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La storia dell'orso a Capracotta


La fatta d'orso (foto: M. Di Bucci).

Ma quali inutili allarmismi? Ma quale purezza dell'aria? Ma quale tam-tam su WhatsApp? Da sempre Capracotta ricorda l'orso bruno marsicano nei suoi toponimi: ad esempio alla Fonte dell'Orso, nel bosco di Pescobertino, o allo Iaccio dell'Orso, sul crinale meridionale di Monte Campo, prova che in passato il plantigrado era una presenza fissa sul nostro territorio.

Si narra infatti che gli orsi vivessero nelle foreste di Vastogirardi e Capracotta, tanto che il sacerdote Anselmo Di Ciò (1767-1835), che insegnava matematica a Napoli, quando tornava nella sua Capracotta era solito sistemare trappole, da lui congegnate, per la caccia alle pernici, di cui era ghiotto, ma spesso trovava divelti i lacci delle trappole stesse. Fu così che «si appostò e scoprì che il ladro abituale era un grosso orso».

Quella di don Anselmo Di Ciò è una delle più antiche testimonianze scritte sulla presenza di Ursus arctos marsicanus in quel di Capracotta, fino ad arrivare alla fatidica data del 23-24 ottobre 2022, quando il centro storico di Capracotta è stato probabilmente visitato da un bell'orso, del quale si sono ritrovati gli inconfondibili escrementi in via Roma, all'altezza del civico 27.

Avvertito da Gabriella Paglione - che fa parte della rete di monitoraggio dell'orso bruno marsicano in Abruzzo e Molise - ero stato in un primo momento invitato al silenzio, perché si era deciso di non diffondere fotografie e notizie in merito, ma sin da subito avevo segnalato l'urgenza di pubblicizzare l'evento per due motivi fondamentali: salvaguardare la bestia e valorizzare il territorio. Se tutti sanno che c'è un orso, mi son detto, sarà più difficile per chicchessia usargli violenza perché l'opinione pubblica sarà sensibilizzata sull'argomento. E se tutti sanno che c'è un orso, Capracotta potrà ottenere un meritato exploit mediatico, senza tirare in ballo la qualità dell'aria che, si sa, a 1.421 metri è pura in ogni dove.


La Fonte dell'Orso e lo Iaccio dell'Orso (foto: O. D'Andrea).

Si sta ora cercando di capire se l'orso sia entrato in paese passando dalla villa comunale o se invece - come penso io - sia salito dalle cavùte del Rione S. Giovanni: è un nodo che spetta agli esperti del settore sciogliere.

Di sicuro la frittata è fatta: a Capracotta c'è l'orso e questa, di per sé, è una notizia meravigliosa. Speriamo di individuare presto l'esemplare a cui, il prima possibile, i bambini delle nostre scuole dovranno dare un bel nome!


Francesco Mendozzi

 

Bibliografia di riferimento:

  • Parco Nazionale d'Abruzzo, Relazione Sipari, Ed. del Parco, Roma 1926;

  • L. Porreca, Passeggiata in Abruzzo, Montemurro, Matera 1957;

  • G. Tarquinio, Testimonianze storiche della presenza dell'orso bruno marsicano in Abruzzo e nelle aree limitrofe, Grafitalia, Sora 2001.

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