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Chi conosce la mela zitella?



Nasce da terreni incolti e simboleggia la voglia di rinascita di un'area interna dell'Appennino, quella molisana, il meleto biologico di Castel del Giudice, in provincia di Isernia. Un contesto naturale che trae linfa dall'acqua dei monti di Capracotta e dal fiume Sangro. Cinquanta ettari in stato di abbandono sono stati trasformati nel meleto bio Melise, azienda compartecipata di cui fanno parte investitori, cittadini e amministrazione. Accanto, un rigoglioso Giardino delle Mele Antiche dove si contano circa 50 varietà di mele autoctone. Questa storia di frutti perduti inizia una decina di anni fa grazie all'Associazione Arca Sannita, voluta dall'agronomo Michele Tanno che ne è il presidente: “Castel del Giudice è il paese della mela e vanta un'ottantina di tipologie, alcune comuni al territorio limitrofo abruzzese. La più antica del meleto è la Limoncella, conosciuta già nel Medioevo, dalla buccia gialla, croccante e profumata, che si adatta alle zone con gelate tardive. C'è poi la mela Zitella, gialla con sfumature rosa: matura ad ottobre ed è caratterizzata da una patina che la protegge contro l'umidità. Il nome deriva dall'uso che le donne non maritate ne facevano come cosmetico ma anche dalla tarda maturazione del frutto. Autoctona è anche la mela Gelata, che all'interno presenta zone vetrose, quasi ghiacciate: ha buccia verde e consistenza soda. Più piccola e piatta è la mela Tinella che resta sull'albero fino a quando sono cadute tutte le foglie: si conserva a lungo ed ha un sapore leggermente acidulo”, racconta Tanno. Fra le varietà che colorano l'autunno nei filari di Castel del Giudice spiccano anche la mela Florina, fiammante e nutriente, la mela Dolorina, dalla forma allungata e la Primiera che si raccoglie a settembre ed ha un sapore dolcissimo. A livello economico-commerciale, le antiche mele hanno rilanciato il territorio tanto da permettere la realizzazione di un progetto di albergo diffuso, Borgo Tufi. Complessivamente la produzione annua è di quasi 5 mila quintali di mele, in parte trasformate da un'azienda veneta in succhi di frutta e prodotti per l'infanzia. La distribuzione avviene attraverso gruppi di acquisto equo-solidali in Italia e in Germania e tramite la vendita diretta. Il prezzo medio di un kg di mele è di 1,5 euro.


Antonia Matarrese

 

Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/, 19 novembre 2018.

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