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Viaggio tra i tesori nascosti della Chiesa di Capracotta (I)


Il battistero in legno e il pozzo dei peccati

Il battistero di Capracotta (foto: F. Mendozzi).

Don Geremia Carugno affermava che il fonte battesimale della Chiesa di S. Maria in Cielo Assunta «doveva essere la migliore suppellettile della precedente chiesa madre», la cui datazione era «verosimilmente riportata tra il XIV e il XV secolo». Effettivamente, non tanto gli intagli lignei che custodiscono il fonte quanto la colonnina che lo sorregge dimostra davvero tanti secoli, e forse fa coppia con l'antico portale della chiesa originaria che si trova nell'ala destra del campanile. Tuttavia, il fatto che il fonte battesimale fosse così lontano dalla primitiva chiesa non deve sorprendere perché nei tempi remoti i battisteri trovavano posto all'esterno dei templi, di modo che gli infanti non ancora battezzati non mettessero piede nella chiesa consacrata. Il nostro fonte in legno, «rovinato dal tempo e forse dall'incuria e l'umidità», fu restaurato nel 1980 ma, fino a mezzo secolo fa, era custodito in un locale retrostante oggi chiuso alla vista, difeso da quella stessa balaustra in noce che attualmente lo circonda.

Il pozzo dei peccati (foto: F. Mendozzi).

A destra di questo vetustissimo monumento della religione, a mezz'altezza, vi è poi una porticina, anch'essa in legno, dietro cui si cela una piccola vasca in pietra, di forma circolare, con uno scarico centrale, una sorta di antico lavabo privo di rubinetto, nel quale veniva letteralmente riversato il peccato originale dei battezzati. Le acque utilizzate dal sacerdote per rigenerare alla fede «generazioni di Capracottesi» divenivano infatti impure al termine del battesimo, in quanto contaminate dai germi del peccato originale appena rimosso dai bimbi, cosicché erano gettate in questo piccolo pozzo che portava i fluidi peccaminosi chissà dove, nel cuore stesso della Terra Vecchia, al di sotto delle fondamenta della Chiesa Madre. Conosciamo tutti la leggenda del Pozzo di S. Patrizio, costruito ad Orvieto per volere di papa Clemente VII, che si dice assicuri la remissione dei peccati ai penitenti che scendono nel suo ventre; tuttavia sono pochissimi quelli che conoscono la storia del pozzo di Capracotta, nel quale non si calava il penitente ma il peccato stesso!


Francesco Mendozzi


 

Bibliografia di riferimento:

  • L. Campanelli, La Chiesa collegiata di Capracotta. Noterelle di vecchia cronaca paesana, Soc. Tip. Molisana, Campobasso 1926;

  • G. Carugno, La Chiesa Madre di Capracotta, S. Giorgio, Agnone 1986;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, Youcanprint, Tricase 2016.

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