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Capracotta, 30 anni di storia (III)



Alcuni fatti di cronaca

Per i fatti importanti verificatisi qui a Capracotta ho voluto evidenziare - senza alcuna manipolazione mia personale o di sorta - quello che molti capracottesi ignorano per mancanza di un carteggio ufficiale.

E così possiamo apprendere che nel 1895, in Capracotta, si era aperto un Ginnasio inferiore; nello stesso anno si era costituita una società Filodrammatica, che durerà per oltre un decennio; che già funzionava una società di Filarmonica, egregiamente diretta dal prof. Alfonso Falconi; che vi era una società di Tiro a Segno ritenuta la migliore e la più organizzata di tutto il Molise e della quale i 10 soci che la rappresentarono alla gara generale in Roma riscossero dal pubblico molti applausi davanti la tribuna reale nel giorno della inaugurazione della gara.

Importantissima anche una corrispondenza, sotto lo pseudonimo "Le Roi s'amuse", che ci informa sul primo albero di Natale fatto in Capracotta nel 1897 da un giovane dotato di particolare ingegno e cuore, Oreste Conti, autore di quella opera da tutti invidiata che è la "Letteratura popolare capracottese", un vero capolavoro sotto ogni profilo.

Ancora alla ribalta la Società Artigiana Capracottese, costituitasi fin dal 1877 per scopi altamente filantropici, davanti alla quale il 2 luglio 1900, festa della Visitazione, un capracottese pretese invano che la banda musicale di Bomba suonasse l'inno di Garibaldi.

Una sensazionale notizia tratta di un ingente furto avvenuto presso l'Ufficio del Registro di Capracotta: il valore della refurtiva ammontava a ben 5.465 lire... di quei tempi!

Dopo questa corrispondenza, una bella notizia, una bella festa nelle vicinanze di Capracotta: a Monte Campo.

E quando pronunciamo questa località la mente involontariamente si fissa su quella enorme croce che da qualche tempo giace non più benedicente l'intera vallata sangrina fino alla luce opalina del mare Adriatico.

L'articolista scrive, che il «16 settembre 1900, giorno di riposo, la strada che conduce a Monte Campo, tutta a zig-zag, sembrava un serpentone nero che lentamente si muovesse».

Ma che cosa attirava tutta quella gente? Ecco! Sulla sommità del monte era stata innalzata una croce ed il vescovo Pietropaoli alla testa di oltre 2 mila capracottesi era venuto appositamente da Trivento per benedirla.

Ai piedi della Croce, alta 13 metri, un altare per la Messa e un coro di duemila voci che testimoniava a Dio la fede di un moralmente puro e forte popolo montanaro.

Gli echi melodiosi raggiunsero quel giorno le sette provincie che da lassù si vedono.

L'articolista, preso dalla commozione, scrive: «Che si istituisca una festa campestre ogni anno, era il voto di tutti e così mi auguro che sia».

Noi oggi lo tranquillizziamo e gli diciamo che il popolo capracottese ha istituito questa festa proprio nelle immediate vicinanze della vetta di Monte Campo, esaudendo il voto suo e di quanti quel giorno, affratellati da comuni sentimenti, ne fecero l'augurio.

A questo augurio aggiungiamo una preghiera per gli amici amministratori: quella che la croce sia nuovamente issata: i nostri padri che guardano dai piedi della montagna gioiranno come fecero in quella domenica di 82 anni fa e vi benediranno per aver rispettato un voto.

Signori, questi fatti che ho citato, potrebbero sembrare al giovane di oggi, di una consistenza minimizzata, ma riferiti all'epoca furono molto importanti, come importante fu il dono dei capracottesi americani nel 1950 dello spartineve, che costituì un avvenimento eccezionale e che liberò Capracotta e l'intero comprensorio altomolisano da quel pauroso isolamento invernale che prima era costato non poche vite umane.

 

Capracotta e la politica

Un altro argomento centrale riguarda due personaggi di maggior spicco che all'epoca, fecero storia: Nicola Falconi e Tommaso Mosca, ambedue capracottesi di puro sangue.

Ma veniamo ai fatti.

Nel 1861, appena costituita l'unità d'Italia, vennero definiti anche i collegi politici elettorali; il Molise fu suddiviso in sette collegi aventi per capoluogo rispettivamente Agnone, Boiano, Campobasso, Isernia, Palata, Riccia, Larino.

Capracotta, come gli altri paesi del Molise Superiore, fece parte del collegio di Agnone.

Le prime elezioni del 1861 premiarono Ippolito Amicarelli, un sacerdote di Agnone perseguitato dal Borbone.

Gli elettori furono pochi, pochissimi: basti pensare che a Napoli Silvio Spaventa fu uno dei primi eletti con soli 100 voti!

A queste elezioni seguirono le altre e vennero eletti il sacerdote Giuseppe Tamburi e, successivamente, Francesco Saverio Sabelli, ambedue di Agnone: il primo con la carica di sindaco, il secondo con quella di Maggiore della Giunta Nazionale.

Entambi, però, dopo un breve lasso di tempo, rassegnarono le proprie dimissioni: il primo perché intendeva svolgere con più efficacia il mandato di primo cittadino, il 2° per motivi di salute.

Sicché il Collegio si rese vacante e cominciò ad essere meta di candidati forestieri non votati nei loro collegi di appartenenza, come Raeli, Bonghi ed altri.

Il Collegio politico di Agnone, in altri termini, divenne il refugium peccatorum di altre regioni per mancanza di un candidato idoneo presente nel collegio.


Antonio Arduino




 

Fonte: A. Arduino, Capracotta: 30 anni di storia, S. Giorgio, Agnone 1986.

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