consentendo alla stessa di esprimere al meglio le proprie molteplici funzioni (ecologica, paesaggistica, protettiva, produttiva, culturale, turistico-ricreativa, etc.) pur nel rispetto dei delicati equilibri che caratterizzano ecosistemi complessi come quelli forestali.

Il concetto di "gestione forestale sostenibile" racchiude non soltanto l'idea della gestione, della conservazione, della tutela e dello sviluppo della risorsa bosco e della sua multifunzionalità, ma anche le ricadute economiche, sociali e culturali che tale modello gestionale può avere a livello territoriale, per esempio attraverso la creazione della filiera bosco-legno-energia che rappresenta solo uno dei possibili circuiti economici locali che dal bosco possono avere origine, ma che nel contesto regionale di riferimento costituisce senz'altro quello più rispondente alle reali esigenze del territorio ed alla tipologia delle formazioni forestali che lo caratterizzano. La consapevolezza della molteplicità di funzioni, tutte essenziali, del bosco è fondamentale, per motivare il coinvolgimento più ampio nell'impegno alla sua tutela.

Insomma, occorre essere consapevoli dell'importanza che riveste, per la nostra esistenza e per il nostro futuro e soprattutto per il futuro delle giovani generazioni, il legame fra economia del bosco ed economia del legno; dobbiamo essere consapevoli dell'importanza di poter disporre di una disciplina giuridica adeguata ed efficiente a tal fine.


Maria Ricci

Fonte: M. Ricci, Il bosco elemento naturale multifunzionale, in «Voria», VI:1, Capracotta, agosto 2013.