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Polvere di cantoria: musica dallo spazio

  • Immagine del redattore: Letteratura Capracottese
    Letteratura Capracottese
  • 8 ott
  • Tempo di lettura: 4 min

Apollo Gemini Soyuz Vostok

Il problema oggi non è l'energia nucleare

ma il cuore dell'uomo.

[A. Einstein]


L'immenso, ed in eterna costruzione, edificio della storia dell'uomo si innalza su eventi straordinari e grandiosi nel bene e nel male, pietre angolari ed architravi il cui ricordo ha riempito archivi e biblioteche segnando profondamente l’animo dei posteri. Ma tra un bulino e l’altro, infiniti piccoli sassolini e granelli di malta si aggiungono, quasi ignorati, ad armonizzane la struttura: eventi quotidiani, accadimenti locali. Molti verranno dimenticati ma non per questo non sono mai esistiti. Altri saranno sporadicamente ricordati ma, pur se piccoli, segneranno l'animo di chi saprà mai interpretarli.

Questa è la descrizione di come, accanto ad una architrave, un grano di malta possa far sorridere e scaldare il cuore e di come l'animo umano possa avere curiose uscite.

Ah, dimenticavo! Anche questa è una storia di Natale...

Bambino degli anni '60, ero affascinato e rapito, al punto di essere preso per i fondelli dai miei amici - brutti affettuosi e indimenticabili bastardi, ancora non vi ho perdonato, ma vi voglio bene lo stesso! - dagli eventi umani e tecnologici che connotavano quella fantastica avventura che fu la corsa allo spazio e la instancabile disputa tra U.S.A. e U.R.S.S. per il predominio di quella che fu definita l'ultima frontiera (e che Star Trek mi perdoni). Se con Jurij Gagarin i sovietici erano stati i primi a lanciare un uomo nello spazio, gli statunitensi miravano alla conquista della Luna.

In particolare le missioni statunitensi Gemini, precedute dal programma Mercury, furono importanti per lo studio delle attività veicolari ed extraveicolari umane in preparazione alle missioni Apollo: lo studio teorico delle dinamiche e dei fenomeni possibili in assenza di atmosfera e di gravità veniva via via messo alla prova e verificato sul campo. La moderna tecnologia elettronica, la cibernetica e la miniaturizzazione stavano nascendo in quel momento.

La missione Gemini 6, con gli astronauti Walter Schirra (di origini sarde), comandante, e Thomas Stafford, era stata concepita per manovre di rendez-vous e successivo aggancio con un veicolo bersaglio GATV-6 Atlas-AGENA. Tuttavia, il lancio degli astronauti, previsto per il 25 ottobre 1965, fu annullato a pochi secondi dalla partenza, a causa del malfunzionamento del veicolo bersaglio poco prima sparato verso l'orbita col conseguente e necessario comando di autodistruzione. La missione rimase pertanto congelata e si passò alla programmazione del programma Gemini 7 con Jim Lovell (il futuro comandante della celebre missione Apollo 13) e Frank Borman (che comandò Apollo 8, la prima navicella ad orbitare attorno alla Luna). Il compito di Gemini 7 era anche quello di verificare le attività umane extraveicolari e sperimentare le manovre di autovestizione dei piloti con le tute di volo in alternanza a quelle spaziali.

Si pensò tuttavia anche al recupero di Gemini 6: l'idea fu quella di svolgere manovre di rendez-vous tra le due capsule con un lancio quasi in contemporanea e la missione rivestì una tale importanza da essere annunciata personalmente dal presidente degli U.S.A. Lyndon Johnson. Il 7 dicembre 1965 Gemini 7 si alzò dalla rampa di lancio, seguita il 15 dicembre da Gemini 6A (così fu rinominata Gemini 6). L'avventura si presentava estremamente complessa: il centro di controllo di Houston doveva seguire in contemporanea due navicelle, le relative comunicazioni e le telemetrie. Gemini 6A, giunta in orbita cominciò ad eseguire dei "giri di danza" attorno a Gemini 7, portandosi anche a circa 30 cm di distanza muso a muso! In questa ultima manovra gli astronauti potevano vedersi direttamente dagli oblò e, alla domanda di Lovell da Gemini 7: «Com’è il panorama?», Schirra da Gemini 6A rispose: «Pessima! Se guardo dal finestrino vedo le vostre due brutte facce!».

Questa manovra fu molto importante: già nel 1963 i sovietici avevano svolto un rendez-vous con le navicelle Vostok, ma tale incontro era sto possibile tramite appositi calcoli balistici al momento del lancio: nel caso Gemini 7/6A, per la prima volte le capsule si muovevano comandate direttamente dai piloti.

Terminato il suo compito, Gemini 6A si apprestava al rientro, quando, con estrema angoscia, il direttore di volo ad Houston e con tutti gli operatori quasi in preda al panico, sentì dagli altoparlanti la voce di Schirra: «Houston, abbiamo appena avvistato un oggetto volante non identificato! Orbita attorno alla terra tracciando una rotta da nord a sud, non sembra intenzionato a rientrare! L'U.F.O. è formato da un modulo di comando principale con davanti altri otto moduli più piccoli ed il pilota è vestito di rosso e ci sta salutando! Fermi tutti! Sta cercando di segnalarci qualcosa!»

A quel punto un suono di campanelli si diffuse dagli altoparlanti e contemporaneamente una armonica a bocca intonava "Jingle bells"...

"Jingle bells" fu composta nel 1857 per la festa del Ringraziamento da James Lord Pierpont e pubblicata con il nome "One horse open sleigh". Ispirata alle corse delle slitte che nel XIX secolo si tenevano nel Massachussets, soltanto nel 1859 assunse il nome attuale diventando il celeberrimo canto di Natale.

I due astronauti buontemponi avevano nascosto armonica e campanelli nel piccolo bagaglio per gli effetti personali: Schirra l'armonica e Stafford i campanelli, adducendo successivamente di aver evitato semplicemente di cantare poiché stonati come due granchi. Oggi i due strumenti sono conservati allo Smithsonian Air and Space Museum come testimoni dei primi strumenti musicali portati in orbita e della prima musica venuta dallo spazio.

Il 16 dicembre 1965 Gemini 6A ammarò nell'Oceano Atlantico e fu recuperata dalla portaerei USS WASP dopo 16 orbite per un totale di 694.415 km, percorsi all'altezza media di 280 km.

Walter "Wally" Schirra, classe 1923, fu pilota da combattimento della US Navy e poi pilota collaudatore, partecipò anche alla missione Apollo 7. Lasciò il servizio presso la N.A.S.A. pochi giorni prima che nel luglio 1969 Apollo 11 partisse per la Luna. È scomparso nel 2007, e nel 2009 ha dato il nome alla nave militare USNS Wally Schirra, classe Lewis & Clarck, dedicata agli esploratori.

Thomas Stafford (1930-2024) fu comandante di Gemini 9 insieme a Eugene Cernan e poi comandante di Apollo 10, prova generale di Apollo 11. Fece parte anche dell'equipaggio della missione congiunta Apollo-Soyuz nel 1975.

Come ho detto, un granello di malta, una canzoncina dallo spazio, due spiritosoni in orbita e una crisi d'ansia di un direttore di volo a terra ma, pensandoci bene, un raggio di umanità, di calore e di sentimento anche nel freddo tecnologico di una missione spaziale.


La vita ha valore grazie ai sentimenti,

alle emozioni, al pianto.

[A. Merini]


Francesco Di Nardo

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