• Letteratura Capracottese

Capracotta, il paese della neve tra passato e futuro (III)


Il Clipper sulla nave Exiria in attesa dello sdoganamento.

Il Clipper

Anzitutto il nome "Clipper": che significa? Dal dizionario: tagliatore, veicolo veloce, cavallo o autovettura particolarmente veloce, fulmine, saetta; persona (o cosa) straordinaria, fuoriclasse.

La macchina, come la videro loro

Tra le testimonianze dell'epoca, giornali e lettere, ecco come il "Jersey Journal" del 17 ottobre 1949 lo fotografa durante la parata di solidarietà per le vie di Jersey City:

La parte migliore dello spettacolo era lo spazzaneve stesso. Da grande distanza la sua altezza, larghezza e le sue pale d'argento gli davano l'aspetto di un cacciatorpediniere del Nord Atlatico. La cabina e le sezioni per il trasporto del carico sono dipinte di un giallo abbagliante, il tetto della cabina era sormontato da luci ed antenne.

John Paglione in una delle sue lettere a Capracotta, con linguaggio semplice ed essenziale, lo descrive: «Non è spazzaneve ma spartineve ma è di un tale disegno che è molto abile a sfondare una via ricoperta dalla neve tre metri, cinque metri scusate – poi aggiunge una nota di commozione – e credetemi alla vista di quel mostro con tutte quelle belle iscrizioni intorno, molti occhi si vedevano bagnati, inclusi i miei». A proposito della manovrabilità dice: «A manovrarlo che benché è un semplice camion, il vomero che spinge la neve bisogna saperlo manovrare che la funzione è automatica, forse sulla fotografia vi appare grande, ma vi assicuro che è adatto per voi che io ebbi un colloquio col rappresentante e mi persuasi della facilità dell'operazione e l'adattamento per la via di montagna e l'altezza della neve».

Com'è realmente lo spazzaneve. È un autocarro costruito dalla Walter Snow-Fighter di New York, con cassone ribaltabile. Sulla cabina di guida vi è una efficacissima fanaleria, due trombe e il grosso tubo di scarico con silenziatore. Sul davanti vi è applicato il vomere, appuntito e con le ali belle alte, tali da poter sfondare grossi mucchi di neve. È attrezzato anche con altre due lame laterali che, se utilizzate, avrebbero prodotto la carreggiata di circa 2 m. più larga di quella ottenuta normalmente con l'uso del solo vomere. Il ribaltabile non fu mai attivato, non serviva allo scopo, né fu mai utilizzata questa seconda applicazione a causa delle strade strette di Capracotta. A trazione integrale, alimentato a benzina, con una scorta di 800 litri, esprimeva 240 cavalli di potenza. Il consumo di carburante normalmente era di 1 l/km. Negli anni 1982-83, per ovvie ragioni di economicità di gestione, il motore originale a benzina fu sostituito con un motore diesel. Il mezzo è lungo complessivamente 11 m., del peso di 11 tonnellate. I meccanismi di azionamento del vomere e delle lame sono tutti idraulici. La cabina abbastanza capiente e confortevole, ben riscaldata. L'autocarro è tutto di colore giallo, gli apparati tecnici specifici sono di colore nero. I colori sono rimasti quelli d'origine, un po' sbiaditi ma autentici.

L'imbarco: venerdì 30 dicembre 1949

Il viceconsole d'Italia, Nicolò Di Bernardo, dal New Jersey, il 29 dicembre 1949 scrisse al sindaco di Capracotta: «Ho il piacere di comunicarle che lo spazzaneve donato con tanta generosità dai cittadini di Jersey City a Capracotta, sarà imbarcato domani, 30 dicembre, sul piroscafo da carico "Exiria" e verrà sbarcato a Napoli presuntivamente il 10 gennaio p.v.».

Un pacco per l’Italia

Questa è la descrizione dell'imbarco fatta dal "Daily Mirror" sabato 31 dicembre 1949:

Spazzaneve da 20.000 $, dono della popolazione di Jersey City ai 4.500 residenti di Capracotta, nell'Appennino Italiano, caricato a bordo della nave Exiria al pontile 84. I cittadini di Jersey comprarono la macchina di 11 tonnellate in risposta alle molte difficoltà invernali ed alle molte avventure in Capracotta dopo che i nazisti distrussero il loro unico spazzaneve.

John Paglione, promotore dell'iniziativa "Mani attraverso il mare", presente all'operazione d'imbarco volle salutare l'evento ringraziando i 100.000 emigranti Italiani di Jersey City ed il Comitato per la raccolta fondi. Fece un breve discorso dicendo, tra l'altro, rivolto ai capracottesi in Italia, e riferendosi alla macchina: «Quando la vedrete passare, luccicante dai suoi colori brillanti, sfiorarsi un sentiero tra la neve, salutatela come la testificatrice della nostra fratellanza, perché rappresenta il cuore del Capracottese emigrato, il cui pensiero e il cui sguardo è sempre rivolto a voi qui tra queste montagne».

Il "Giornale d'Italia" del 1° gennaio 1950 scrisse:

L'American Export Lines ebbe sentore della iniziativa e si offrì di trasportare gratuitamente in Italia lo spazzaneve. Il rimanente del fondo raccolto servirà a pagare il viaggio di un altro ex italiano, Armond Gaito, della sezione Lavori Pubblici di Jersey City, che si recherà in aereo per ricevere a Napoli, alla presenza dell'ambasciatore Du