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L'origine dei nomi della Fonte e dei Montetti di Carovilli


La Fonte di Carvilio (foto: F. Di Tella).

Per molto tempo non sono riuscito a spiegarmi il motivo per cui sul territorio di Capracotta esistessero una fonte e due collinette con il toponimo di Carovilli, ubicati a nord, ai piedi di Monte Campo.

L'origine la si poteva ipotizzare ma occorreva il supporto di qualche altra informazione supplementare per rafforzare le mie congetture, derivate da uno scarno trafiletto relativo al console romano Carvilio presente su Wikipedia.

Ecco che girovagando per la rete mi sono imbattuto in un interessante articolo di Benedetto Di Mambro, da cui ho estratto degli essenziali passaggi che mi hanno convinto del fatto che la Fonte e i Montetti di Carovilli dovrebbero essere modificati utilizzando il toponimo di Carvilio.

Scrive Di Mambro in "Viticuso, il suo territorio, la sua storia":

Uno dei due consoli romani che, prima nel 293 a.C. e poi nel 272 a.C., condussero sanguinose e vittoriose battaglie contro i Sanniti di Aquilonia e Cominium, prima, e contro la successiva ribellione sannitica al tempo dell'invasione dell'Italia Meridionale da parte di Pirro, re dell'Epiro, dopo, si chiamava proprio Carvilio e, più esattamente, Spurio Carvilio Massimo. [Evidente l'assonanza del nomen Carvilius con i toponimi Carvello, Carvìglie e Carovilli, n.d.r.]. Proprio da quelle parti dovette molto probabilmente passare, dunque, il console Carvilio con le sue legioni, incontrandovi resistenze sannite. La tradizione orale fece il resto, conservandone il nome, mutandolo di poco e tramandandocelo nelle due versioni di cui sopra. Cosa era successo?
Nel 272 a.C., anno in cui l'antica Casinum diveniva Praefectura romana, i romani rielessero consoli gli eroi della 3ª Guerra Sannitica: Papirio Cursore e Spurio Carvilio. Il primo si diresse contro i Bruzi ed i Lucani delle odierne Calabria e Basilicata, mentre il secondo, Carvilio, vero eroe di questa fase della guerra e della vittoria finale, passò da una vittoria all’altra contro le tribù sannite dei Pentri e dei Caraceni, che occupavano gli attuali territori di Cardito, Cerasuolo, Venafro, Isernia, del Matese e della valle del Sangro.
A tal proposito, E. T. Salmon, massimo studioso della civiltà e della storia dei Sanniti, scrive ("Il Sannio e i Sanniti", Cambridge 1967, p. 302): «Con la stessa metodicità impiegata nelle fasi conclusive della terza guerra sannitica, i Romani annientarono le tribù sannite, una dopo l'altra».
Carvilio, dunque, riportò numerose vittorie consecutive, fino a conquistare Aesernia e Venafrum, anche quest'ultima destinata, qualche anno dopo (269 a.C.), a diventare sede di Praefectura romana.

Tornando alle nostre considerazioni, in relazione al toponimo Carovilli, è plausibile che l'origine del nome sia dovuta o alla presenza di qualche piccolo insediamento romano presso la zona che attualmente circoscrive la Fonte di Carovilli e i Montetti di Carovilli (detta zona è protetta dai freddi venti del nord e l'acqua è sempre a disposizione) o a uno scontro bellico fra milizie romane e sannite che si concluse con la vittoria di Spurio Carvilio Massimo.


Filippo Di Tella

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