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Polvere di cantoria: ombre, profili e artisti

  • Immagine del redattore: Letteratura Capracottese
    Letteratura Capracottese
  • 15 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min


Curiosando in giro alla ricerca di informazioni relative al mondo della Musica ed alle sue connessioni ci si può imbattere in notizie o immagini che stimolano notevolmente la fantasia dei curiosi. Mi sono trovato ancora una volta in tale situazione davanti alla fotografia di un'opera di Otto Böhler (1847-1913) dal titolo "Brahms' Ankunft im Himmel" (L'arrivo di Brahms in Paradiso). Ma prima di descrivere l'autore e la sua opera è interessante esplorare la tecnica figurativa che si presenta alla nostra osservazione: la silhouette.

Tale arte visiva consiste nel riprodurre l'immagine del soggetto rendendone visibile esclusivamente la sagoma del profilo.

Il ritratto di profilo, da cui deriva la silhouette, ha origini estremamente antiche: Plinio il Vecchio (23-79) nella sua "Storia naturale" riferisce che tale tecnica pittorica veniva adottata dagli antichi Egizi già seimila anni prima che divenisse appannaggio dei Greci che, comunque, ne rivendicavano la metodica di tracciare il contorno del profilo umano ricalcando l'ombra proiettata dal soggetto su una apposita superficie. Il disegno del profilo risulta molto più semplice rispetto alla raffigurazione a volto intero grazie alle caratteristiche peculiari delle strutture anatomiche che lo compongono. Anche i Romani rappresentarono il profilo del volto umano specie nella monetazione. Il Rinascimento utilizzò a piene mani, e con successo, la profilazione. Ricerche scientifiche hanno appurato che l'occhio umano percepisce con estrema precisione informazioni quali età e sesso solo mediante l'osservazione del profilo che, pertanto, è la forma più facilmente riconoscibile ed identificabile di qualsiasi personaggio.

In particolare la silhouette del volto umano ebbe una notevole diffusione tra il XVIII e il XIX secolo quale ritrattistica a basso costo rispetto alla pittura dei miniaturisti, molto costosi, operata da artisti dediti esclusivamente a tale produzione tramite ritaglio della figura su materiale quale il cartoncino e operanti in fiere o mercati. In tal modo anche i meno abbienti potevano conservare ritratti dei propri cari con minore impegno economico. Ma anche i benestanti non disdegnavano una silhouette spesso impreziosita dalla qualità delle decorazioni accessorie o del materiale di supporto.

La tecnica di produzione seguiva tre metodi:

  • dipinto (su avorio, carta, gesso e vetro, a rovescio);

  • scavo (immagine negativa tracciata ritagliando la figura su carta chiara e adagiata su fondo scuro);

  • taglia e incolla (ritaglio su carta scura incollato su fondo chiaro).

Varie le dimensioni: da piccolissimi ritratti da incastonare in medaglioni a opere più grandi per includere busti o figure intere. Nei paesi Britannici le giovani donne imparavano questa arte insieme al ricamo, al cucito e alla musica, mentre nell’area Germanica assunse forme più elaborate e fu utilizzata anche per raccontare storie ed aneddoti. Molti furono gli artisti e celebri: lo stesso Hans Christian Andersen (1805-1875) oltre ad essere poeta e scrittore fu un famoso profilatore. Spesso questi pittori vennero richiesti anche per studi scientifici medici ed antropometrici.

Chiamata originariamente "profilo" o "sfumatura", prese il nome attuale da Etienne de Silhouette (1709-1707), Ministro delle Finanze di Luigi XV, famoso per la sua rigida ed estrema parsimonia nel gestire i conti pubblici arrivando anche a limitare le spese personali del Re. Si narra che Madame de Pompadour (1721-1764) suggerisse ironicamente di far ulteriore economia dipingendo le figure nei palazzi pubblici e reali con i ritratti à la silhouette consacrando così una definizione esclusiva di questa tecnica quando già il termine veniva adottato per indicare quasiasi azione "fatta al risparmio".

I ritratti à la silhouette furono successivamente abbandonati causa l'avvento della fotografia ma rimanendo, fino ai nostri giorni, un semplice e simpatico vezzo artistico.

Tuttavia dalle silhouette possiamo desumere informazioni di storia e di costume. Le silhouette di Johann Sebastian Bach (1685-1750) e della sua prima moglie, e cugina in secondo grado, la cantante Maria Barbara Bach (1684-1720) vengono fatte risalire al periodo tra il 1714 e il 1717 anche se non si è sicuri fossero effettivamente state tratte dal vivo. Maria Barbara viene ritratta con l'acconciatura tipica del periodo mentre il Maestro veste la livrea dei "lacchè" (sic) dei Duchi di Weimar, di cui era organista, attestata dal codino con il fiocco che sporge dalla rituale parrucca.

Tale figura, che si può virtualmente sovrapporre ai due ritratti del Maestro operati da Elias Gottlob Haussmann (1695-1774) risalenti al 1746 e al 1748, ha consentito una migliore identificazione del cranio del compositore dopo il ritrovamento dello scheletro (1894) nei pressi della Johanneskirche di Lipsia.

Otto Böhler, con cui abbiamo cominciato, fu anche scrittore ma artista eccelso nell'arte della silhouette. Allievo del pittore Wenzel Ottokar Noltsch (1835-1908) si dedicò esclusivamente alle silhouettes abbandonado la pittura propriamente detta. Grande estimatore di Richard Wagner (1813-1883) partecipò come sostenitore al primo Festival di Bayreuth. Si dedicò alla ritrattistica dei musicisti coevi e del passato e le sue opere, pur raramente esposte, entrarono a far parte delle iconografie di giornali e cartoline. Creò anche delle storie condelicati sentori ironici ed i personaggi raffigurati nelle loro pose caratteristiche o abituali.

Ne "L'arrivo di Brahms in Paradiso" vediamo in basso a sinistra l'imponente figura del compositore che riceve l'abbraccio di benvenuto da Schumann alle cui spalle attendono Bruckner, Mendelssohn, Schubert, Listz, Bülow e Berlioz. Nella parte superiore, l'Olimpo, i padri nobili Haydn, Weber, Wagner, Beethoven, Mozart, Glück e Händel osservano la scena mentre Bach siede all'organo.

Bach è rappresentato all'organo anche nella silhouette dedicata all'arrivo in Paradiso di Bruckner, mentre nel "Compleanno di Schubert" il Maestro dialoga con Wagner e Weber.

Nel luglio 1979, mentre visitava New Orleans, sulle rive del Mississippi, il dott. Antonio Di Nardo ebbe la sua silhouette da un artista di strada, silhouette alla quale ho affiancato la mia.


W.A. Mozart si presenta sulle soglie del Paradiso:

Dio: Benvenuto figliolo! Per ringraziarti della bellezza che hai donato al mondo, ti ho riservato il posto di direttore dell'orchestra del Paradiso!

Mozart: Grazie, mio Signore! È un grande privilegio! Ma il Maestro Bach dov'è?

Dio: Figliolo... Io sono Bach!


Francesco Di Nardo

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