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Frate Aurelio, Capracotta e i prodigi di Padre Pio



Il religioso presente in queste foto del 1941 provenienti dall'archivio di Lorenzo Potena, un bell'uomo ritratto ora sulla cima di Monte Campo ora con gli amici capracottesi, altri non è che frate Aurelio da Sant'Elia a Pianisi, un monaco cappuccino che prima della guerra veniva spesso a Capracotta, perché amico delle famiglie Potena, Ciccorelli e Di Ianni, tra loro imparentate.

Padre Aurelio, però, è "famoso" anche e soprattutto per essere stato uno dei confratelli più vicini al celeberrimo Padre Pio, tant'è che dopo la morte del Santo di Pietrelcina ha rivelato diversi aneddoti prodigiosi della sua vita. Ve ne riporto uno, raccontato proprio da frate Aurelio:

La sera del 5 febbraio 1952 erano nella stanza di Padre Pio, il padre Aurelio e il padre Costantino e il dott. Sanguinetti, collaboratore del Padre per la costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza. Padre Pio era seduto alla scrivania e gli altri su sedie accanto a lui. Si parlava del più e del meno. La conversazione non aveva niente di importante: le solite parole di routine sul giorno, il tempo, il lavoro della giornata. Ad un certo punto Padre Pio interruppe la conversazione e disse: «Preghiamo per il re d'Inghilterra!». Non aggiunse nient'altro. Incrociò le braccia sulla scrivania, sulle braccia poggiò la testa e rimase per un po' in silenzio. Gli altri si guardarono negli occhi, interrogandosi sul significato delle parole di Padre Pio, che aveva bruscamente introdotto nella conversazione un personaggio lontano dagli argomenti usuali, dal territorio locale e dalla stessa religione cattolica, addirittura il re d'Inghilterra, capo della chiesa anglicana. I tre, per obbedire a Padre Pio che pregava, fecero ognuno, a modo proprio, anche una preghiera per il re d'Inghilterra, che per loro era come pensare a uno sconosciuto. La cosa quella sera finì così, senza che alcuno dei tre chiedesse a Padre Pio il perché di quella richiesta un po' estemporanea. La spiegazione l'ebbero il mattino seguente quando dalla radio e dai giornali seppero che era morto Giorgio VI, re d'Inghilterra.

Insomma: Capracotta terra di santi, poeti e trasmigratori!


Francesco Mendozzi

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