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Infanticidio



La nubile giovane Di Nucci Lucia, di Giampietro, d'anni 20, contadina, in seguito ad illecite relazioni con Di Nunzio Giuseppe, fu Federico, d'anni 37, da Roccavivara, era divenuta incinta.

Il seduttore, dopo sette mesi, e proprio quando s'accorse che l'amante trovavasi in istato interessante, emigrò nelle Americhe, e non diede più notizia di sé.

Dopo il corso regolare della gravidanza, la notte dal 21 al 22 dicembre 1907, la Di Nucci dava alla luce una bambina.

Forse per consiglio, o per salvare il proprio onore, la Di Nucci ebbe la cattiva idea di seppellire la neonata.

Erano già trascorsi otto giorni, e tutto procedeva in silenzio; ma il nono giorno, non si sa come, si sparse pel paese che la Di Nucci s’era sgravata e non si sapeva dove il neonato fosse stato portato.

Di ciò fu informata l'Arma; e il solerte Brigadiere Carinelli Paolo e il bravo milite Barbetti Atanasio si recavano in contrada La Lama, dove abitava la Di Nucci, facendo una minuta perquisizione in casa di lei e sottoponendola a minuzioso interrogatorio. La donna confessò che erasi abortita; ma ciò non persuadeva il Brigadiere, che seguitò l'interrogatorio, mentre il milite Barbetti interrogava la madre della Di Nucci, Paglione Grazia.

L'infanticida confessò poscia che la bambina era nata morta, e che per salvare il proprio onore, si era decisa a buttarla nel piccolo ruscello che passa presso l'abitazione; ma ogni ricerca riuscì inutile.

In seguito ad altro interrogatorio, i bravi e solerti militi riuscirono a far confessare alla Di Nucci che la bambina era sepolta sotto un mucchio di pietre, con la complitià della madre. Infatti la bambina fu trovata, scavando, e le due donne furono arrestate.

Una lode ben meritata al Brigadiere Carinelli e al milite Barbetti.


Stefano Amicone

 

Fonte: S. Amicone, Echi molisani, in «Eco del Sannio», XV:3, Agnone, 15 febbraio 1908.

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