• Letteratura Capracottese

Il confine settentrionale del Regno di Sicilia


La Tavola Rogeriana del 1154.

Le due province del Regnum Siciliæ, dette Ducatus Apuliæ e Principatus Capuæ, erano tagliate in senso orizzontale da un confine la cui esistenza non fu mai formalmente riconosciuta nell'organizzazione militare ed amministrativa della monarchia ruggieriana, ma che rappresentò invece, per il Papato fino al trattato di Benevento del 1156 e per l'Impero d'Occidente, il confine settentrionale del Regno normanno. Tale confine può essere così ricostruito: dopo aver seguito il corso del fiume Garigliano, dalla foce sul mare Tirreno fino alla confluenza del Liri con il Gari, piegava verso nord-est e poi verso nord, così come procede l’attuale confine tra le province di Gaeta-Caserta, Isernia-Frosinone; al monte La Meta deviava verso nord-est e raggiungeva prima il fiume Sangro, poi il Trigno, che percorreva fino alla foce sul mare Adriatico, secondo come è tracciata l'attuale divisione tra il Molise e l'Abruzzo, ad eccezione del fatto che questo antico confine abbandonava il fiume Sangro all'altezza di Castel del Giudice e raggiungeva il Trigno da Capracotta seguendo la valle del fiume Verrino, ponendo così al nord i paesi di Pescopennataro e Belmonte del Sannio, che oggi sono inclusi nel Molise.

Questo confine, dal punto di vista romano, come mostra il Liber Censuum, separava dal Regnum Siciliæ le terre di Marsia e ultra Marsia, il cui possesso fu riconosciuto a re Guglielmo I di Sicilia soltanto nel trattato di Benevento del 1156 dal pontefice Adriano IV. Le terre di Marsia erano costituite dalle diocesi di Aprutium, Penne, Chieti, Valva, Forcone, Marsia, Gaeta, Fondi; quelle ultra Marsia erano costituite da una parte delle diocesi di Rieti e di Ascoli Piceno.

Secondo il punto di vista imperiale, in particolare di Federico I di Svevia, tale confine segnava il limite settentrionale del Regno normanno per due motivi: perché era questo il confine settentrionale riconosciuto dall'imperatore Enrico II al principato di Capua, ed al ducato di Puglia da lui stesso creato per Melo di Bari; perché tutte le terre a nord di questo confine, cioè le terre di Marsia e ultra Marsia del Liber Censuum, appartenevano all'impero, essendo state parti del ducato di Spoleto, a sua volta parte del Regnum Italicum.


Errico Cuozzo

Fonte: http://www.cesn.it/, 16 febbraio 2004.

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