I Sanniti di Pietrabbondante erano filoromani di sinistra?
- Letteratura Capracottese
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Nel 1996 si tenne in Agnone un memorabile convegno sulla cosiddetta "Tavola di Agnone" al quale intervennero i migliori archeologi e linguisti d'Italia. Tra gli altri Loretta Del Tutto Palma e Giovanni Colonna.
Tutti indistintamente gli scritti partivano dall'accettazione per buona di una delle più grandi truffe archeologiche della storia italiana: la presunta scoperta di una tavola di bronzo ad opera di Saverio Cremonese in agro di Capracotta. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti.
Agli inizi del nuovo millennio, grazie alle intuizioni di Giuseppe Ciaramella e Pietro Mastronardi, si è scoperto che la Tavola di Agnone è una clamorosa patacca fatta interrare a Capracotta per simulare un rinvenimento archeologico fuori dell'area di Pietrabbondante che era di proprietà dello Stato.
Una truffa i cui retroscena sono oggi chiarissimi perché l'originale è custodito dagli eredi dell'orafo agnonese che l'aveva acquistato da un vaccaro (Domenico Tisone) che l'aveva rinvenuta sul lato occidentale del teatro ellenistico-sannita.
Il saggio di Loretta Del Tutto Palma, sebbene basato sull'analisi della patacca conservata a Londra, è ineccepibile e costituisce una lezione insuperabile per quanti vogliano comprendere il senso di quella tavola.
C'è un solo problema: la delocalizzazione truffaldina del reperto da Pietrabbondante a Capracotta, benché si trattasse di una patacca, ha determinato una illogica interpretazione della storia. Perciò non entro nel merito delle interpretazioni linguistiche se non per arrivare a conclusioni diametralmente opposte a quelle dell'archeologia ministeriale che pensa di aver messo un tappeto sulla grande quantità di affermazioni che oggi si rivelano del tutto improbabili. In altri termini, è come se si studiasse la Divina Commedia analizzando una fotocopia fac-simile del manoscritto dantesco. Le conclusioni linguistiche sarebbero indiscutibilmente corrette, ma non sarebbe corretto sostenere di aver esaminato l'originale.
Fatta questa precisazione vengono fuori considerazioni di altro tipo. Nessuno studioso si azzarda a dare una datazione precisa della Tavola Osca, ma non c'è nessuno studioso disposto a sostenere che sia precedente al 250 avanti Cristo. A Londra, per ovvi motivi, si rifiutano di fornire i risultati delle indagini approfondite che toglierebbero ogni dubbio sulla falsità del reperto, mentre i burocrati ministeriali italiani non agiscono per la tutela dell'originale che, essendo proveniente da un luogo di proprietà dello Stato Italiano, dovrebbe essere acquisito al Demanio Statale.
Ugualmente problematica e la datazione e il riconoscimento del busto di tribuno trovato a Pietrabbondante ma che, con un'altra operazione truffaldina, fu dichiarato proveniente da S. Giovanni Lipioni. Una storia molto particolare di cui oggi conosciamo i retroscena. Per questo, mi limito a cercare di dare un senso alle cose scritte dagli specialisti mettendo in ordine le conoscenze storiche di cui disponiamo.
Questa è la sintesi degli avvenimenti sanniti che sono documentati dalle fonti storiche e universalmente sono riconosciuti:
423 a.C. - Consoli romani C. Sempronio e Q. Fabio Vibulano. I Sanniti conquistano Volturno (Capua, odierna S. Maria C. V.) che era degli Etruschi. Strage di Etruschi.
354 a.C. - I Romani fanno due guerre. La prima contri i Tiburtini. È conquistata Sassula. La seconda contro i Tarquiniesi. 358 prigionieri, gli altri uccisi. I Sanniti intimoriti chiedono a Roma (ed ottengono) un patto d'amicizia.
353 a.C. - Consoli romani C. Sulpicio Petico (4ª volta) e M. Valerio Publicola (2ª volta). Guerra contro gli Etruschi. Notizia di preparazione di guerra da parte dei Volsci. Il Senato decide di mantenere i due fronti di guerra: Petico contro gli Etruschi, Publicola contro i Volsci.
348 a.C. - Roma conclude una pace con i Cartaginesi. Satrico viene ricostruita dai Volsci.
346 a.C. - Il Senato comanda a M. Valerio Corvo e C. Petelio di assalire i Volsci che si preparavano alla rivolta con i Latini. Satrico è distrutta ed incendiata, escluso il tempio della Mater Matuta.
345 a.C. - Consoli M. Fabio Dorsuone e S. Sulpicio Camerino. Comincia la guerra con gli Aurunci. Viene eletto dittatore Cn. Manlio Capitolino. Riportata la vittoria sugli Aurunci, si costruisce il tempio a Giunone Buona Consigliera. Viene conquistata Sora ai Volsci.
