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Superstizioni del popolo capracottese


Donne dell'emigrazione capracottese.

Ce n'è anche da noi!

Una gallina si prende licenza di cantare strozzatamente, tanto per fare del femminismo anche nel pollaio, e, se la malcauta ha l'accortezza di farlo di notte, salva la pelle, ma se vi si prova alla luce del giorno, la qual cosa annunzia sventura per il proprietario, va a finire in pentola.

Ru cuoànte a r' pusatùre è buóne pe ru padróne.

Vi nasce un porro all'occhio? Ebbene, esso è causato dal fascino maligno esercitato da una donna incinta, alla quale vi siete rifiutato di dare qualche cosa.

Cigola il tizzo da un capo? Annunzia infortunio a chi v'è dirimpetto.

Vi capita, per caso, di trovare un pezzo di ferro? La miseria vi stringerà nelle sue spire dolorose.

Nel bosco vi scappa davanti una lepre? Presto v'incoglierà un gran malanno.

Vi batte l'occhio destro? Avrete sfortuna; se il sinistro, bene ve ne verrà.

Quànda bàtte l'uócchie drìtte, còre afflìtte. Quànda bàtte l'uócchie mànche, còre frànche.

Per salvaguardare i cavalli dal danno del mal'occhio, bisogna mettere in mezzo alle loro cavezze de' peli di tasso e pezzetti di ottone.

Se il caldaio esce dal fuoco con la fuliggine accesa, o la minestra scodellata fùmiga molto, o gli animali corrono all'impazzata con la coda eretta e il collo inarcato, muggendo, o la luna ha il cerchio bianco, il tempo si guasterà di certo.

Vi viene il singhiozzo? Qualcuno, di lontano, parla di voi.

Una pulce si è posata sulla vostra mano? Rallegratevene, ché avrete presto una cara lettera.

Bevete con una vecchia? Avrete un figlio cieco.

La donna incinta mangia carne di lepre o pecora scannata da' lupi? Darà alla luce un muso di lepre o sarà allupato, ossia mangerà più che se fosse affetto da tenia e avrà istinti sanguinarî.

Una giovine va a cavallo nel periodo della mestruazione? Ebbene, se dimentica di configgere il coltello nel basto, sarà fatale alla bestia che cavalca.

Con l'osso della forcella d'un pollo si decide se la donna incinta farà maschio o femmina e il canto primaverile del cuculo dice alle fanciulle quanti anni dovranno ancora aspettare per trovar marito.


Oreste Conti

 

Fonte: O. Conti, Letteratura popolare capracottese, Pierro, Napoli 1911.

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