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Viaggio tra i tesori nascosti della Chiesa di Capracotta (VI)

Immagine del redattore: Letteratura Capracottese
Letteratura Capracottese
4 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Coro di Capracotta
Il coro ligneo della Chiesa Madre di Capracotta (foto: A. Mendozzi).

Il coro

Quel che sappiamo sul coro della Chiesa Madre di Capracotta ci proviene da don Geremia Carugno, il quale scrisse:

Testimone impassibile e venerando di quella che fu la vicenda un po' felice e un po' sofferta della «Insigne Collegiata» di Capracotta, resta il coro dove, ad ore distinte del giorno, si riunivano i dodici "capitolari" per la recita dell'ufficio divino. Addossato alle pareti della parte posteriore dell'altare maggiore, il coro si presenta subito come un'opera molto pregevole, con 17 stalli finemente lavorati in noce: uno centrale riservato alla "prima dignità" di allora (l'arciprete) e gli altri che gli fanno corona.

Nulla sappiamo, insomma, di chi realizzò effettivamente questo impianto architettonico elegante e monumentale. La risposta, allora, potremmo desumerla da un'altra opera simile che abbiamo avuto la ventura di visitare durante la gita culturale del 3 ottobre scorso a Vieste (FG).

Nella locale concattedrale, infatti, vi è un coro ligneo (anch'esso in noce) che le fonti d'archivio attribuiscono all'intagliatore Giovanni Bonavolta, nativo di Capracotta. Nel suo studio sull'architettura del '700 nel Foggiano, il soprintendente Nunzio Tomaiuoli parla di un apporto «abruzzese-molisano», desumibile dal grande fenomeno economico-sociale della transumanza e dalla massiccia presenza dei celestini, con capisaldi nelle più importanti città della provincia: tra questi operatori abruzzesi e molisani si conosce la presenza del pittore Michele Scaroina di Campobasso, del marmoraro Francesco Faustino Mancini di Pescocostanzo, degli imprenditori Silvestro e Sebastiano Pollice di Agnone, degli ingegneri Ludovico di Tullio e Francesco De Lallo, ambedue di Pescopennataro, dell'intagliatore Giovanni Bonavolta di Capracotta (notizia rivelata da padre Mario Dell'Erba). La famiglia Bonavolta, vieppiù, compare anche tra quegli «abili artisti» che lavorarono nel castello di Volturino (FG) assieme ad un'altra famiglia capracottese, i Rosso.


Coro di Vieste
Il coro ligneo della Cattedrale di Vieste (foto: F. Mendozzi).

I due cori, quello di Capracotta e quello di Vieste, sono simili in alcune caratteristiche ed identici in altre. Quello di Vieste, ovviamente, è più grande (19 stalli più larghi) perché degno di una concattedrale, mentre quello di Capracotta, pur eccezionale, è misurato ad una chiesa collegiata. I fregi dei braccioli, però, lasciano pochi dubbi e, anzi, rafforzano l'ipotesi secondo cui fu lo stesso Giovanni Bonavolta, nel medesimo periodo del primo Settecento, a realizzare l'intero coro. Il Bonavolta, dunque, lavorava tra Capracotta e la Puglia, dove probabilmente trascorreva lunghi periodi.

Sfogliando il libro dei fuochi del 1732, è possibile risalire al capofamiglia Nicola (35 anni), «maestro falegname», vedovo di Feliciana Angelaccio, che abitava nel rione di S. Antonio. Nicola Bonavolta, che era figlio di un Giovanni, aveva a sua volta un figlio maggiore di nome Giovanni (7 anni) ed un fratello, Domenico (24 anni), anch'egli falegname. Non sappiamo quale dei due Giovanni Bonavolta - se, più probabilmente, il nonno o il nipote - fosse l'artigiano che realizzò il coro in noce della Cattedrale di Vieste, ma di certo proveniva da questa famiglia.


Il fregio di Capracotta (a sx) e quello di Vieste (a dx).
Il fregio di Capracotta (a sx) e quello di Vieste (a dx).

L'elemento ligneo del bracciolo, insomma, è forse troppo poco per azzardare l'ipotesi di una stessa paternità, eppure quel fregio è l'elemento più complesso, dal punto di vista della falegnameria, da realizzare, quasi che l'autore ne abbia prodotti in serie partendo da un medesimo modello. Tuttavia, la coerenza stilistica e temporale fa sì che attribuire il coro della Chiesa Madre di Capracotta all'intagliatore Giovanni Bonavolta sia, ad oggi, l'ipotesi più corretta.


Francesco Mendozzi


Bibliografia di riferimento:

  • G. Carugno, La Chiesa Madre di Capracotta, S. Giorgio, Agnone 1986;

  • M. Dell'Erba (a cura di), La Cattedrale di Vieste, Vieste 1980;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, voll. I e II, Youcanprint, Tricase 2016-2027;

  • S. Savastio, Notizie storiche sul Comune di Volturino in provincia di Foggia, Conte, Pozzuoli 1940;

  • N. Tomaiuoli, Aspetti e problemi dell'architettura del '700 nella Provincia di Foggia, in «La Capitanata», XXXI, 2, 1994.

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