Amarcord: "Capracotta il mio paese" di Michele Conti
- Letteratura Capracottese
- 11 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 26 set 2025

Questo libro, dedicato a tutti i capracottesi e non solo, Michele lo pubblicò in occasione del suo 80° compleanno, raccontando della sua infanzia, dei sacrifici dei suoi familiari e suoi, del lavoro del padre, dei suoi studi e dei suoi molteplici impegni, partendo da quelli politici locali, iniziati con i giovani amici Carmine Di Ianni e Vittorio Giuliano.
Incarichi amministrativi, civili, sociali e sportivi, il tutto sempre impregnato dal suo viscerale attaccamento al "suo" paese, Capracotta!
Tra i molti episodi, documenti riprodotti e fatti da Michele raccontati nel libro, mi sforzerò di parlare solo di capitoli analitici e profetici della situazione complessiva di Capracotta, della nostra montagna e dell'Alto Molise.
Nel capitolo III, partendo dalla impietosa ma realistica situazione demografica di Capracotta, che però può essere riferita, secondo me, a tutto l'Alto Molise, il "tracollo" parte dai dati negativi dei rapporti nati/morti, giovani/anziani, ragazzi/vecchi, immigrati/emigrati.
Michele scriveva che molto hanno contribuito allo spopolamento della nostra zona errate scelte di politica generale, regionale e locale.
Soffermandomi alla situazione locale, anche secondo me, un primo colpo mortale alla nostra zona è stato inferto dalla (praticamente) chiusura dell'ospedale di Agnone, con le negative conseguenze anagrafiche, occupazionali, commerciali, lavorative, scolastiche, sociali e di prospettiva. Bisogna però ammettere che il Molise, con i suoi circa 300.000 abitanti effettivi, non poteva e non doveva permettersi di avere e manutenere 7 U.S.L., 7 ospedali e una decina di comunità montane, con altrettanti presidenti, consigli di amministrazione e centinaia di consiglieri. Queste scelte sono state e sono funzionali solo alla politica partitica locale e non al servizio dei molisani e del loro futuro.
Vero è che un ospedale che non doveva essere sacrificato per motivi ragionieristici, era quello di Agnone: ospedale di zona disagiata (montagna e neve) che ora ha il pronto soccorso e l'ospedale più vicino (Isernia) a circa 50 km, accorpando invece ospedali vicini tra loro.
Si tenga presente che anche molti comuni della Provincia di Chieti, si servivano dell'ospedale di Agnone!
Molti si sono spesi per la sua sopravvivenza, ma tutto è risultato inutile contro scelte centrali. Il colmo dei colmi delle errate scelte regionali e locali è stato raggiunto, alcuni anni fa, approvando la realizzazione di un nuovo ospedale in Agnone!
La realizzazione di tale struttura è iniziata ed è andata avanti mettendola in piedi senza completarla e abbandonandola, divenendo una delle tante opere pubbliche incompiute d'Italia, un'altra "cattedrale nel deserto" costata decine di milioni di denaro pubblico.
Intanto, alcuni anni fa, si verificò un altro evento negativo, dovuto forse a errori di progettazione più che a forze della natura: la chiusura, per motivi di sicurezza, del viadotto Agnone-Castiglione M.M.-Chieti.
Tale chiusura ha fortemente ridotto il flusso sanitario, scolastico, economico-commerciale tra i paesi abruzzesi e Agnone, con danni difficilmente recuperabili per l'intera zona.
Molti comuni nostri e del Chietino a noi vicini non raggiungono i 1.000 abitanti, cominciando da Capracotta, mentre il problema dei costi per la gestione dei servizi essenzali e della sopravvivenza continua ad aumentare.
Agnone, che fino a qualche decennio fa contava circa 10.000 abitanti, oggi è sceso sotto la soglia dei 5.000 residenti e la discesa, purtroppo, non dà segnali di arrestarsi.
C'è ancora chi sostiene che il Molise dovrebbe ricongiungersi all'Abruzzo, tornando ad essere una unica regione, per sopravvivere, senza però considerare la critica situazione dei piccoli comuni, nostri e anche abruzzesi, specie quelli con noi confinanti, la scarsa attenzione loro riservata da Chieti, la criticità della viabilità e le distanze, per cui l'Alto Molise potrebbe diventare la periferia della periferia chietina!
Un altro capitolo di questo libro, da analizzare anche se solo sinteticamente, è il capitolo IV: "Quale futuro?".
Michele parlava della situazione attuale (2015) e di prospettiva di vari settori vitali per la sopravvivenza dei piccoli paesi: la scuola, in primis, con rischi di accorpamenti in zona più accessibile, con conseguenze negative dal punto di vista sociale e umano per la sopravvivenza di un paese. Michele scriveva: «La mancata presenza in un paese di un maestro, di un insegnante, di un professore, comporterà un ulteriore impoverimento quantitativo e qualitativo della popolazione e della vita sociale e continuerà sempre più a prospettarsi la strada dell'emigrazione». Da qualche anno pare che anche la neve sia "emigrata"!
Esaminando altri aspetti critici della situazione: quali la sanità, Michele auspicava la permanenza dell'ospedale di Agnone; per la mobilità, che è una necessità altomolisana ed essenziale di tutti i giorni, l'auspicio era per un miglioramento della nostra viabilità finalizzato al rafforzamento del trasporto pubblico su strada e in ferrovia.
Purtroppo oggi ognuno di noi può constatare la situazione attuale di questi settori vitali per la sopravvivenza dei piccoli comuni.
Io mi domando: ma le province esistono ancora? Quella di Isernia, che ci riguarda, è viva o no? Michele, inoltre, parlava della situazione locale relativa ai boschi, ai pascoli, all'acqua, agli impianti sportivi, all'aria e al panorama, dando anche alcuni consigli per il futuro.
Infine, Michele scrive che «per un paese di montagna un'agricoltura senza turismo non ha prospettive di sviluppo, ma è vero anche il contrario: un turismo senza agricoltura, senza prodotti tipici, non ha futuro». Condivido pienamente!
Nelle "Considerazioni finali" Michele diceva: «In montagna non si può vivere di eventi, occorre continuità... La vita presente, invece, deve essere vivace e continua per tutto l'anno, per tutte le stagioni». Ciò è vero e, a mio modesto parere, si potrebbe anche sostenere che non si può sopravvivere puntando solo sull'affollamento dei 30 giorni d'agosto e su sporadici ritorni in occasione di festività religiose paesane!
Ma oggi temo che il corpo mortale finale, noi, il Molise e tutto il Meridione, lo riceveremo con l'applicazione della legge sull'autonomia finanziaria differenziata, vecchio pallino della Lega, ma votata dall'attuale governo di destra.
Chiedo scusa agli autori dei libri esaminati, ai loro parenti e ai lettori, di questo mio "Amarcord" realizzato in forma artigianale, manoscritto da me con grafia condizionata dalle cataratte. Per saperne di più bisognerebbe leggerlo!
Tonino Serafini

