• Letteratura Capracottese

Per la verità


La buona società capracottese al circolo "Calzella Carfagna" (foto: G. Paglione).

Si crede dai volponi spelacchiati che i giovani che tornano sieno ancora gl'imbelli ragazzi di qualche anno fa, dimenticando che nel loro petto palpita e rugge un cuore di leone!

Tornano in congedo a Capracotta i soldati troveranno i prodi compagni stretti e concordi in un patto fiero e leale di fede e di amore, di amicizia e di fratellanza. Però allo scendere dall'automobile troveranno i seguci sguinzagliati e pagati dai padroni, per mistificarli con delle stupide asserzioni e con delle volgarissime menzogne. Si dirà loro di non iscriversi alla "Cesare Battisti" perché passeranno guai: che ad essa vi fanno parte filibustieri e briganti (così si chiamano da alcuni, scambiando i propri biglietti da visita, i giovani che si sono battuti valorosamente per la patria). Si risponda a quei lacchè poco decenti, che hanno impresso sul viso l'untuoso marchio di fabbrica dei servitori, quello con cui si trattavano i nemici dell'Italia; si risponda loro con sprezzante alterigia affermando recisamente di non voler essere più soggetti a nessuno e che solo compagni e fratelli si desidera essere nel più giusto e sennato arbitrio. Si riponda che essere socio della "Cesare Battisti" è onore ambito a cui tutti non possono aspirare, poiché è riservato privilegio degli aristocratici dell'onore, degli eletti che furono elementi fattivi delle fortune della patria! Pertanto si sono escogitati tutti i mezzi, provati tutti i più gretti e meschini espedienti contro il generoso, fervente impulso che insorge dalle giovanili libere anime capracottesi. Dalla macchia, debitamente appiattati (come i banditi e relativi manutengoli), dapprima si lanciò l'epiteto ingiurioso di "teppisti"; poi si fece circolare pel paese l'insulsa diceria dello imminente arrivo di un plotone di quaranta carabinieri incaricati di... cestinare l'associazione. Si buccinò altresì che si sarebbe contrapposto un altro Circolo, naturalmente di... soldati sbandati, imboscati, esonerati ecc ecc. per cui riservavamo suggerirne il titolo: "Circolo dei pecori, dipendenza e schiavitù".

Al Circolo "Calzella Carfagna", il geniale luogo di convegno dell'amicizia e della signorilità capracottese (imbastardito ora dalla prepotente invadenza di teutonici barbassori), che ha tollerato l'accoglimento di elementi di tutte le specie e di tutte le tendenze, si fece un atto di inqualificabile partigianeria. Con concetto assolutamente liberticida si dette l'ostracismo a tre socii, onestissimi giovani, fra cui un bravo invalido, che sempre irreprensibilmente avevano ottemperato alle regole dell'onore rei soltanto di essere, per ragioni di principio, avversarii dell'on. Mosca.

Ad una buona donna, moglie di un cosciente operaio si minacciò il ritiro della concessione della panificazione dell'asilo infantile se non induceva il marito al ritiro dal Circolo... incriminato!

Si sono tentate persino coercizioni sulla padrona di casa dove ha sede il Circolo stesso, naturalmente invano, pur non pensando che si ha a disposizione un elegante appartamento, munito di tutti il confort moderno, al terzo piano della palazzina di piazza dei... Ferretii, da dove, essendo altolocati, si dominerebbe egregiamente la situazione. Ora continuamente si fanno incessanti ed indebite pressioni ed intimidazioni ai socii per indurli a dimettersi. Tutte le losche manovre, tutte le arti rie sono state messe in azione per falsare e mentire il nobilissimo scopo dell'associazione. Ogni famiglia è stata catechizzata ad usum Delphini colla più sfacciata improntitudine, prospettando gl'immaginari disastri, nonché le non meno ipotetiche conseguenze catastrofiche. Risum teneatis?

Giorni fa, conversando con la madre di un soldato appresi tutta l'astuta malignazione con cui si era abbindolata e convinta la sua ingenua mentalità per parte di volgari mestatori. Le si era fatto capire che il Circolo Battisti si è ingiustamente messo contro a tutti i galantuomini del paese, mentre esso ha l'unica ed alta finalità morale di combattere soltanto i non molto encomiabili uomini galanti. Bastarono poche franche e leali spiegazioni per farla ricredere e consentire che il figlio rimanesse nella Società, mentre prima ne lo aveva dissuaso.

Col fuoco di fila delle tormentose, bugiarde ed ipocrite manovre in difesa disperata del proprio egoismo, i soliti ignori hanno sempre provocata una salutare ed energica reazione, facendo aumentare il numero degli arditi che si batteranno strenuamente per il trionfo dell'Idea onesta ed evoluta che presto o tardi assoggetterà tutti i cuori col fascino irresistibile d'una passione travolgente. Noi siamo lietissimi del lusinghiero apprezzamento che le persone perbene tributano alla nostra coraggiosa levata di scudi e siamo soddisfatti nel vedere schizzare veleno e bava dalla bocca dei rettili pericolosi, nel vederli ingiallire dalla bile che serpeggia nelle loro vene come una qualunque lue celtica. Essi stessi vedono l'inanità dei loro vani conati e si aggruppano naufraghi, all'unica tavola che credono la loro salvezza, cioè al caposaldo politico, ignorando volutamente che il Circolo Battisti, sorto per ideali di libertà non fa alcuna imposizione ai suoi socii, a cui lascia la più illimitata indipendenza di giudizio e di scelta, rispettando ogni pensiero ed ogni convinzione.

Perciò tutti i cittadini onesti ci debbono aiutare nell'opera buona che ci accingiamo a fare, nel cui ambito severo e solenne scompare la pochezza della nostra persona modestissima. Insieme dobbiamo assolvere l'increscioso incarico di ripulire le stelle di Angio; dobbiamo sistematicamente diffidare delle truccature filantropiche, delle vantate ed insussistenti benemerenze, delle gentilezze forbite, eleganti ed... interessate a base di sorrisi stereotipati e delle strette di mano studiate da Gandolin, dell'industre e fiorente istituto dei compari. Per tal modo eliminate o ridotte ai minimi termini le poche rane di Esopo, gonfie d'oro, di ambizione e di altro (che si contano nelle dita di una mano ed anche meno), il nostro paese potrà riprendere il suo progressivo cammino sulla via maestra della civiltà e ritrovare la pace, l'affetto e l'amore che fremeva nell'anima collettiva della sua antica società patriarcale!

Combattendo poi indegnamente la Società Battisti con le arti subdole della scorrettezza e della coercizione si ottiene precisamente l'effetto contrario, facendole della buona e gratuita reclame, facendo trionfare il principio paradossale che coll'avversarla si aiuta la causa giusta che difendiamo e, per riflesso, aumentano le palle nere contro l'on. Mosca.


Giovanni Paglione

Fonte: G. Paglione, Corrispondenze: Capracotta, in «Il Faro», I:11, Isernia, 10 giugno 1919.

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