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Capracotta, 30 anni di storia (IV)



Il periodo Falconi

Questa situazione durò fino al 1876, anno in cui Nicola Falconi di Capracotta presentò la sua candidatura e venne eletto ottenendo consenso da parte di tutti gli altri elettori del collegio; consenso, questo, che gli sarà ininterrottamente riconfermato nelle successive legislature.

La cronaca postuma dice che il Falconi, sebbene non fosse un grande ingegno di uomo politico, seppe in compenso guadagnarsi la stima di tutti e seppe barcamenarsi bene inserendosi al di sopra delle due fazioni agnonesi, allora in lotta tra di loro, che si contendevano il potere amministrativo locale e quello della deputazione provinciale.

Intendo alludere al partito di Giovanni Ionata da una parte contro quello di Francesco Saverio Sabelli dall'altra.

Tuttavia vi era tra Agnone e Falconi una certa promessa di ritiro di quest'ultimo dalla scena politica qualora si fosse reperito un idoneo agnonese.

Questo incantesimo durò, senza alcun turbamento, fino al 1900, ma da quest'anno le cose cominciarono a cambiare, in seguito alla riforma mandamentale, per effetto della quale Pietrabbondante venne distaccata dal Mandamento di Agnone e San Pietro Avellana da quello di Capracotta.

Successe un putiferio!

La reazione in Agnone contro Falconi sfociò in una serie di accuse fatte dai tre periodici editi in quel tempo ("Il Cittadino Agnonese", di stampo clericale; "Il Risveglio Sannitico", moralista, per modo di dire, e anticlericale; "Eco del Sannio", filo-governativo), i quali, per la prima volta, si trovarono d'accordo tra loro ed attaccarono violentemente Nicola Falconi.

Capracotta, patria dello stesso deputato, reagì in modo più chiaro ed inequivocabile con le dimissioni in massa della Giunta e del Consiglio Municipale.

A nulla valsero, però, queste rimostranze: la legge fu approvata a scapito di Agnone e Capracotta; tuttavia fu sintomatico il fatto che quest'ultimo centro per la prima volta osteggiò il suo deputato in forma aperta.

Agnone cominciò la sua battaglia almeno a livello di giornali e tra questi eccelse "Il Risveglio Sannitico", diretto dal preside Luigi Gamberale.

Fu un periodo burrascoso per il nostro Molise: il Volturno stava per essere venduto ed i fautori - a detta del Risveglio Sannitico - rispondevano ai nomi di Fazio e Gabriele Veneziale; questi si dichiararono subito innocenti e risposero agli attacchi del declinante preside, il quale, nei suoi articoli, incriminò anche il deputato capracottese, definendolo amico della cricca Veneziale.

Si cominciò ad opinare in Agnone la candidatura di un agnonese: il Gamberale ricercò invano un personaggio di spicco, tampoco nessuno propose il suo nome.

 

Il periodo Mosca

Intanto Falconi era stato nominato Senatore del Regno e finalmente Agnone, come era nei patti, sembrò liberarsi dal dominio capracottese.

Ma si fecero i conti senza l'oste perché il Falconi aveva già creato le premesse per la candidatura del nipote Tommaso Mosca, che, senza sorprese, fu regolarmente eletto nelle elezioni politiche del 1909.

Il Mosca subentrò, quindi, nella scena politica anche se la sua preparazione era più incline nel campo della giurisprudenza, dove si era imposto con il "Trattato sulla colpa", adottato per oltre un trentennio in tutte le università italiane.

Nel 1912, in occasione della riforma elettorale, la lotta tra Agnone e Mosca, questa volta, si riaccese per sfociare nella forma più violenta e campanilistica nel 1913, quando Mosca venne implicato nello scandalo del Palazzo di Giustizia a Roma e quindi costretto a dimettersi.

Agnone prese la palla al balzo: questa volta il candidato doveva essere agnonese e la persona più rappresentativa e prestigiosa era quella di Giovanni Piccoli, un ginecologo-ostetrico che accettò la candidatura.

Mosca rimise il suo mandato parlamentare agli elettori del Collegio e le elezioni suppletive si svolsero il 29 giugno 1913.

Nel campo di battaglia vi erano tre candidati: Mosca, deputato dimissionario; Marracino, della vicina Vastogirardi, già sconfitto da Mosca nel 1909; Piccoli, il nuovo candidato sul quale Agnone concentrò tutti i suoi sforzi.

A livello di propaganda i periodici editi furono: "Il Rinnovamento", diretto sempre dal Preside Gamberale, che si dedicò - anima e corpo - per non dire - a spada tratta - in favore della candidatura Piccoli; non disdegnò di attaccare anche il confratello "La Lotta", un altro periodico agnonese di schieramento decisamente per Marracino, e solo quando questi rifiutò nobilmente la candidatura prese posizione per il Piccoli, favorendo quella che, nella storia di Agnone, sarà chiamata la "concordia agnonese", finalmente raggiunta dopo tanti secoli di acredine.

Questi due periodici furono coadiuvati dall'"Eco del Sannio", già esistente sin dal 1894, schierato, ovviamente, in favore del Piccoli, e, quindi, contrario al Mosca.


Antonio Arduino




 

Fonte: A. Arduino, Capracotta: 30 anni di storia, S. Giorgio, Agnone 1986.

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