• Letteratura Capracottese

La consacrazione della Chiesa Madre


La lapide della prima consacrazione (foto: A. Mendozzi).

D.O.M.

DIE XXVI AVGVSTI MDCCXXV ALPHON

SVS MARICONDA PATRITIVS NEAPOLITANVS

SECVNDVS E FAMILIA EP(iscop)VS TRIVENTINVS TEM

PLVM HOC STATO RITV CONSECRAVIT

ANNIVERSARIA DIES EST DOMINICA IV

AVGVSTI

ARA VERO PRINCEPS DIE VII OCTOBRIS

MDCCXXIII. CONSECRATA FVERAT A

FRANCISCO BACCARIO EP(iscop)O THELESINO

HVIVS OPPID(i) PATRITIO


La Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta, per come la vediamo oggi in tutta la sua opulenta magnificenza, venne consacrata la prima volta il 26 agosto 1725 e in quell'occasione il vescovo di Trivento Alfonso Mariconda (1671-1737) decise che, di lì in avanti, l'anniversario della celebrazione sarebbe caduto annualmente la quarta domenica d'agosto, per cui domani la nostra chiesa compirà ufficialmente 295 anni, dando l'avvio a un percorso spirituale, storico e artistico che ci porterà nel 2025 al 300° anniversario.

È tuttavia probabile che al momento di quella consacrazione, nel 1725, i lavori di ristrutturazione alla chiesa non fossero ancora terminati, di sicuro non lo erano due anni prima quando il capracottese Francesco Baccari (1673-1736), vescovo di Telese, aveva consacrato l'altare maggiore per dar modo a don Francesc'Antonio di riprendere in tempi brevi l'attività liturgica. Le due benedizioni sono incise su di una lapide posta all'ingresso del tempio.

Tra il 1723 e il 1755 la Chiesa Madre di Capracotta conobbe però una lunga serie di traversie ecclesiastiche che fecero rallentare l'apertura al culto del nuovo tempio barocco. Il nodo della vexata quæstio fondamentalmente stava nel pessimo rapporto esistente tra la popolazione e il clero capracottesi da una parte e le alte sfere diocesane dall'altra. Dalla cronotassi della diocesi di Trivento si apprende infatti che mons. Mariconda lasciò il Molise nel 1730, nominato vescovo di Acerenza e Matera. Al suo posto giunse Fortunato Palumbo (1675-1753), un monaco celestino che visse un ministero episcopale travagliato e pieno di amarezze.

Uomo forse troppo severo e poco diplomatico, il vescovo Palumbo assistette a «tante pene che gli vennero da parte di Capracotta», legate perlopiù all'enorme patrimonio della cappella di Santa Maria di Loreto, che proprio in quegli anni risultava tra i maggiori locati alla Dogana di Foggia, con un capitale armentizio di quasi 16.000 capi di bestiame. La natura e la mole delle rimostranze che il Vescovo dovette subire - e che la cittadinanza capracottese pure subì - fu tale che, giunti al momento della definitiva consacrazione della Chiesa dell'Assunta, egli negò l'autorizzazione, costringendo il popolo a ricorrere direttamente presso Carlo VII, re di Napoli, il quale a sua volta intimò a mons. Palumbo di compiere il proprio ufficio. Il diniego del Vescovo fu categorico e si tramutò in proibizioni e diffide anche nei confronti di Donato Sammartino, il sacerdote agnonese che il 23 dicembre 1748 aveva provveduto al rito di consacrazione su incarico della regia delegazione di Napoli.

La crisi diplomatica senza eguali tra Trivento e Capracotta rientrò un pochino alla volta grazie alla pazienza di don Giuseppe Campanelli, che nel 1734 aveva sostituito l'arciprete Francesco Antonio del Baccaro, e si risolse definitivamente con la nomina a vescovo di Giuseppe Carafa, che il 14 settembre 1755 consacrò la Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta perché aveva probabilmente compreso e valorizzato il potenziale di Capracotta, una cittadina in cui il clero locale era in procinto di ottenere la forma capitolare ad approvazione papale e dove le congregazioni laicali erano ricchissime e numerose.


D.O.M.

DIE XIV M(ensis) SEPTEMBRIS A.D. MDCCLV ILL. R. D.

D(ominus) JOSEPH CARAFA EP(iscop)VS TRIVENTINVS

TEMPLVM HOC STATO RITV CONSECRAVIT

ANNIVERSARIO VERO DIEM FESTVM AD QVARTAM DOMINICAM

MENSIS AVGVSTI

CVM CONSVETIS INDVLGENTIIS TRANSTVLIT


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • L. Campanelli, La Chiesa collegiata di Capracotta. Noterelle di vecchia cronaca paesana, Soc. Tip. Molisana, Campobasso 1926;

  • G. Carugno, La Chiesa Madre di Capracotta, San Giorgio, Agnone 1986;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016.

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