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Weekend Family: il diario di una mamma affidataria


Alcuni modelli del Museo S.E.B.A.

Capracotta 2018: anche quest'anno ci siamo incontrati a Capracotta per una nuova "avventura"!

Quest'anno abbiamo vissuto una nuova esperienza all'insegna dell'amicizia riscoprendo ancora una volta un nuovo senso di comunità e come sempre il piacere di stare insieme e condividere momenti importanti quanto piacevoli.

Siamo giunti a Capracotta la sera di venerdì e ad accoglierci abbiamo trovato il vento e le basse temperature, ma ha importato poco perché adulti, bambini e ragazzi si sono riscaldati con calorosi saluti, baci e abbracci.

Dopo la cena della prima sera riunione nella "stanza con le sedie verdi" a fare due giochini di socializzazione con Loruena.

Alza la gamba, muovi un braccio, saluta con una mano o con due, cingi la testa con una mano, fai una giravolta, inventa un tuo slang e dicci chi sei! Così siamo partiti a farci riconoscere, ognuno con la propria personalità mostrando la ricchezza che siamo stati capaci di apportare al gruppo.

Dopo aver rotto il ghiaccio con le risate del primo gioco di presentazione è la volta di tirar fuori un po' di sano agonismo: ed ecco due squadre pronte a sfidarsi per vedere chi riesce a conoscersi in poco tempo! E ordinati per nome, altezza, età, segno zodiacale (non troppo bene perché non siamo esperti di astrologia) alla fine abbiamo pareggiato, però Enzo ha provato ad argomentare qualcosa per prendersi qualche punto in più, ma la sua impresa è stata vana.

Così le fatiche della prima sera si sono concluse, tutti a dormire (si fa per dire).

È sorto il sole di sabato, l'appuntamento per le colazione è alle otto e mezza ma c'è chi è sceso prima, forse aveva fretta di iniziare la giornata (o forse di concludere la nottata passata in bianco a chiacchierare).

Alle 9 c'è la messa e dopo la messa che si fa? C'era in programma la passeggiata ma il signor meteo ha detto di no, c'è vento e le nuvole corrono veloci potrebbe piovere, ma niente paura: il S.E.B.A. è disponibile ad accoglierci! Il S.E.B.A. è il museo dell'abbigliamento che si trova a pochi metri dal nostro hotel, ma noi siamo creativi e allora facciamo le scale chi da un lato chi dall'altro ma ci incontriamo tutti su, poi scendiamo (perché non era su che dovevamo andare) e poi andiamo a destra, ma era a sinistra la direzione giusta così invertiamo la rotta, scendiamo altre scale ed ecco il museo proprio sotto al nostro naso.

Sebastiano con sua moglie ci accolgono mettendoci subito a nostro agio, inizia così un viaggio scandito dalle parole appassionate di Sebastiano che ci spiega la sua passione per la moda, come è nata e come si è sviluppata negli anni. Abbiamo visto l'evoluzione dello stile italiano dagli anni '50-'60 fino a giungere agli sgoccioli del ventesimo secolo e poi un giro fra i manichini che indossano alcune delle creazioni più significative dello stilista, abbiamo visto anche due costumi tipici capracottesi risalenti al periodo preunitario, fra i due quello che ha attirato maggiore attenzione era "l'abito per donna nubile", per intenderci a vesta r' 'e zitelle.

Si è fatta ora di pranzo, ce ne dobbiamo andare per il dispiacere di Caterina più di tutti!

Alle 13:30 tutti a tavola a mangiare, con buon cibo e chiacchiere piacevoli il tempo vola (il menù non ve lo dico, la prossima volta venite e lo assaggiate di persona); è il momento di avere un po' di tempo libero, chi va a passeggio (una passeggiata tonificante con il vento fresco) chi va in camera a rilassarsi. L'appuntamento è alle 15:45 nella "sala con le sedie verdi", abbiamo un programma da rispettare! Facciamo le squadre per i giochi della serata il cappello magico da chef attende i partecipanti per assegnare ognuno alla propria squadra! Et voila le squadre sono fatte, dopo cena ne vedremo delle belle con le squadre dei panzarotti ripieni, torta della nonna, pollo arrosto e carbonara!

Ora è il momento di lavorare un po', bambini e ragazzi con Maria e Catia a fare i loro laboratori, noi "grandi" (qualche grande piccolo è rimasto ma dobbiamo seguire ciò che dice l'anagrafe) con Caterina e Loruena a fare i nostri. Presentiamoci di nuovo, ci hanno raggiunto altri amici, facciamoci riconoscere subito anche da loro così si mettono l'anima in pace! Giro di carta igienica per carta d'identità: nome e caratteristica custodita sulla toilet paper.

È giunta l'ora di artistica e su una grande finestra con quattro vetrate (di carta è la finestra, non vi illudete) disegniamo il passato, il presente, il futuro agognato e il futuro temuto! È venuta fuori una galleria d'arte di cui solo i presenti conserveranno memoria. Tra le chiacchiere e il confronto siamo arrivati a ora di cena, salutiamoci con un girotondo!

Tutti insieme di nuovo per la cena, ma non dilunghiamoci troppo, il cappello magico ci attende nella "sala con le sedie verdi" per vedere la disputa tra le squadre.

Signore e signori ha inizio il primo round: centra il bersaglio! Vediamo se la squadra è capace a guidare un loro giocatore verso il bersaglio e accaparrarsi il massimo dei punti disponibili, ma attenzione, gli imbroglioni non hanno vita facile, se i punti li ottenete con le scorciatoie le perdete!

Le squadre sono cariche è il momento di passare al secondo gioco: no panic!

Tre turni più il giro di bonus in cui coordinarsi e rispondere ai quesiti del gioco, e non ve lo spiego perché è lungo ma i giocatori si sono appassionati!

La squadra vincitrice della serata è: Carbonaraaa!!!

Complimenti a tutti i partecipanti, è giunto il momento di andare: Morfeo ci aspetta!

La notte è finita ed il sole è spuntato di nuovo fra i monti di Capracotta a illuminare le valli, andiamo a fare colazione.

Bambini e ragazzi nella loro sala mentre i diversamente giovani nella "sala con le sedie verdi": è il momento del diploma.

Ci siamo diplomati il 17 giugno 2018, ognuno con la sua specializzazione ma occorre un garante che ci firmi il diploma, così cerchiamo chi ci ispira nel gruppo in modo che accrediti il nostro nuovo titolo.

E dopo il nostro diploma è il momento degli encomi e così torniamo a casa con due diplomi: quello delle risorse che sappiamo di avere e quello delle risorse che gli altri vedono in noi. Siamo tornati a casa con una ricchezza che non sapevamo di avere.

La cerimonia del diploma è stata un po' lunga, non ci possiamo perdere in altri convenevoli perché gli stomaci brontolano e la cucina è pronta a sfornare le ultime prelibatezze che mangeremo.

Il pranzo si è dilungato un bel po' ma le chiacchiere che si fanno a tavola sono più "saporite".

È finita anche quest'anno la nostra avventura, pian piano l'albergo si spopola e ciascuno si avvia verso la propria magione, io ho trovato un acquazzone ad accogliermi!


Cristina Riccardi

 

Fonte: https://www.facebook.com/, 22 giugno 2018.

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