343 o 336 a.C. - Inizia la guerra contro i Sanniti per causa indiretta. I Sanniti avevano dichiarato guerra ai Sidicini (Teano) che ricevono l'aiuto dei Campani. I Sanniti, battuti i Sidicini, attaccano i Campani a Capua e presso i monti Tifata. I Campani chiedono aiuto a Roma.
341 o 331 a.C. - Alessandro il Molosso sbarca a Pæstum e impegna i Sanniti in Lucania. Valerio Corvo vince le battaglie di Gaurus (presso Capua o Napoli) e Suessola ed occupa la Campania. In quest'epoca la linea di demarcazione tra Romani e Sanniti è il fiume Liri ed il massiccio di Roccamonfina.
330 a.C. - I Romani tentano l'invasione del Sannio ma viene a mancare l'aiuto di Alessandro il Molosso che muore. Gli eserciti sanniti si ricongiungono e battono gli eserciti consolari presso le Forche Caudine. I Romani sono costretti alla pace.
326 a.C. - La concessione romana ai Campani della civitas sine suffragio e la fondazione di Fregellæ, nelle immediate vicinanze del Liri, sono la causa della seconda guerra sannitica.
323 a.C. - I Romani spostano le azioni in Puglia. Papirio Cursore conquista Luceria. Cominciano a mancare ai Sanniti i territori di valle.
321 a.C. - Fine della seconda guerra sannitica.
309 a.C. - I Tarentini, preoccupati dell'espansione romana, chiedono aiuto a Sparta. I Sanniti sollecitano gli Equi, Marsi, Peligni e Marrucini alla rivolta contro Roma per rompere l'accerchiamento.
303 a.C. - I Romani risalgono il Liri dalla colonia di Sora fondata in quell'anno. Vengono sopraffatti gli Equi.
299-298 a.C. - Inizia la terza guerra sannitica. I Lucani vengono assaliti dai Sanniti e chiamano in aiuto i Romani. A Nord i Romani erano pressati dai Galli.
298 a.C. - L. Cornelio Scipione Barbato si sposta in Etruria. Cn. Fulvio Massimo conquista Bovianum (attuale Boiano). L. Cornelio Scipione Barbato conquista Taurasia, Cisauna e Sannia.
297 a. C. - Q. Fabio Rulliano e P. Decio Mure conquistano il Matese.
296 a.C. - P. Decio Mure prende le fortezze di Murgantia, Ferentinum (Ferrazzano?) e Romulea. Il sannita Gellio Egnazio tenta di spezzare l'accerchiamento raggiungendo l'Etruria e gli Etruschi, tranne Arretium, si schierano con i Sanniti. Il successo di Gellio crea il panico a Roma che si trova costretta ad arruolare anche i liberti. Vengono chiamati rinforzi dalla Campania ed i Sanniti ne approfittano per assalirla. Mianazio Staio conquista i territori falerni e aurunci. Fabio Rulliano riconquista parte del territorio e nuove colonie vengono fissate a Minturnae e Sinuessa.
295 a.C. - I Romani preparano almeno 6 legioni. Fabio Rulliano, poi aiutato da Decio Mure, si muove contro Perusia a nord per rompere il fronte etrusco-sannita che si avvale anche dell'aiuto dei Galli Senoni presso Camerinum. Il fronte viene rotto ed i Sanniti rientrano nel loro territorio. A sud i Sanniti, con alterne fortune, giungono fino a Formia riprendendo Sinuessa e Minturnæ. Appio Claudio il Cieco li respinge di nuovo all'interno del Matese.
294 a.C. - I Sanniti ottengono una clamorosa vittoria presso Luceria e sul fronte opposto sfondano verso il Liri. Sora e Interamna Lirenas bloccano l'avanzata.
293 a.C. - I Sanniti compiono uno sforzo colossale formando la legione che verrà definita da Livio "linteata". Gli eserciti sanniti erano concentrati a Cominio e ad Aquilonia (l'area sacra dell'attuale Pietrabbondante). Spurio Carvilio Massimo da Interamna Lirenas (Pignataro Interamna), passando per Casinum, Amiternum (S. Elia Fiumerapido?) e Atina, va a conquistare Cominio (Alvito?). Papirio Cursore, muovendo dalla bassa valle del Volturno, passando per Rufræ (Presenzano) e Venafrum, raggiunge Aquilonia, nei pressi di Bovianum Vetus (Pietrabbondante).
292 a.C. - Vengono definitivamente sconfitti i Sanniti.
290 a.C. - I Sanniti vengono inglobati nello Stato romano in qualità di cives sine suffragio.
283-272 a.C. - I Sanniti si schierano contro Roma approfittando anche della presenza di Pirro che viene in aiuto dei Tarentini.
