• Letteratura Capracottese

Il segno di un abbaglio


Il bicentenario della festa della Madonna di Loreto, 9 settembre 1928.

Negli ultimi tempi, ad una sagra paesana ed evocativa dei kaprakottesi sparsi nei dintorni extraterrestri dell'"Altro Mondo", dopo aver parlato e ricordato dei tanti eventi a loro accaduti e messo a fuoco i loro ricordi personali e del paese della famosa Pezzata, hanno deciso di agire per una camminata alle origini, affiatando un sopralluogo ricordevole. Tutto è derivato dal succo della genetica kaprarese, che è evidente e che in ogni caso rimane, ed anche nell'eternità.

Improvvisando una locandina per l'iscrizione ove si stabilisce il da farsi, si preparano all'evento, che deve essere segreto ed originale, ma sempre con lascio condotto del Padreterno! Così producendo, si fissano appuntamento al punto già stabilito, pressappoco al Ponte delle Stelle, ove le costellazioni Montepenne Grecor e Monte Miglies fanno da riferimento.

La "Tradotta volante" dei nuovi transumanti, al comando d'esperti massari, è già pronta per salpare, guidano la "carovana" le greggi sannitiche, la traversata dovrà essere una passeggiata cosmica ad ecologia festante, senza problemi di sorte o altri accidenti improvvisati.

Sui gioiosi lati dello stellato tratturo, infuocati dall'emozione, un plotone della "Milizia Caracenica-Pentro-Sannitica", alza il gladio e rende onore alle bianche ed alate sacerdotesse, le quali guidano la processione, al canto dell'inno alla Madonna di Loreto, che ha messo a disposizione tutta la Sua Santissima Anima ed il proprio Immacolato Cuore per le Sue illustrissime anime, che tanto l'hanno amata e implorata col Santo Rosario ed altre pregiatissime preghiere, scritte nel profondo silenzio delle proprie sofferenze o delle inerenti allegrie, ma in ogni modo fino agli estremi, anche nei momenti più difficili o nei tormentati periodi della loro terrena esistenza ed in modo speciale, al marcato e sofferente distacco dei propri cari che si traumatizzava con tutta la potenza affettiva, proprio davanti alla Sua Santa Casa del bosco di Vallesorda alle partenze settembrine verso le calde pianure delle Murge:


Madonna dei tratturi

del bosco di Vallesorda

nessuno mai si scorda

Sei un mare di bontà!

Santissima del pastore

or sempre e a tutte l'ore

ci copri con l'amore

la via nel transitar!

È bello l'intero manto

è azzurro tutto il campo

sei Tu il nostro scampo

che ci soccorri ancor!

Madonna di Loreto

torniamo da Lucera

che bello, tutto era

ci hai donato il cuor!

Stella di Capracotta

Lume dell'Appennino

Faro col Tuo Bambino

sempre, vogliamo a te!


La manifestazione è immensa, sentita, esplosiva, ma più che altro è commovente, così, nel discorrere, ad un certo punto, un anziano e sant'uomo dalla barba bianchissima e dallo sguardo profondamente cristiano, facendosi avanti alla processione ed alzando la mano, fa cenno alla Grande Madre Celeste di prendere la parola e la che, le è concessa, è uno dei primi fondatori e Vescovo della Diocesi di Trivento, ch