top of page

La festa di Santa Lucia a Capracotta


La festa di S. Lucia del 1983 (foto: F. Di Rienzo).

La statua di santa Lucia, a Capracotta, per tutto l'anno è tenuta in una chiesetta ai piedi di Monte Campo e anche la contrada porta lo stesso nome. Nei pressi del santuario c'è una fontana (sempre di S. Lucia) da cui sgorga un'acqua fresca e leggera che, dicono, ha proprietà terapeutiche. La sorgente naturalmente si trova ai piedi della montagna madre e spesso d'estate la portata si riduce al minimo, come accade di solito di questi tempi. A casa mia la borraccia piena non manca mai e vi assicuro che bere a garganella è un vero piacere.

La processione in onore di santa Lucia che si svolge la penultima domenica di agosto per le strade del paese ha sempre qualcosa di strabiliante per via della folla che accompagna la statua, della banda che dà allegria, pur suonando musiche quasi sacre, dei bambini che sfilavano con l'abito bianco della prima comunione, del sacerdote che scandisce al microfono preghiere e canzoni, della campana che suona a festa. Tutto bello e commovente.

La statua della Santa viene prelevata la sera del sabato e portata nella chiesa madre con grande accompagnamento di folla, di macchine che illuminano la notte, di banda, di fiaccole, di canti, di preghiere. Per quella sera la cena può aspettare e gli uomini non protestano se a casa non c'è nulla di pronto. Sembra che sia così, ma le donne, da brave massaie come le chiamava qualcuno, fanno il miracolo e, in men che non si dica, la tavola è apparecchiata con ogni ben di Dio e i palati accontentati.

Solo che il rito è un po' il canto del cigno. Cominciano le partenze e allora tutti si fanno prendere dalla frenesia di partecipare, con l'abito elegante, alla manifestazione tanto amata dal popolo, la processione in onore della santa protettrice della vista: siamo tutti occhialuti per cui uno sguardo benevolo non può che farci bene. In tutti i paesi del Sud, Abruzzo e Molise compresi, il rito si ripete, con particolari diversi, con santi diversi, con lo sparo finale, con le ghirlande che illuminano la notte e accendono mille bagliori nel buio del cielo stellato.

La sera della domenica cala il sipario sulla scena del teatro e la statua viene riportata nella sua dimora abituale, dove rimarrà per tutto l'anno sotto i rigori dell'inverno capracottese. Nessuna pompa, nessuna banda, pochi fedeli che ripercorrono la strada all'inverso.

Sic transit gloria mundi.


Maria Delli Quadri

 

Fonte: https://www.altosannio.it/, 21 agosto 2012.

Kommentit


bottom of page