269 a.C. - Lollio, un carecino fuggito da Roma, provoca una insurrezione che viene repressa da Ogulnio Gallo e C. Fabio Pittore.
217 a.C. - Annibale cerca di sobillare le tribù sannite contro Roma. I Sanniti sostengono Roma con ottomila fanti e cinquemila cavalieri sconfiggendo il cartaginese presso Gerunium.
216 a.C. - Dopo la vittoria di Canne, Annibale riceve l'aiuto di Irpini e Caudini. Parte dei Sanniti rimangono fedeli a Roma ottenendo in seguito numerosi privilegi.
215 a.C. - I Romani riconquistano i centri irpini di Vescellium e Sicilinum ed i centri caudini di Cubultera, Trebula e Austicula.
214 a.C. - La Campania viene riconquistata dai Romani.
Quindi la Tavola Osca, nella migliore delle ipotesi, sarebbe stata fusa quando il Sannio era stato già interamente conquistato dai Romani. Perciò, in assenza di qualsiasi indagine autoptica sulla Tavola Osca originale, possiamo cercare di capire cosa sia avvenuto in area sannita dopo la conquista romana.
Sicuramente vengono forti dubbi sulla esatta datazione del bronzo perché la sua esistenza è collegata a una trasformazione sostanziale del sistema economico con il crollo momentaneo dell’economia transumante e il nascere di quella cerealicola. Perché, nella sostanza, la Tavola Osca è un elenco di invocazioni a Cerere e alle divinità ad essa collegate. È un momento in cui il rapporto con Roma si modifica sostanzialmente proprio perché si modifica il sistema economico sannita.
In questo clima si sviluppa l'attività di Caio Gracco che fu perseguitato a Roma proprio per il suo atteggiamento favorevole all’attività agricola dei Sanniti con la la sua lex frumentaria.
Tribuno della plebe romano (154-121 a.C.), figlio di Tiberio Sempronio Gracco, console nel 177 e nel 163, e di Cornelia, figlia di Scipione l'Africano. Sostenne leggi finalizzate a garantire la sovranità del popolo. Confermò la legge agraria di Tiberio e propose di estendere la cittadinanza romana ai latini e agli italici, compresi i Sanniti. Le sue iniziative provocarono una reazione conservatrice che portò al suo assassinio.
La lex frumentaria regolava la distribuzione gratuita di frumento (o comunque a prezzi agevolati) al popolo di Roma (frumentationes). Con la lex sempronia frumentaria del 123 a.C. l'erario acquistava il grano in Sicilia che, trasportato fino al porto di Ostia, veniva venduto a prezzo calmierato.
La legge frumentaria fu ripresa successivamente per iniziativa di Lucio Apuleio Saturnino, tribuno seguace di Mario. Nel 103 a.C. Saturnino riprese con decisione i tentativi dei Gracchi grazie al discredito nel quale il partito senatorio era caduto a causa della guerra giugurtina e di quella contro i Cimbri e i Teutoni.
Nel suo primo tribunato Saturnino favorì l'elezione di Mario. Al suo quarto consolato nel 102 propose una legge agraria che prometteva ai soldati 100 iugeri di terreno e riduceva il prezzo del grano distribuito alla plebe.
Le leggi rivoluzionarie proposte da Saturnino non furono gradite a Mario e alla classe dei cavalieri. Saturnino e i suoi furono costretti alla resa. Nonostante l'impegno di Mario a seguire una procedura regolare procedura, essi furono uccisi a seguito di un tumulto.
Così finì il terzo tentativo di rinnovamento democratico di Roma, fatto senza l'aiuto degli eserciti. L'errore di Saturnino fu di non avere avvertito che dopo la formazione degli eserciti proletarî questi costituivano ormai la sola forza capace di risolvere le contese civili, e che senza il loro aiuto non era possibile rovesciare l'oligarchia senatoria. [G. De Sanctis, 1936]
Con Silla le frumentationes furono poi sospese. Di fronte al silenzio della scienza e al sistematico depistaggio delle indagini archeologiche di regime possiamo tentare di dare anche un nome all’immagine del tribuno trovata a Pietrabbondante immaginando che possa essere proprio quella di Lucio Apuleio Saturnino.
In sintesi:
la Tavola Osca è sicuramente successiva alla romanizzazione del Sannio iniziata nel 291 avanti Cristo;
rappresenta la conversione da una civiltà prevalentemente pastorale a quella cerealicola;
Cerere diventa la divinità di riferimento;
Caio Gracco e Lucio Apuleio Saturnino, con la lex frumentaria, prendono atto del cambiamento del sistema economico sannita per lo sviluppo dell'attività cerealicola compatibile con il sistema agricolo romano;
potrebbe essere di Lucio Apuleio Saturnino l'immagine del tribuno romano trovata a Pietrabbondante.
Franco Valente


