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Zio Olindo


Olindo Paglione (1912-2000).

Con zio Olindo ci conoscevamo in quanto vicini di casa.

Egli si cimentava in piccole sculture di pietra, che si procurava direttamente in campagna a Capracotta, visto che aveva una piccola masseria sulla strada per il Verrino.

Riusciva, con scalpello ed altri attrezzi, tutti rigorosamente manuali, a dar vita a delle bellissime sculture. Sono veramente felice di possedere alcune testimonianze della sua arte che conservo con grande affetto.

Zio Olindo era una persona affascinante, dai lineamenti nobili, ed il suo stile era un esempio. Era un uomo di poche parole ma di grande saggezza, attaccato alla terra che non ha mai smesso di lavorare fino alla sua scomparsa, avvenuta a 92 anni.

Mi parlava spesso della Capitale, in cui, durante la Seconda guerra mondiale, aveva soggiornato. Tuttavia non vi aveva mai fatto ritorno, così nel 1990 gli proposi di accompagnarlo per un giro nella Roma dei ricordi. Di quei momenti conservo il ricordo indelebile di una persona di eccezionale qualità.

È per me un grande rammarico non averlo frequentato con assiduità e non essere riuscito a partecipare alle sue esequie.


Pietro Di Tanna

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