Vieni
Opera presentata alla prima edizione del concorso nazionale di poesia "Sotto quel manto stellato: Capracotta in versi in onore della Madonna di Loreto", in memoria di Daniele Di Nucci.

Hai gli stessi occhi di quella madre
Le cui urla di disperazione si mischiano tra la spuma del mare mosso
Versano sangue quegli occhi
E cercano invano un bimbo donato alle onde
Quelle lacrime si mischiano al sale
Si fanno tutt'uno con l'acqua gelida
Il buio le avvolge, le amalgama, le plasma a dolore collettivo
Hai gli stessi occhi di quella madre
Che piange il Figlio sotto una croce
Le sue sono membra inermi ed impotenti
Le lacrime invece tracciano solchi sulla pelle nera
E, cadendo sulla terra arida,
scandiscono un tempo fermo che non passa mai
Pregate entrambi, anche con i vostri corpi
Perché una madre è cura per l'anima
E balsamo profumato per la carne
Hai gli stessi occhi di quella madre
La cui luce brilla, nella notte, e diventa
Candore, e diventa letizia, e diventa
Pace
Quando il Figlio l'accoglie, con le sue vesti bianche
A braccia aperte sorridente le sussurra: «Vieni».
Andrea Mastrangelo


